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	<title>ACCADEMIA MIBES</title>
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	<description>L&#039;innovazione della formazione sanitaria</description>
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	<title>ACCADEMIA MIBES</title>
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		<title>Gestire l’Ansia e gli Attacchi di Panico con la L.O.V.E. Therapy</title>
		<link>https://accademiamibes.it/news/gestire-lansia-e-gli-attacchi-di-panico-con-la-l-o-v-e-therapy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara.guarino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 07:30:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L.O.VE Therapy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dottori Antonio Calò e Marinella Caforio &#160; L&#8217;ansia come segnale di allerta del sistema nervoso L’ansia e gli attacchi di panico sono tra i disturbi più diffusi della nostra epoca, spesso manifestandosi come risposte sproporzionate a stimoli quotidiani. Dalla prospettiva della LOVE Therapy, questi sintomi non sono &#8220;guasti&#8221; della mente, ma segnali di un sistema nervoso che è rimasto bloccato in una modalità di allerta cronica a causa di traumi passati non risolti. Quando viviamo un&#8217;esperienza che mette a rischio la nostra sicurezza, l&#8217;amigdala registra l&#8217;evento e attiva risposte di attacco o fuga che, se non elaborate, continuano a scatenarsi automaticamente anche a distanza di anni, generando stati di ansia persistente o crisi di panico improvvise. Il panico: quando il corpo prende il sopravvento L&#8217;attacco di panico è il culmine di una disregolazione psicofisiologica dove il corpo sembra perdere ogni controllo: tachicardia, sudorazione, senso di soffocamento e terrore imminente sono manifestazioni di un sistema nervoso autonomo in tilt. In questi momenti, la parte razionale del cervello (neocorteccia) viene letteralmente &#8220;messa fuori gioco&#8221; dalla carica emotiva travolgente del sistema limbico. Molti pazienti arrivano in terapia sentendosi ostaggi del proprio corpo; la LOVE Therapy interviene per spezzare questo circolo vizioso, insegnando al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://accademiamibes.it/news/gestire-lansia-e-gli-attacchi-di-panico-con-la-l-o-v-e-therapy/">Gestire l’Ansia e gli Attacchi di Panico con la L.O.V.E. Therapy</a> proviene da <a href="https://accademiamibes.it">ACCADEMIA MIBES</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://accademiamibes.it/corsi/love-therapy-emozioni-stress-traumi/"><b>Dottori Antonio Calò e Marinella Caforio</b></a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2>L&#8217;ansia come segnale di allerta del sistema nervoso</h2>
<p><span style="font-weight: 400">L’ansia e gli attacchi di panico sono tra i disturbi più diffusi della nostra epoca, spesso manifestandosi come risposte sproporzionate a stimoli quotidiani. Dalla prospettiva della LOVE Therapy, questi sintomi non sono &#8220;guasti&#8221; della mente, ma segnali di un sistema nervoso che è rimasto bloccato in una modalità di allerta cronica a causa di traumi passati non risolti. Quando viviamo un&#8217;esperienza che mette a rischio la nostra sicurezza, l&#8217;amigdala registra l&#8217;evento e attiva risposte di attacco o fuga che, se non elaborate, continuano a scatenarsi automaticamente anche a distanza di anni, generando stati di ansia persistente o crisi di panico improvvise.</span></p>
<h3>Il panico: quando il corpo prende il sopravvento</h3>
<p><span style="font-weight: 400">L&#8217;attacco di panico è il culmine di una disregolazione psicofisiologica dove il corpo sembra perdere ogni controllo: tachicardia, sudorazione, senso di soffocamento e terrore imminente sono manifestazioni di un sistema nervoso autonomo in tilt. In questi momenti, la parte razionale del cervello (neocorteccia) viene letteralmente &#8220;messa fuori gioco&#8221; dalla carica emotiva travolgente del sistema limbico. Molti pazienti arrivano in terapia sentendosi ostaggi del proprio corpo; la LOVE Therapy interviene per spezzare questo circolo vizioso, insegnando al sistema nervoso a riconoscere che il pericolo è cessato e che è possibile tornare in uno stato di calma.</span></p>
<h3>Intervento di pronto soccorso emotivo</h3>
<p><span style="font-weight: 400">Uno dei vantaggi principali della LOVE Therapy è la sua rapidità di azione, definita spesso dai docenti come un &#8220;intervento di pronto soccorso emotivo&#8221;. Attraverso tecniche di desensibilizzazione e l&#8217;uso di punti di sblocco somatico derivati dalla medicina tradizionale cinese, è possibile abbassare drasticamente il livello di allerta (arousal) già durante la prima seduta. Il paziente che giunge in studio nel pieno di una fase acuta può sperimentare un sollievo immediato e persistente, poiché la tecnica agisce direttamente sulla memoria implicita del trauma, riducendo la carica che alimenta il panico.</span></p>
<h3>Risolvere la radice per un benessere duraturo</h3>
<p><span style="font-weight: 400">Eliminare il sintomo dell&#8217;attacco di panico è solo il primo passo; l&#8217;obiettivo della LOVE Therapy è risalire alla causa profonda che lo ha generato. Spesso l&#8217;ansia dell&#8217;adolescente o dell&#8217;adulto affonda le radici in modelli di attaccamento insicuri o in traumi infantili che hanno reso il soggetto vulnerabile alla disregolazione. Lavorando su questi schemi mentali e installando sentimenti funzionali di sicurezza, competenza e amor proprio, la persona smette di essere vittima delle proprie risposte automatiche. Questo riequilibrio trasforma la percezione di sé e del mondo, permettendo di vivere le relazioni e le sfide quotidiane senza il peso costante della paura.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><span style="font-weight: 400">Se vuoi saperne di più, iscriviti  ora al corso &#8220;</span><a href="https://accademiamibes.it/corsi/love-therapy-emozioni-stress-traumi/"><span style="font-weight: 400">Operatore L.O.V.E. Therapy</span></a><span style="font-weight: 400">&#8221; dei Dottori Antonio Calò e Marinella Caforio, che prevede l&#8217;accreditamento di 50 ECM per TUTTE le professioni sanitarie. </span></h5>
<p>(Fonte immagine: IA)</p>
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		<title>Il ruolo del Team Multidisciplinare nel percorso di Neuromodulazione</title>
		<link>https://accademiamibes.it/news/il-ruolo-del-team-multidisciplinare-nel-percorso-di-neuromodulazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara.guarino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 07:30:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TMS e Dipendenza da cocaina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dottor Simone Di Pietro &#160; Perché la TMS richiede una sinergia tra psichiatra, psicologo e tecnici della riabilitazione La Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) non deve essere mai considerata come una &#8220;monoterapia&#8221; isolata, ma come un potente catalizzatore all&#8217;interno di un progetto di cura multidisciplinare. La sua massima efficacia si manifesta quando viene inserita in un percorso dove diverse figure professionali collaborano per il recupero a 360° della persona. Mentre la stimolazione agisce a livello neurobiologico riducendo il craving e l&#8217;impulsività, il lavoro di cambiamento profondo richiede l&#8217;integrazione di aspetti biologici, psicologici e sociali. La figura dello psichiatra e dello psicologo nel network terapeutico All&#8217;interno dell&#8217;equipe, il medico psichiatra svolge il ruolo di &#8220;regista&#8221; delle cure, occupandosi della valutazione iniziale, della definizione dei parametri di stimolazione e del monitoraggio clinico. Lo psicologo, d&#8217;altro canto, fornisce il supporto psicoterapeutico essenziale, sfruttando la &#8220;finestra di opportunità&#8221; creata dalla neuromodulazione. Un paziente che prova una minore urgenza biologica verso la sostanza risulta più lucido, presente e capace di beneficiare concretamente degli interventi psicosociali e della psicoterapia. Coordinamento e monitoraggio: l&#8217;importanza della coesione Il successo del trattamento dipende anche dalla presenza di un operatore formato specificamente per l&#8217;esecuzione materiale della TMS. Questa figura deve lavorare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://accademiamibes.it/corsi/come-trattare-la-dipendenza-da-cocaina-con-la-neuromodulazione/"><b>Dottor Simone Di Pietro</b></a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Perché la TMS richiede una sinergia tra psichiatra, psicologo e tecnici della riabilitazione</h3>
<p><span style="font-weight: 400">La Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) non deve essere mai considerata come una &#8220;monoterapia&#8221; isolata, ma come un potente catalizzatore all&#8217;interno di un progetto di cura multidisciplinare. La sua massima efficacia si manifesta quando viene inserita in un percorso dove diverse figure professionali collaborano per il recupero a 360° della persona. Mentre la stimolazione agisce a livello neurobiologico riducendo il craving e l&#8217;impulsività, il lavoro di cambiamento profondo richiede l&#8217;integrazione di aspetti biologici, psicologici e sociali.</span></p>
<h3>La figura dello psichiatra e dello psicologo nel network terapeutico</h3>
<p><span style="font-weight: 400">All&#8217;interno dell&#8217;equipe, il </span><b>medico psichiatra svolge il ruolo di &#8220;regista&#8221; delle cure</b><span style="font-weight: 400">, occupandosi della valutazione iniziale, della definizione dei parametri di stimolazione e del monitoraggio clinico. Lo </span><b>psicologo</b><span style="font-weight: 400">, d&#8217;altro canto, fornisce il supporto psicoterapeutico essenziale, sfruttando la &#8220;finestra di opportunità&#8221; creata dalla neuromodulazione. Un paziente che prova una minore urgenza biologica verso la sostanza risulta più lucido, presente e capace di beneficiare concretamente degli interventi psicosociali e della psicoterapia.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400">Coordinamento e monitoraggio: l&#8217;importanza della coesione</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400">Il successo del trattamento dipende anche dalla presenza di un operatore formato specificamente per l&#8217;esecuzione materiale della TMS. Questa figura deve lavorare in stretto contatto con i laboratori per il monitoraggio tossicologico, assicurando che l&#8217;astinenza sia verificata costantemente. Un&#8217;equipe coesa permette di rafforzare la fiducia del paziente nel trattamento, aumentando la sua motivazione e la disponibilità a proseguire il percorso di riabilitazione anche nelle fasi più delicate.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><b>Specializzati nel coordinamento di percorsi multidisciplinari. Impara a gestire l&#8217;integrazione tra tecnologia e clinica per offrire un trattamento d&#8217;eccellenza. 👉 Iscriviti al corso: <a href="https://accademiamibes.it/corsi/come-trattare-la-dipendenza-da-cocaina-con-la-neuromodulazione/">Dipendenza da Cocaina e Neuromodulazione – 50 Crediti ECM per tutte le professioni sanitarie</a></b></h5>
<p>(Fonte immagine: IA)</p>
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		<item>
		<title>LOVE Therapy e Oncologia Integrata: La Mente nel Percorso di Cura</title>
		<link>https://accademiamibes.it/news/love-therapy-e-oncologia-integrata-la-mente-nel-percorso-di-cura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara.guarino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 07:30:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L.O.VE Therapy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dottori Antonio Calò e Marinella Caforio &#160; Oltre la biologia: una visione integrata del cancro L’oncologia moderna sta aprendo sempre più i propri orizzonti verso una visione integrata della malattia, riconoscendo che il cancro non è solo un fenomeno biologico isolato, ma un processo complesso che coinvolge l’intero sistema psicofisico. La LOVE Therapy si inserisce in questo contesto come uno strumento di supporto fondamentale, basandosi sui principi della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI). La scienza dimostra che il sistema immunitario, responsabile della sorveglianza contro le cellule anomale, è profondamente influenzato dagli stati emotivi e dallo stress cronico. Un organismo in stato di allerta costante produce ormoni dello stress che possono indebolire le difese naturali, creando un terreno più vulnerabile allo sviluppo di patologie gravi. Il trauma come possibile fattore scatenante Nella pratica clinica della LOVE Therapy, si osserva frequentemente una correlazione temporale tra la diagnosi di un tumore e vissuti traumatici non elaborati accaduti nei mesi o anni precedenti. Molti specialisti che collaborano con l&#8217;Accademia notano che, chiedendo ai pazienti cosa sia successo nella loro vita uno o due anni prima della comparsa della malattia, emerge spesso un evento di forte impatto emotivo: un lutto, una separazione o un conflitto profondo. Questi eventi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://accademiamibes.it/corsi/love-therapy-emozioni-stress-traumi/"><b>Dottori Antonio Calò e Marinella Caforio</b></a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Oltre la biologia: una visione integrata del cancro</h3>
<p><span style="font-weight: 400">L’oncologia moderna sta aprendo sempre più i propri orizzonti verso una visione integrata della malattia, riconoscendo che il cancro non è solo un fenomeno biologico isolato, ma un processo complesso che coinvolge l’intero sistema psicofisico. La LOVE Therapy si inserisce in questo contesto come uno strumento di supporto fondamentale, basandosi sui principi della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI). La scienza dimostra che il sistema immunitario, responsabile della sorveglianza contro le cellule anomale, è profondamente influenzato dagli stati emotivi e dallo stress cronico. Un organismo in stato di allerta costante produce ormoni dello stress che possono indebolire le difese naturali, creando un terreno più vulnerabile allo sviluppo di patologie gravi.</span></p>
<h3>Il trauma come possibile fattore scatenante</h3>
<p><span style="font-weight: 400">Nella pratica clinica della LOVE Therapy, si osserva frequentemente una correlazione temporale tra la diagnosi di un tumore e vissuti traumatici non elaborati accaduti nei mesi o anni precedenti. Molti specialisti che collaborano con l&#8217;Accademia notano che, chiedendo ai pazienti cosa sia successo nella loro vita uno o due anni prima della comparsa della malattia, emerge spesso un evento di forte impatto emotivo: un lutto, una separazione o un conflitto profondo. Questi eventi agiscono come fattori scatenanti che, in presenza di una vulnerabilità biologica, possono alterare l’omeostasi cellulare. Identificare e desensibilizzare questi traumi non significa sostituire le cure mediche, ma agire sulla radice emotiva che mantiene il sistema in uno stato di squilibrio.</span></p>
<h3>Rabbia repressa e conflitti irrisolti</h3>
<p><span style="font-weight: 400">Un elemento ricorrente emerso dalle osservazioni dei docenti Antonio Calò e Marinella Caforio riguarda il legame tra specifiche emozioni e lo sviluppo di patologie oncologiche. In particolare, sentimenti di rabbia esagerata, risentimento profondo o rancore che non trovano una via di espressione e conciliazione sembrano avere un peso significativo. Quando queste emozioni restano &#8220;congelate&#8221; nel corpo, la carica energetica associata può tradursi in una risposta biologica disfunzionale. La LOVE Therapy lavora per far emergere queste &#8220;emozioni velate&#8221;, permettendo al paziente di riconciliarsi con il proprio passato e di liberare risorse vitali indispensabili per affrontare il percorso di cura medica.</span></p>
<h3>La collaborazione tra psicoterapia e medicina</h3>
<p><span style="font-weight: 400">Il futuro della cura oncologica risiede nella collaborazione multidisciplinare. La LOVE Therapy non si pone come alternativa alle terapie convenzionali come chirurgia, chemio o radioterapia, ma come un catalizzatore che ne potenzia l&#8217;efficacia. Ridurre il carico di distress attraverso la desensibilizzazione emotiva aiuta il paziente a vivere i trattamenti con maggiore serenità, riducendo gli effetti collaterali legati all’ansia e migliorando la compliance terapeutica. Accompagnare la persona nella risoluzione dei traumi che hanno preceduto la malattia contribuisce a un riequilibrio psicofisiologico che favorisce la stabilità nel tempo e previene la ricaduta emotiva, portando a una trasformazione reale della qualità della vita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400">Se vuoi saperne di più, iscriviti  ora al corso &#8220;</span><a href="https://accademiamibes.it/corsi/love-therapy-emozioni-stress-traumi/"><span style="font-weight: 400">Operatore L.O.V.E. Therapy</span></a><span style="font-weight: 400">&#8221; dei Dottori Antonio Calò e Marinella Caforio, che prevede l&#8217;accreditamento di 50 ECM per TUTTE le professioni sanitarie.</span></p>
<p>(Fonte immagine: IA)</p>
<p>L'articolo <a href="https://accademiamibes.it/news/love-therapy-e-oncologia-integrata-la-mente-nel-percorso-di-cura/">LOVE Therapy e Oncologia Integrata: La Mente nel Percorso di Cura</a> proviene da <a href="https://accademiamibes.it">ACCADEMIA MIBES</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Wanting vs Liking: Distinguere il desiderio pulsionale dal piacere</title>
		<link>https://accademiamibes.it/news/wanting-vs-liking-distinguere-il-desiderio-pulsionale-dal-piacere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara.guarino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 07:30:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TMS e Dipendenza da cocaina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dottor Simone Di Pietro &#160; La chiave neurobiologica per comprendere perché la ricerca della droga persiste senza euforia. Una delle sfide più grandi per i clinici è spiegare perché un paziente continui a cercare la cocaina anche quando l&#8217;assunzione non produce più l&#8217;euforia dei primi tempi. La risposta risiede in una distinzione fondamentale tra due sistemi neurobiologici: il Liking (il piacere edonico, il gradimento) e il Wanting (il desiderio pulsionale, la motivazione). Inizialmente, l&#8217;uso di cocaina genera un alto livello di liking a causa dell&#8217;iperstimolazione dopaminergica. Tuttavia, con il consumo cronico, l&#8217;euforia si attenua per tolleranza, mentre il desiderio impulsivo si intensifica drammaticamente. Salienza incentivante: quando lo stimolo diventa ossessione Nella dipendenza, il cervello smette di &#8220;gradire&#8221; la sostanza ma continua a &#8220;volerla&#8221; con una forza irrefrenabile. Questo accade perché la dopamina agisce come segnale di salienza incentivante: essa insegna al cervello che la cocaina è lo stimolo più importante per la sopravvivenza. Di conseguenza, tutto ciò che è associato alla droga (persone, oggetti, luoghi) acquista un&#8217;importanza sproporzionata, diventando un trigger capace di scatenare un craving automatico e slegato dal piacere reale. Il comportamento di ricerca diventa un&#8217;abitudine rigida guidata dallo striato dorsale, sfuggendo al controllo razionale. Implicazioni per il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://accademiamibes.it/news/wanting-vs-liking-distinguere-il-desiderio-pulsionale-dal-piacere/">Wanting vs Liking: Distinguere il desiderio pulsionale dal piacere</a> proviene da <a href="https://accademiamibes.it">ACCADEMIA MIBES</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://accademiamibes.it/corsi/come-trattare-la-dipendenza-da-cocaina-con-la-neuromodulazione/"><b>Dottor Simone Di Pietro</b></a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La chiave neurobiologica per comprendere perché la ricerca della droga persiste senza euforia.</h3>
<p><span style="font-weight: 400">Una delle sfide più grandi per i clinici è spiegare perché un paziente continui a cercare la cocaina anche quando l&#8217;assunzione non produce più l&#8217;euforia dei primi tempi. La risposta risiede in una distinzione fondamentale tra due sistemi neurobiologici: il </span><b>Liking</b><span style="font-weight: 400"> (il piacere edonico, il gradimento) e il </span><b>Wanting</b><span style="font-weight: 400"> (il desiderio pulsionale, la motivazione). Inizialmente, l&#8217;uso di cocaina genera un alto livello di </span><i><span style="font-weight: 400">liking</span></i><span style="font-weight: 400"> a causa dell&#8217;iperstimolazione dopaminergica. Tuttavia, con il consumo cronico, l&#8217;euforia si attenua per tolleranza, mentre il desiderio impulsivo si intensifica drammaticamente.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400">Salienza incentivante: quando lo stimolo diventa ossessione</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400">Nella dipendenza, il cervello smette di &#8220;gradire&#8221; la sostanza ma continua a &#8220;volerla&#8221; con una forza irrefrenabile. Questo accade perché la dopamina agisce come segnale di </span><b>salienza incentivante</b><span style="font-weight: 400">: essa insegna al cervello che la cocaina è lo stimolo più importante per la sopravvivenza. Di conseguenza, tutto ciò che è associato alla droga (persone, oggetti, luoghi) acquista un&#8217;importanza sproporzionata, diventando un trigger capace di scatenare un craving automatico e slegato dal piacere reale. Il comportamento di ricerca diventa un&#8217;abitudine rigida guidata dallo striato dorsale, sfuggendo al controllo razionale.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400">Implicazioni per il trattamento con TMS</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400">Comprendere questa scissione tra piacere e desiderio è essenziale per inquadrare correttamente la terapia. Il paziente non è una persona &#8220;viziosa&#8221; che cerca lo sballo, ma un individuo con un sistema del </span><i><span style="font-weight: 400">wanting</span></i><span style="font-weight: 400"> iper-reattivo e un sistema di controllo frontale compromesso. La TMS mira proprio a normalizzare l&#8217;attività di questi circuiti, riducendo l&#8217;urgenza biologica del desiderio (</span><i><span style="font-weight: 400">wanting</span></i><span style="font-weight: 400">) e restituendo alla corteccia prefrontale il potere di inibire questi impulsi automatici. Solo attenuando questa spinta compulsiva è possibile avviare un recupero autentico e consapevole.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><b>Padroneggia le neuroscienze del comportamento compulsivo.</b><span style="font-weight: 400"> Diventa un esperto nel distinguere i meccanismi del desiderio per intervenire in modo mirato. 👉 </span><b>Iscriviti ora: <a href="https://accademiamibes.it/corsi/come-trattare-la-dipendenza-da-cocaina-con-la-neuromodulazione/">Corso ECM Accademia Mibes – 50 crediti per professionisti della salute</a></b></h5>
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<p>L'articolo <a href="https://accademiamibes.it/news/wanting-vs-liking-distinguere-il-desiderio-pulsionale-dal-piacere/">Wanting vs Liking: Distinguere il desiderio pulsionale dal piacere</a> proviene da <a href="https://accademiamibes.it">ACCADEMIA MIBES</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Asse Intestino-Cervello: Come il Trauma Modifica il Microbiota</title>
		<link>https://accademiamibes.it/news/lasse-intestino-cervello-come-il-trauma-modifica-il-microbiota/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara.guarino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 07:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L.O.VE Therapy]]></category>
		<category><![CDATA[#formazioneecm #ecm #terapia]]></category>
		<category><![CDATA[#liberationofveiledemotions]]></category>
		<category><![CDATA[#lovetherapy]]></category>
		<category><![CDATA[#lovetherapy #liberationofveiledemotions #antoniocalò #marinellacaforio #ECM #regolazioneemotiva #benesserepsicofisico]]></category>
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		<category><![CDATA[approfondimento scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dottori Antonio Calò e Marinella Caforio &#160; Il dialogo tra due cervelli: l&#8217;ecosistema intestinale La ricerca scientifica più recente ha identificato nel microbiota intestinale un vero e proprio &#8220;organo invisibile&#8221; che dialoga costantemente con il cervello attraverso l&#8217;asse intestino-cervello. La LOVE Therapy integra queste scoperte, riconoscendo che lo stress cronico e i traumi non influenzano solo la nostra psiche, ma alterano profondamente l&#8217;equilibrio della flora batterica. Esiste una comunicazione bidirezionale: il cervello invia segnali di allarme all&#8217;intestino, mentre il microbiota produce neurotrasmettitori e metaboliti che influenzano il nostro umore e la nostra capacità di concentrazione. Trauma e disbiosi: quando lo stress altera la biologia Eventi traumatici, soprattutto se precoci o prolungati, possono generare stati di disbiosi, ovvero alterazioni qualitative e quantitative della composizione batterica. Queste alterazioni aumentano la permeabilità intestinale e favoriscono l&#8217;infiammazione sistemica, che a sua volta alimenta disturbi come l&#8217;ansia, la depressione e l&#8217;ADHD. In questo senso, il trauma &#8220;scrive&#8221; una firma biologica nell&#8217;intestino che mantiene il sistema nervoso in uno stato di allerta costante. Intervenire sul microbiota non è solo una questione nutrizionale, ma una parte essenziale del riequilibrio psicofisiologico complessivo proposto dalla LOVE Therapy. Riequilibrare il sistema: una terapia multimodale La LOVE Therapy propone un approccio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://accademiamibes.it/news/lasse-intestino-cervello-come-il-trauma-modifica-il-microbiota/">L&#8217;Asse Intestino-Cervello: Come il Trauma Modifica il Microbiota</a> proviene da <a href="https://accademiamibes.it">ACCADEMIA MIBES</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://accademiamibes.it/corsi/love-therapy-emozioni-stress-traumi/"><b>Dottori Antonio Calò e Marinella Caforio</b></a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il dialogo tra due cervelli: l&#8217;ecosistema intestinale</h3>
<p><span style="font-weight: 400">La ricerca scientifica più recente ha identificato nel microbiota intestinale un vero e proprio &#8220;organo invisibile&#8221; che dialoga costantemente con il cervello attraverso l&#8217;asse intestino-cervello. La LOVE Therapy integra queste scoperte, riconoscendo che lo stress cronico e i traumi non influenzano solo la nostra psiche, ma alterano profondamente l&#8217;equilibrio della flora batterica. Esiste una comunicazione bidirezionale: il cervello invia segnali di allarme all&#8217;intestino, mentre il microbiota produce neurotrasmettitori e metaboliti che influenzano il nostro umore e la nostra capacità di concentrazione.</span></p>
<h3>Trauma e disbiosi: quando lo stress altera la biologia</h3>
<p><span style="font-weight: 400">Eventi traumatici, soprattutto se precoci o prolungati, possono generare stati di disbiosi, ovvero alterazioni qualitative e quantitative della composizione batterica. Queste alterazioni aumentano la permeabilità intestinale e favoriscono l&#8217;infiammazione sistemica, che a sua volta alimenta disturbi come l&#8217;ansia, la depressione e l&#8217;ADHD. In questo senso, il trauma &#8220;scrive&#8221; una firma biologica nell&#8217;intestino che mantiene il sistema nervoso in uno stato di allerta costante. Intervenire sul microbiota non è solo una questione nutrizionale, ma una parte essenziale del riequilibrio psicofisiologico complessivo proposto dalla LOVE Therapy.</span></p>
<h3>Riequilibrare il sistema: una terapia multimodale</h3>
<p><span style="font-weight: 400">La LOVE Therapy propone un approccio integrato che tiene conto dell&#8217;asse intestino-cervello per accelerare i processi di guarigione. Accanto alla rielaborazione delle memorie traumatiche, può essere fondamentale supportare l&#8217;organismo con un&#8217;alimentazione corretta e l&#8217;uso mirato di fermenti che aiutino a ripristinare l&#8217;omeostasi intestinale. Quando la flora batterica torna in equilibrio, il sistema di stress diventa meno reattivo e più flessibile, facilitando la stabilità emotiva del paziente. Questo modello integrato dimostra ancora una volta che la salute è il risultato di un dialogo armonico tra tutti i sistemi del nostro corpo.</span></p>
<h5></h5>
<h5></h5>
<h5><span style="font-weight: 400">Se vuoi saperne di più, iscriviti  ora al corso &#8220;</span><a href="https://accademiamibes.it/corsi/love-therapy-emozioni-stress-traumi/"><span style="font-weight: 400">Operatore L.O.V.E. Therapy</span></a><span style="font-weight: 400">&#8221; dei Dottori Antonio Calò e Marinella Caforio, che prevede l&#8217;accreditamento di 50 ECM per TUTTE le professioni sanitarie.</span></h5>
<p>(Fonte immagine: IA)</p>
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		<title>Oltre la Cocaina: Effetti della TMS su depressione e anedonia correlata</title>
		<link>https://accademiamibes.it/news/oltre-la-cocaina-effetti-della-tms-su-depressione-e-anedonia-correlata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara.guarino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 07:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TMS e Dipendenza da cocaina]]></category>
		<category><![CDATA[#dipendenzadacocaina]]></category>
		<category><![CDATA[#dipendenze #neurobiologia]]></category>
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		<category><![CDATA[#neuromodulazione]]></category>
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		<category><![CDATA[approfondimento scientifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dottor Simone Di Pietro &#160; Gestire la comorbidità psichiatrica per un recupero completo e duraturo. Nella clinica delle dipendenze, la comorbidità con i disturbi dell&#8217;umore è una costante. La cocaina ha un intrinseco effetto depressogeno: alterando massicciamente i livelli di serotonina e dopamina, induce stati di profonda prostrazione emotiva, ansia e irritabilità, specialmente durante le fasi di &#8220;down&#8221; e astinenza. Molti pazienti presentano sintomi depressivi marcati che alimentano il desiderio di consumare nuovamente per &#8220;curare&#8221; il proprio malessere. In questo contesto, la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) offre un vantaggio unico, agendo simultaneamente sia sul craving che sulla depressione. Combattere l&#8217;anedonia: riscoprire il piacere naturale Uno dei sintomi più ostici della dipendenza è l&#8217;anedonia, ovvero la ridotta capacità di provare piacere per le gratificazioni naturali come il cibo, gli affetti o il lavoro. La cocaina &#8220;sequestra&#8221; il sistema della ricompensa a tal punto che gli stimoli quotidiani sembrano perdere ogni valore. La TMS, stimolando la corteccia prefrontale, aiuta a ripristinare la sensibilità verso queste ricompense naturali. I pazienti trattati riferiscono spesso una rapida normalizzazione del ciclo sonno-veglia e una ritrovata capacità di trarre gioia dalle piccole attività quotidiane, un passaggio fondamentale per evitare le ricadute basate sul vuoto emotivo. Evidenze cliniche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://accademiamibes.it/news/oltre-la-cocaina-effetti-della-tms-su-depressione-e-anedonia-correlata/">Oltre la Cocaina: Effetti della TMS su depressione e anedonia correlata</a> proviene da <a href="https://accademiamibes.it">ACCADEMIA MIBES</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://accademiamibes.it/corsi/come-trattare-la-dipendenza-da-cocaina-con-la-neuromodulazione/"><b>Dottor Simone Di Pietro</b></a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Gestire la comorbidità psichiatrica per un recupero completo e duraturo.</h3>
<p><span style="font-weight: 400">Nella clinica delle dipendenze, la comorbidità con i disturbi dell&#8217;umore è una costante. La cocaina ha un intrinseco effetto depressogeno: alterando massicciamente i livelli di serotonina e dopamina, induce stati di profonda prostrazione emotiva, ansia e irritabilità, specialmente durante le fasi di &#8220;down&#8221; e astinenza. Molti pazienti presentano sintomi depressivi marcati che alimentano il desiderio di consumare nuovamente per &#8220;curare&#8221; il proprio malessere. In questo contesto, la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) offre un vantaggio unico, agendo simultaneamente sia sul craving che sulla depressione.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400">Combattere l&#8217;anedonia: riscoprire il piacere naturale</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400">Uno dei sintomi più ostici della dipendenza è l&#8217;</span><b>anedonia</b><span style="font-weight: 400">, ovvero la ridotta capacità di provare piacere per le gratificazioni naturali come il cibo, gli affetti o il lavoro. La cocaina &#8220;sequestra&#8221; il sistema della ricompensa a tal punto che gli stimoli quotidiani sembrano perdere ogni valore. La TMS, stimolando la corteccia prefrontale, aiuta a ripristinare la sensibilità verso queste ricompense naturali. I pazienti trattati riferiscono spesso una rapida normalizzazione del ciclo sonno-veglia e una ritrovata capacità di trarre gioia dalle piccole attività quotidiane, un passaggio fondamentale per evitare le ricadute basate sul vuoto emotivo.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400">Evidenze cliniche sulla comorbidità</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400">Gli studi clinici, tra cui l&#8217;importante trial di Martinotti, hanno evidenziato come la TMS migliori significativamente i sintomi depressivi nei pazienti con dipendenza da cocaina. La tecnica è già approvata dall&#8217;FDA per il trattamento della depressione maggiore resistente, il che ne conferma la solidità d&#8217;azione sui circuiti dell&#8217;umore. Intervenendo sulla Corteccia Dorsolaterale Prefrontale (DLPFC), la TMS non solo rinforza il controllo degli impulsi, ma modula positivamente i network emotivi, rendendo il paziente più resiliente e collaborativo nel percorso di cura.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><b>Aggiorna le tue competenze sui trattamenti per la salute mentale.</b><span style="font-weight: 400"> Scopri come gestire i pazienti complessi con comorbidità psichiatrica attraverso la neuromodulazione. 👉 </span><a href="https://accademiamibes.it/corsi/come-trattare-la-dipendenza-da-cocaina-con-la-neuromodulazione/"><b>Accedi al corso online Accademia Mibes: 50 crediti ECM per tutte le professioni sanitarie</b></a></h5>
<p>(Fonte immagine: IA)</p>
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		<title>Casi Clinici di Successo: dalla Nevralgia del Trigemino alla Maculopatia Drusenoide</title>
		<link>https://accademiamibes.it/news/casi-clinici-di-successo-dalla-nevralgia-del-trigemino-alla-maculopatia-drusenoide/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara.guarino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 07:30:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L.O.VE Therapy]]></category>
		<category><![CDATA[#formazioneecm #ecm #terapia]]></category>
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		<category><![CDATA[#psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[approfondimento scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dottori Antonio Calò e Marinella Caforio &#160; La potenza dell&#8217;integrazione tra mente e corpo I casi clinici documentati dai docenti della LOVE Therapy dimostrano che anche patologie considerate puramente organiche o degenerative possono beneficiare enormemente della rielaborazione emotiva. Un esempio straordinario è quello della maculopatia drusenoide familiare, una patologia oculare degenerativa che solitamente porta all&#8217;ipovisione. Una paziente ha riportato non solo il blocco della degenerazione, ma una reale riduzione delle dimensioni dei &#8220;drusan&#8221; (depositi sulla retina), un fenomeno considerato quasi impossibile dall&#8217;oculistica tradizionale. Questo risultato è stato ottenuto lavorando sui traumi di abbandono della sua infanzia, di cui la paziente non era inizialmente consapevole. Risolvere il dolore cronico: il caso della nevralgia del trigemino Un altro caso emblematico riguarda una signora affetta da nevralgia del trigemino destra, un dolore lancinante che le impediva di parlare e dormire da anni, nonostante interventi chirurgici e terapie farmacologiche. Attraverso la LOVE Therapy, è stato individuato il trauma scatenante: un conflitto profondo con il figlio riguardo alle sue scelte matrimoniali, vissuto dalla madre come un fallimento personale. Desensibilizzando la rabbia e la delusione legate a questo evento, il dolore fisico è scomparso in poche sedute e il miglioramento si è mantenuto stabile nel tempo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://accademiamibes.it/news/casi-clinici-di-successo-dalla-nevralgia-del-trigemino-alla-maculopatia-drusenoide/">Casi Clinici di Successo: dalla Nevralgia del Trigemino alla Maculopatia Drusenoide</a> proviene da <a href="https://accademiamibes.it">ACCADEMIA MIBES</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><b><a href="https://accademiamibes.it/corsi/love-therapy-emozioni-stress-traumi/">Dottori Antonio Calò e Marinella Caforio</a></b></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La potenza dell&#8217;integrazione tra mente e corpo</h3>
<p><span style="font-weight: 400">I casi clinici documentati dai docenti della LOVE Therapy dimostrano che anche patologie considerate puramente organiche o degenerative possono beneficiare enormemente della rielaborazione emotiva. Un esempio straordinario è quello della maculopatia drusenoide familiare, una patologia oculare degenerativa che solitamente porta all&#8217;ipovisione. Una paziente ha riportato non solo il blocco della degenerazione, ma una reale riduzione delle dimensioni dei &#8220;drusan&#8221; (depositi sulla retina), un fenomeno considerato quasi impossibile dall&#8217;oculistica tradizionale. Questo risultato è stato ottenuto lavorando sui traumi di abbandono della sua infanzia, di cui la paziente non era inizialmente consapevole.</span></p>
<h3>Risolvere il dolore cronico: il caso della nevralgia del trigemino</h3>
<p><span style="font-weight: 400">Un altro caso emblematico riguarda una signora affetta da nevralgia del trigemino destra, un dolore lancinante che le impediva di parlare e dormire da anni, nonostante interventi chirurgici e terapie farmacologiche. Attraverso la LOVE Therapy, è stato individuato il trauma scatenante: un conflitto profondo con il figlio riguardo alle sue scelte matrimoniali, vissuto dalla madre come un fallimento personale. Desensibilizzando la rabbia e la delusione legate a questo evento, il dolore fisico è scomparso in poche sedute e il miglioramento si è mantenuto stabile nel tempo, permettendo alla paziente di tornare a una vita normale.</span></p>
<h3>Oltre il sintomo: la lezione della pratica clinica</h3>
<p><span style="font-weight: 400">Questi successi clinici evidenziano che il corpo utilizza il sintomo fisico come un linguaggio per esprimere un&#8217;emozione che la mente non ha saputo integrare. Che si tratti di un blocco della minzione risolto elaborando un trauma relazionale o di un&#8217;ipertensione cronica legata a conflitti familiari decennali, la LOVE Therapy dimostra che agire sulla radice emotiva è la chiave per la guarigione reale. Ogni caso clinico conferma che la biologia non è un destino isolato, ma un sistema plastico che risponde prontamente alla liberazione delle emozioni velate.</span></p>
<h5></h5>
<h5></h5>
<h5><span style="font-weight: 400">Se vuoi saperne di più, iscriviti  ora al corso &#8220;</span><a href="https://accademiamibes.it/corsi/love-therapy-emozioni-stress-traumi/"><span style="font-weight: 400">Operatore L.O.V.E. Therapy</span></a><span style="font-weight: 400">&#8221; dei Dottori Antonio Calò e Marinella Caforio, che prevede l&#8217;accreditamento di 50 ECM per TUTTE le professioni sanitarie. </span></h5>
<p>(Fonte immagine: IA)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://accademiamibes.it/news/casi-clinici-di-successo-dalla-nevralgia-del-trigemino-alla-maculopatia-drusenoide/">Casi Clinici di Successo: dalla Nevralgia del Trigemino alla Maculopatia Drusenoide</a> proviene da <a href="https://accademiamibes.it">ACCADEMIA MIBES</a>.</p>
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		<item>
		<title>Perché il cervello &#8220;ricorda&#8221; la sostanza anche mesi dopo l&#8217;ultima assunzione</title>
		<link>https://accademiamibes.it/news/perche-il-cervello-ricorda-la-sostanza-anche-mesi-dopo-lultima-assunzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara.guarino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 07:30:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TMS e Dipendenza da cocaina]]></category>
		<category><![CDATA[#dipendenzadacocaina]]></category>
		<category><![CDATA[#dipendenze #neurobiologia]]></category>
		<category><![CDATA[#formazioneecm #ecm #terapia]]></category>
		<category><![CDATA[#neuromodulazione]]></category>
		<category><![CDATA[#stimolazionemagnetica]]></category>
		<category><![CDATA[#usodicocaina]]></category>
		<category><![CDATA[approfondimento scientifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dottor Simone Di Pietro &#160; DeltaFosB: l&#8217;interruttore molecolare della ricaduta La dipendenza da cocaina non è solo una questione di squilibri chimici momentanei, ma di cambiamenti strutturali e funzionali duraturi che vengono letteralmente scolpiti nel cervello. Uno dei protagonisti principali di questo processo è la proteina DeltaFosB, un fattore di trascrizione che si accumula progressivamente all&#8217;interno dei neuroni del nucleo accumbens e dello striato dorsale. A differenza di altre proteine simili che degradano rapidamente, DeltaFosB è straordinariamente stabile: essa può persistere all&#8217;interno delle cellule nervose per settimane o addirittura mesi dopo che il paziente ha assunto l&#8217;ultima dose di cocaina. Questa persistenza la trasforma in una sorta di &#8220;memoria molecolare&#8221; dell&#8217;esposizione alla sostanza. Riprogrammazione genica e ipersensibilità ai trigger L&#8217;accumulo di DeltaFosB agisce come un potente regolatore dell&#8217;espressione genica, modulando l&#8217;attività di altri geni coinvolti nel desiderio. In pratica, questa proteina sensibilizza i circuiti cerebrali, rendendo il paziente molto più vulnerabile agli stimoli ambientali (luoghi, persone, odori) associati all&#8217;uso passato. È questo meccanismo che spiega la facilità con cui può avvenire una ricaduta anche dopo lunghi periodi di astinenza: il cervello è stato &#8220;programmato&#8221; a rispondere in modo esagerato ai trigger legati alla cocaina. Oltre alla sensibilizzazione, DeltaFosB influenza la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://accademiamibes.it/news/perche-il-cervello-ricorda-la-sostanza-anche-mesi-dopo-lultima-assunzione/">Perché il cervello &#8220;ricorda&#8221; la sostanza anche mesi dopo l&#8217;ultima assunzione</a> proviene da <a href="https://accademiamibes.it">ACCADEMIA MIBES</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://accademiamibes.it/corsi/come-trattare-la-dipendenza-da-cocaina-con-la-neuromodulazione/"><b>Dottor Simone Di Pietro</b></a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="font-weight: 400">DeltaFosB: l&#8217;interruttore molecolare della ricaduta</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400">La dipendenza da cocaina non è solo una questione di squilibri chimici momentanei, ma di cambiamenti strutturali e funzionali duraturi che vengono letteralmente scolpiti nel cervello. Uno dei protagonisti principali di questo processo è la proteina </span><b>DeltaFosB</b><span style="font-weight: 400">, un fattore di trascrizione che si accumula progressivamente all&#8217;interno dei neuroni del nucleo accumbens e dello striato dorsale. A differenza di altre proteine simili che degradano rapidamente, DeltaFosB è straordinariamente stabile: essa può persistere all&#8217;interno delle cellule nervose per settimane o addirittura mesi dopo che il paziente ha assunto l&#8217;ultima dose di cocaina. Questa persistenza la trasforma in una sorta di </span><b>&#8220;memoria molecolare&#8221;</b><span style="font-weight: 400"> dell&#8217;esposizione alla sostanza.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400">Riprogrammazione genica e ipersensibilità ai trigger</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400">L&#8217;accumulo di DeltaFosB agisce come un potente regolatore dell&#8217;espressione genica, modulando l&#8217;attività di altri geni coinvolti nel desiderio. In pratica, questa proteina sensibilizza i circuiti cerebrali, rendendo il paziente molto più vulnerabile agli stimoli ambientali (luoghi, persone, odori) associati all&#8217;uso passato. È questo meccanismo che spiega la facilità con cui può avvenire una ricaduta anche dopo lunghi periodi di astinenza: il cervello è stato &#8220;programmato&#8221; a rispondere in modo esagerato ai trigger legati alla cocaina. Oltre alla sensibilizzazione, DeltaFosB influenza la forza delle sinapsi, contribuendo a mantenere vivo lo stato di vulnerabilità biologica.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400">Modificazioni neurostrutturali e cambiamenti epigenetici</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400">L&#8217;esposizione cronica alla cocaina induce anche modificazioni epigenetiche, come l&#8217;acetilazione degli istoni, che alterano il modo in cui il DNA produce proteine cruciali per il funzionamento neuronale, come i recettori e i fattori di crescita. Queste alterazioni non cambiano la sequenza del DNA, ma ne &#8220;accendono&#8221; o &#8220;spengono&#8221; parti specifiche, portando a cambiamenti visibili nella morfologia dei neuroni. Gli studi rivelano un aumento della densità delle </span><b>spine dendritiche</b><span style="font-weight: 400"> (i siti di contatto tra i neuroni), consolidando percorsi neurali dedicati alla ricerca compulsiva della sostanza. La sfida dei trattamenti moderni, come la TMS, è proprio quella di indurre una neuroplasticità di segno opposto per riparare queste &#8220;impronte&#8221; cerebrali persistenti.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><b>Studia la neurobiologia del cambiamento cellulare.</b><span style="font-weight: 400"> Comprendere i meccanismi epigenetici è fondamentale per ogni operatore che voglia trattare la dipendenza alla radice. 👉 </span><a href="https://accademiamibes.it/corsi/come-trattare-la-dipendenza-da-cocaina-con-la-neuromodulazione/"><b>Iscriviti al corso: Dipendenza da Cocaina e Neuromodulazione – 50 Crediti ECM per tutte le professioni sanitarie</b></a></h5>
<p>(Fonte immagine: IA)</p>
<p>L'articolo <a href="https://accademiamibes.it/news/perche-il-cervello-ricorda-la-sostanza-anche-mesi-dopo-lultima-assunzione/">Perché il cervello &#8220;ricorda&#8221; la sostanza anche mesi dopo l&#8217;ultima assunzione</a> proviene da <a href="https://accademiamibes.it">ACCADEMIA MIBES</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Relazione Madre-Figlio: Il Fondamento della Salute Emotiva dalla Culla alla Tomba</title>
		<link>https://accademiamibes.it/news/la-relazione-madre-figlio-il-fondamento-della-salute-emotiva-dalla-culla-alla-tomba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara.guarino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 07:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L.O.VE Therapy]]></category>
		<category><![CDATA[#formazioneecm #ecm #terapia]]></category>
		<category><![CDATA[#liberationofveiledemotions]]></category>
		<category><![CDATA[#lovetherapy #liberationofveiledemotions #antoniocalò #marinellacaforio #ECM #regolazioneemotiva #benesserepsicofisico]]></category>
		<category><![CDATA[#psicoterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dottori Antonio Calò e Marinella Caforio &#160; L&#8217;importanza centrale dell&#8217;attaccamento precoce La LOVE Therapy poggia saldamente sulle teorie di John Bowlby riguardanti l&#8217;attaccamento, riconoscendo che la qualità della relazione precoce con il caregiver è il predittore più importante della futura salute mentale e fisica. La madre, o la figura di accudimento principale, funge da &#8220;regolatore esterno&#8221; per il sistema nervoso immaturo del bambino. Attraverso la capacità di contenere, modulare e dare significato alle emozioni del piccolo, la madre costruisce la base sicura su cui si svilupperà l&#8217;autonomia emotiva del soggetto. Come affermava Bowlby, questi modelli operativi interni ci accompagnano &#8220;dalla culla alla tomba&#8221;, influenzando come gestiremo lo stress da adulti. La disregolazione emotiva come radice del disagio Quando la funzione regolativa materna è carente o incoerente, il bambino sviluppa modelli di attaccamento insicuri che rendono il suo sistema nervoso più vulnerabile alla disregolazione. Questo significa che, di fronte alle sfide della vita, l&#8217;individuo avrà maggiori difficoltà a tornare in uno stato di calma, rimanendo più facilmente bloccato in modalità di ansia o allerta cronica. La LOVE Therapy identifica in questi schemi maladattivi precoci la radice di molte somatizzazioni e disturbi di personalità, poiché il corpo continua a rispondere a una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://accademiamibes.it/news/la-relazione-madre-figlio-il-fondamento-della-salute-emotiva-dalla-culla-alla-tomba/">La Relazione Madre-Figlio: Il Fondamento della Salute Emotiva dalla Culla alla Tomba</a> proviene da <a href="https://accademiamibes.it">ACCADEMIA MIBES</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://accademiamibes.it/corsi/love-therapy-emozioni-stress-traumi/"><b>Dottori Antonio Calò e Marinella Caforio</b></a></h2>
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<h3>L&#8217;importanza centrale dell&#8217;attaccamento precoce</h3>
<p><span style="font-weight: 400">La LOVE Therapy poggia saldamente sulle teorie di John Bowlby riguardanti l&#8217;attaccamento, riconoscendo che la qualità della relazione precoce con il caregiver è il predittore più importante della futura salute mentale e fisica. La madre, o la figura di accudimento principale, funge da &#8220;regolatore esterno&#8221; per il sistema nervoso immaturo del bambino. Attraverso la capacità di contenere, modulare e dare significato alle emozioni del piccolo, la madre costruisce la base sicura su cui si svilupperà l&#8217;autonomia emotiva del soggetto. Come affermava Bowlby, questi modelli operativi interni ci accompagnano &#8220;dalla culla alla tomba&#8221;, influenzando come gestiremo lo stress da adulti.</span></p>
<h3>La disregolazione emotiva come radice del disagio</h3>
<p><span style="font-weight: 400">Quando la funzione regolativa materna è carente o incoerente, il bambino sviluppa modelli di attaccamento insicuri che rendono il suo sistema nervoso più vulnerabile alla disregolazione. Questo significa che, di fronte alle sfide della vita, l&#8217;individuo avrà maggiori difficoltà a tornare in uno stato di calma, rimanendo più facilmente bloccato in modalità di ansia o allerta cronica. La LOVE Therapy identifica in questi schemi maladattivi precoci la radice di molte somatizzazioni e disturbi di personalità, poiché il corpo continua a rispondere a una minaccia percepita che risale alle primissime interazioni.</span></p>
<h3>Riparare il legame attraverso la LOVE Therapy</h3>
<p><span style="font-weight: 400">Intervenire con la LOVE Therapy significa andare a lavorare su queste &#8220;memorie velate&#8221; del legame primordiale. Nei casi che coinvolgono bambini e adolescenti, il protocollo prevede spesso un lavoro parallelo sui genitori. Desensibilizzando i traumi passati dei caregiver, si ripristina la loro capacità di sintonizzazione emotiva, che agisce come un catalizzatore per il benessere del figlio. Anche nel lavoro con gli adulti, la tecnica permette di ristrutturare la percezione del legame con la figura materna, trasformando sentimenti di inadeguatezza o rifiuto in una nuova consapevolezza di amor proprio e sicurezza interna.</span></p>
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<h5><span style="font-weight: 400">Se vuoi saperne di più, iscriviti  ora al corso &#8220;</span><a href="https://accademiamibes.it/corsi/love-therapy-emozioni-stress-traumi/"><span style="font-weight: 400">Operatore L.O.V.E. Therapy</span></a><span style="font-weight: 400">&#8221; dei Dottori Antonio Calò e Marinella Caforio, che prevede l&#8217;accreditamento di 50 ECM per TUTTE le professioni sanitarie. </span></h5>
<p>(Fonte immagine: IA)</p>
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		<title>Protocolli ad Alta Frequenza: Perché stimolare la DLPFC sinistra?</title>
		<link>https://accademiamibes.it/news/protocolli-ad-alta-frequenza-perche-stimolare-la-dlpfc-sinistra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara.guarino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 10:14:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TMS e Dipendenza da cocaina]]></category>
		<category><![CDATA[#dipendenzadacocaina]]></category>
		<category><![CDATA[#dipendenze #neurobiologia]]></category>
		<category><![CDATA[#formazioneecm #ecm #terapia]]></category>
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		<category><![CDATA[#stimolazionemagnetica]]></category>
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		<category><![CDATA[approfondimento scientifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dottor Simone Di Pietro &#160; La DLPFC come bersaglio strategico Nel trattamento della dipendenza da cocaina, la scelta della Corteccia Dorsolaterale Prefrontale (DLPFC) come target primario non è casuale, ma risponde a precise necessità anatomiche e funzionali. Anatomicamente, la DLPFC è una struttura superficiale facilmente raggiungibile dai campi magnetici della TMS. Funzionalmente, essa rappresenta il &#8220;direttore d&#8217;orchestra&#8221; del cervello, responsabile delle funzioni esecutive superiori: pianificazione, memoria di lavoro e, soprattutto, controllo inibitorio. Poiché queste funzioni risultano gravemente compromesse dall&#8217;uso cronico di cocaina, intervenire su quest&#8217;area significa colpire il cuore della perdita di controllo. Combattere l&#8217;ipofrontalità con l&#8217;alta frequenza Gli studi di neuroimaging, come quelli pionieristici di Volkow, hanno dimostrato che il cervello del cocainomane presenta aree &#8220;fredde&#8221; e ipofunzionanti proprio nella DLPFC, un fenomeno noto come ipofrontalità. I protocolli di stimolazione più accreditati prevedono l&#8217;utilizzo dell&#8217;alta frequenza (generalmente tra 10 e 15 Hz) applicata specificamente sull&#8217;emisfero sinistro. Le alte frequenze hanno un effetto eccitatorio: aumentano l&#8217;attività neuronale, il flusso sanguigno e il metabolismo del glucosio nell&#8217;area stimolata. L&#8217;obiettivo è letteralmente &#8220;riaccendere&#8221; i circuiti prefrontali pigri, restituendo al paziente la capacità di valutare razionalmente le proprie azioni. Il ripristino del controllo Top-Down L&#8217;effetto della TMS non è limitato alla superficie del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://accademiamibes.it/news/protocolli-ad-alta-frequenza-perche-stimolare-la-dlpfc-sinistra/">Protocolli ad Alta Frequenza: Perché stimolare la DLPFC sinistra?</a> proviene da <a href="https://accademiamibes.it">ACCADEMIA MIBES</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://accademiamibes.it/corsi/come-trattare-la-dipendenza-da-cocaina-con-la-neuromodulazione/"><b>Dottor Simone Di Pietro</b></a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="font-weight: 400">La DLPFC come bersaglio strategico</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400">Nel trattamento della dipendenza da cocaina, la scelta della Corteccia Dorsolaterale Prefrontale (DLPFC) come target primario non è casuale, ma risponde a precise necessità anatomiche e funzionali. Anatomicamente, la DLPFC è una struttura superficiale facilmente raggiungibile dai campi magnetici della TMS. Funzionalmente, essa rappresenta il &#8220;direttore d&#8217;orchestra&#8221; del cervello, responsabile delle funzioni esecutive superiori: pianificazione, memoria di lavoro e, soprattutto, controllo inibitorio. Poiché queste funzioni risultano gravemente compromesse dall&#8217;uso cronico di cocaina, intervenire su quest&#8217;area significa colpire il cuore della perdita di controllo.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400">Combattere l&#8217;ipofrontalità con l&#8217;alta frequenza</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400">Gli studi di neuroimaging, come quelli pionieristici di Volkow, hanno dimostrato che il cervello del cocainomane presenta aree &#8220;fredde&#8221; e ipofunzionanti proprio nella DLPFC, un fenomeno noto come ipofrontalità. I protocolli di stimolazione più accreditati prevedono l&#8217;utilizzo dell&#8217;alta frequenza (generalmente tra 10 e 15 Hz) applicata specificamente sull&#8217;emisfero sinistro. Le alte frequenze hanno un effetto eccitatorio: aumentano l&#8217;attività neuronale, il flusso sanguigno e il metabolismo del glucosio nell&#8217;area stimolata. L&#8217;obiettivo è letteralmente &#8220;riaccendere&#8221; i circuiti prefrontali pigri, restituendo al paziente la capacità di valutare razionalmente le proprie azioni.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400">Il ripristino del controllo Top-Down</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400">L&#8217;effetto della TMS non è limitato alla superficie del cervello. Grazie alle connessioni sinaptiche, la stimolazione della DLPFC innesca effetti di network che si propagano verso le aree sottocorticali profonde, come il nucleo accumbens e l&#8217;area ventrale tegmentale (VTA). Questo permette di ripristinare il controllo </span><i><span style="font-weight: 400">top-down</span></i><span style="font-weight: 400"> (dall&#8217;alto verso il basso): una corteccia prefrontale rinforzata è in grado di modulare e inibire gli impulsi compulsivi che provengono dal sistema limbico. In pratica, la TMS aiuta a ricostruire il &#8220;freno biologico&#8221; che la cocaina aveva distrutto, riducendo l&#8217;urgenza del craving indotto da stimoli ambientali.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400">Verso una nuova omeostasi dei circuiti</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400">L&#8217;integrazione di questi protocolli mira a un obiettivo ambizioso: il ripristino dell&#8217;omeostasi dinamica del sistema della ricompensa. Modulando indirettamente il rilascio di dopamina e stimolando fattori neurotrofici come il BDNF (essenziale per la riparazione neuronale), la TMS favorisce una neuroplasticità positiva. Il risultato clinico è una riduzione della reattività eccessiva agli stimoli droga-correlati e un miglioramento della sensibilità verso le gratificazioni naturali, come il lavoro e gli affetti, che la dipendenza aveva reso insignificanti.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><b>Entra nell&#8217;avanguardia della medicina delle dipendenze.</b><span style="font-weight: 400"> Scopri come applicare i protocolli ad alta frequenza per potenziare il recupero dei tuoi pazienti. 👉 </span><a href="https://accademiamibes.it/corsi/come-trattare-la-dipendenza-da-cocaina-con-la-neuromodulazione/"><b>Scopri il corso on-demand di Accademia Mibes – 50 ECM per professionisti della salute</b></a></h5>
<p>(Fonte immagine: IA)</p>
<p>L'articolo <a href="https://accademiamibes.it/news/protocolli-ad-alta-frequenza-perche-stimolare-la-dlpfc-sinistra/">Protocolli ad Alta Frequenza: Perché stimolare la DLPFC sinistra?</a> proviene da <a href="https://accademiamibes.it">ACCADEMIA MIBES</a>.</p>
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