Dottori Antonio Calò e Marinella Caforio
Le radici profonde dell’identità nel grembo materno
A differenza di molti approcci psicologici tradizionali che iniziano l’analisi del soggetto dalla nascita, la LOVE Therapy riconosce l’importanza fondamentale del periodo prenatale. Durante i nove mesi di gestazione, l’embrione e il feto non si sviluppano solo fisicamente, ma iniziano a formare le basi del loro sistema emotivo. L’essere umano in formazione assorbe attivamente le emozioni della madre, facendole proprie e imprimendole nel sistema nervoso nascente come una sorta di imprinting primordiale.
Gli schemi mentali come lenti sulla realtà
Queste primissime esperienze si cristallizzano in quelli che vengono definiti schemi mentali o modelli operativi interni. Questi schemi funzionano come vere e proprie “lenti” o “occhiali” attraverso i quali, una volta adulti, osserveremo e interpreteremo tutto ciò che accade nel mondo. Se una madre vive una gravidanza caratterizzata da forte ansia o traumi, il bambino può sviluppare uno schema di “pericolosità del mondo”, percependo minacce anche in situazioni neutre. La LOVE Therapy interviene direttamente su questi filtri cognitivi per ridefinire la percezione del vissuto traumatico.
L’ottica transgenerazionale della sofferenza
Il periodo prenatale è anche il momento in cui si manifesta la transgenerazionalità traumatica. Molte volte, le emozioni che un feto assorbe non appartengono solo alla madre, ma sono il retaggio di traumi non risolti delle generazioni precedenti, come nonne o bisnonne. Si è osservato clinicamente che alcune patologie organiche seguono un filo conduttore che lega diverse generazioni della stessa famiglia. Lavorando su queste memorie “ereditate”, la LOVE Therapy permette di sciogliere nodi che condizionano la salute del paziente pur non essendo stati originati da esperienze dirette della sua vita attuale.
Riprogrammare il passato per liberare il presente
L’obiettivo di lavorare sul periodo prenatale non è solo conoscitivo, ma trasformativo. Identificando lo schema primordiale che si è formato nel grembo materno, è possibile desensibilizzare la carica emotiva associata. Questo processo permette al paziente di “cambiare lenti”, passando da una visione del mondo rigida e difensiva a una più flessibile e funzionale. Quando questi schemi profondi vengono ristrutturati, l’intero sistema psicofisico ritrova un equilibrio che spesso non era mai stato sperimentato prima, portando a benefici duraturi sia sul piano psichico che organico.
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