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Francesca Bernardini

“Spesso sottostimiamo il potere di una carezza, un sorriso, una parola gentile, un orecchio attento, un complimento onesto, o il più piccolo gesto d’attenzione, i quali tutti hanno il potenziale di cambiare una vita” (Leo Buscaglia).

Il bisogno di contatto è presente fin dalla vita intrauterina, anche le ricerche scientifiche confermano che il contatto è indispensabile per uno sviluppo sano ed armonico dell’essere umano.

Già il bambino in utero è sempre contenuto dalle pareti uterine, dalle carezze della mamma, dai suoni soffici che sente, come la voce e il cuore della madre. Oltre a contenerlo, l’utero crea un vero massaggio su tutta la pelle del bambino, continue stimolazioni e coccole che lo aiutano a sviluppare il suo sistema nervoso e a soddisfare il suo bisogno di affetto.

Con la nascita, la gestazione non finisce, il piccolo neonato non è ancora capace di sopravvivere da solo e ha bisogno dell’adulto per la sopravvivenza. Ad una immaturità motoria, corrisponde anche una immaturità cerebrale e biochimica ed il bambino ha bisogno di soddisfare alcuni bisogni fondamentali, per continuare il suo sviluppo. Essere portati, cullati, accarezzati, essere tenuti, contenuti, protetti, ricevere amore, tenerezza, calma, ma anche provare piacere, vitalità, benessere sono tutte esperienze indispensabili per una crescita serena.

Un neonato instaura, sin dai suoi primi giorni di vita, un contatto molto intenso con la madre o l’adulto di riferimento: il bambino nasce con una ricchezza sensoriale che gli permette fin dai primi momenti di interagire con chi si occuperà di lui.

Da recenti ricerche scientifiche sappiamo che il tocco e il contatto sensoriale tra mamma/caregiver e bambino hanno realmente un effetto sulla fisiologia del bambino e sul suo benessere: sappiamo che la comunicazione tramite tocco è associata a riduzioni immediate sia nella risposta comportamentale che fisiologica allo stress. Inoltre, il contatto pelle-pelle (skin-to-skin contact o SSC) ha effetti analgesici nei neonati; perché il tocco con stimolazioni lievi e lenti innesca la produzione di ossitocina, che ha un effetto calmante e che genera una sensazione piacevole sia nella mamma che nel bambino stesso. L’ossitocina, nello specifico, è importante per lo sviluppo di aree cerebrali che poi regoleranno la gestione emotiva e i bisogni ed è fondamentale per il legame indissolubile che si crea con la mamma (è l’ormone dell’amore).

Detto questo, è sicuramente importante definire il tocco come un valido strumento nel mondo della cura neonatale. Il tocco, il contatto e il massaggio neonatale permettono una esperienza comunicativa assolutamente unica, una comunicazione reciproca, tra adulto e bambino. Migliorano quindi la qualità della relazione genitore-bambino.

Le diverse modalità di tocco con le quali il genitore contatta il proprio bambino, lo accompagnano ad attraversare differenti esperienze relazionali: l’adulto può alternarle equilibratamente, per soddisfare diversi bisogni fondamentali del bambino.

Le diverse caratteristiche del tocco (per intensità, velocità, pressione…) vengono recepite dal bambino in maniera differente e acquisiscono valori ben determinati, all’interno di un quadro percettivo, in cui il bambino le può confrontare, rappresentare, categorizzare.

Ad esempio un tocco orientato a far attraversare diverse esperienze sensoriali corrisponde al bisogno del bambino di Sentire/Percepire. È importante assecondare un buon contatto con le proprie sensazioni, poiché sono il principale mezzo attraverso cui ci si orienta nel mondo.

Un Tocco volutamente energizzante può apportare vitalità e gioia. La gioia non è solo uno stato emotivo ma, in una visione integrata della persona e del bambino, è anche nei movimenti veloci e improvvisi, nelle sensazioni di brividi che percorrono tutto il corpo, in uno stato leggero di piacevole eccitazione. Il massaggio al neonato, con questo tipo di tocco, può accompagnarlo nell’esperienza della Vitalità e della Giocosità e, cosa molto importante, può costruirne il ricordo.

Una modalità di contatto morbida comunica Tenerezza al bambino, accresce l’empatia e il legame di attaccamento.

Un tocco, invece, che agisce sulla muscolatura del bambino in modo lento, ripetitivo, quasi ipnotico, scioglie le rigidità, permette l’allentamento, può favorire il sonno, e l’addormentamento. Il bambino vive l’importante esperienza di poter Lasciare, grazie alla presenza di un’altra persona alla quale si abbandona e si affida.

Offrire ai genitori la possibilità di sperimentare modi diversi di tocco e di contatto diventa un’occasione per accrescere la conoscenza e la comprensione del bambino, attraverso tutti i suoi canali di espressione. In tal senso il massaggio neonatale può essere uno strumento migliorativo della qualità della relazione.

Se vuoi approfondire la tematica e farne esperienza in prima persona, partecipa al ciclo di webinar Tocco, contatto e massaggio neonatale funzionale.

Bibliografia

  • Casetta et al. (2018), La cura del benessere nella perinatalità. Come realizzare e condurre interventi di Gruppo con tecniche funzionali, Padova: Domeneghini Editore.
  • Chiofalo (2018), Skin to skin: tutti i benefici in un contatto, disponibile al sito https://lareviewdellostetrica.com/2018/01/25/skin-to-skin-tutti-i-benefici-in-un-contatto/
  • De Pasquale (2022), Tocco Magico? Tocco e massaggio per il sonno neonatale, disponibile al sito https://www.psicoterapiafunzionale.it/2022/01/tocco-magico-tocco-e-massaggio-per-il-sonno-neonatale/
  • Montagu (2017), Il linguaggio della pelle, Baiso (RE): Verdechiaro Editore.
  • Rispoli (2016), Esperienze di base e sviluppo del sé. L’evolutiva nella psicoterapia funzionale, Milano: Franco Angeli Editore.