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Nicola Barsotti, Diego Lanaro, Marco Chiera

Corso asincrono – PNEI e Osteopatia

Le basi teoriche per una clinica efficace

Corso in modalità asincrona – Attestato incluso

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Durata: 15 ore
Moduli: 11
Lezioni: 27
Crediti ECM:

  • 33.0 (vedi sotto “Requisiti per partecipare” le professioni accreditate)
  • data inizio accreditamento: 25 ottobre 2021
  • data conclusione accreditamento: 24 ottobre 2022
  • i crediti vengono assegnati per l’anno in cui il partecipante supera il test ECM
  • Provider: Akesios Group Srl (N. Id. 403)
  • ID evento: 403-336056
  • Obiettivo evento: CONTENUTI TECNICO-PROFESSIONALI (CONOSCENZE E COMPETENZE) SPECIFICI DI CIASCUNA PROFESSIONE, DI CIASCUNA SPECIALIZZAZIONE E DI CIASCUNA ATTIVITÀ ULTRASPECIALISTICA, IVI INCLUSE LE MALATTIE RARE E LA MEDICINA DI GENERE

Programma completo in pdf: scarica

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DESCRIZIONE DEL CORSO

Il corso approfondisce lo studio dell’osteopatia alla luce della Psiconeuroendocrinoimmunologia, disciplina che definisce un modello di ricerca e di interpretazione della salute e della malattia che vede l’organismo umano come un’unità strutturata e interconnessa, dove i sistemi psichici e biologici si condizionano reciprocamente. Vengono quindi evidenziate le interazioni fisiopatologiche fra, da un lato, psiche, sistema nervoso, endocrino, immunitario e, dall’altro, fascia, ossa e muscoli, mostrando come tutti questi elementi interagiscano fra loro a livello sistemico, tissutale e cellulare.
Per comprendere i legami fra la dimensione meccanica dell’organismo e le risposte biochimiche cellulari, ampio spazio è dedicato alla meccano-biologia del sistema miofasciale. Inoltre, sono approfondite le vie neurofisiologiche sottostanti al tocco e agli effetti fisiologici che la letteratura scientifica ha evidenziato in questi ultimi anni, così come gli ultimi studi sul tema della propriocezione, dell’interocezione, della nocicezione e del dolore, fenomeni centrali per chiunque abbia a che fare con il corpo.
Unire queste tematiche permette di definire un solido razionale scientifico di azione perle terapie manuali e, in particolare, dell’osteopatia e di meglio interpretare le prove della loro l’efficacia clinica. A tal fine, basandosi sulla letteratura scientifica, vengono forniti nuovi modelli di interpretazione della postura, della manipolazione, della mobilità craniale, della disfunzione somatica, della relazione tra struttura e funzione e di altri concetti centrali all’osteopatia e alle terapie manuali.
Scopo del corso è, quindi, permettere al discente di comprendere il ruolo che simili discipline possono svolgere nell’ambito sanitario, di avere le basi per nuovi approcci integrati alla prevenzione e alla terapia di varie malattie, soprattutto di tipo cronico, e di ottenere le conoscenze per sviluppare nuovi rapporti di collaborazione professionale. Meglio conoscendo le potenzialità e i limiti delle terapie manuali, il discente potrà anche sensibilizzare più facilmente il paziente a diventare parte attiva del processo terapeutico.

REQUISITI PER PARTECIPARE

Il corso è aperto a tutti gli osteopati, agli studenti di osteopatia e ai professionisti delle discipline corporee che vogliono comprendere il razionale scientifico in grado di spiegare la complessità degli effetti delle terapie manuali.
Il corso è accreditato ECM per le seguenti professioni:

  • Medico chirurgo, Infermiere, Fisioterapista, Biologo, Terapista occupazionale, Tecnico Sanitario di Radiologia Medica, Tecnico di Neurofisiopatologia, Logopedista, Podologo, Ortottista, Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva

Ti interessa invece un corso più generale che non riguardi nello specifico l’osteopatia, ma tutte le terapie corporee? Allora iscriviti a La PNEI e il Sistema Miofasciale

FINALITÀ ED OBIETTIVI

L’obiettivo del corso, quindi, è fornire le conoscenze scientifiche per usare in modo efficace gli strumenti professionali caratteristici della professione osteopatica, per favorire il dialogo e lo sviluppo di collaborativo con le altre professioni sanitarie.

ELEMENTI DISTINTIVI

Il corso è tenuto da osteopati e professionisti delle discipline corporee che da oltre 10 anni studiano, pubblicano articoli ed insegnano PNEI in ambito universitario, in post-graduate ed in corsi aperti a tutte le professioni sanitarie.
Il nostro scopo, infatti, è favorire il confronto diretto tra osteopata e medico, odontoiatra, fisioterapista, etc. e di dare la possibilità di creare una collaborazione vantaggiosa tra le varie figure professionali sviluppando un sistema di lavoro innovativo e differenziante.
All’interno del piano formativo, inoltre, vengono forniti nuovi modelli di interpretazione della postura, del dolore, della manipolazione, della mobilità craniale, della disfunzione somatica, della relazione tra struttura e funzione e molto altro ancora.
In questo modo sarà più facile sensibilizzare il paziente a diventare parte attiva del processo terapeutico.
Grazie alle potenzialità della piattaforma, sarà facile interagire con i docenti e creare gruppi di studio e di ricerca.

DOCENTI DEL CORSO

NICOLA BARSOTTI

Osteopata D.O. membro R.O.I., laurea magistrale in Scienze Riabilitative, Fisioterapista. Socio fondatore del C.M.O. Centro di Medicina Osteopatica di Firenze. Docente a contratto Master II livello Università dell’Aquila e Docente di anatomo-fisiologia del SNA e PNEI presso il C.I.O. Collegio Italiano di Osteopatia.
Coordinatore della Commissione Ricerca sulle Discipline Corporee della SIPNEI; Membro del Direttivo Nazionale della Sipnei, coordinatore C.O.M.E. Collaboration della Toscana, co-autore dei libri “La PNEI e il Sistema Miofasciale: la struttura che connette” e “La PNEI e le Discipline Corporee” e di svariate pubblicazioni scientifiche su discipline corporee e terapie manuali.

DIEGO LANARO

Osteopata D.O. membro R.O.I, Biologo Sanitario, Dottore di Ricerca (Ph.D.) in “Medicina Interna, autoimmunità e malattie dell’apparato digerente” presso l’Università degli Studi di Genova, docente Istituto Europeo per la Medicina Osteopatica e nella formazione post-laurea delle Università di Siena, Genova e Torino, Membro del Direttivo SIPNEI Liguria, della Commissione Ricerca Nazionale Discipline Corporee SIPNEI e del Direttivo della Fondazione di ricerca COME Collaboration Onlus, istruttore di Taiji Nei Dan School ASI-Coni. Autore dei libri “La PNEI e il Sistema Miofasciale: la struttura che connette”, “La PNEI e le Discipline Corporee”, “Elementi di ricerca in osteopatia e terapie manuali” e di svariate pubblicazioni scientifiche su discipline corporee e terapie manuali

MARCO CHIERA

Naturopata, laureato in “Filosofia” e in “Scienze Cognitive e Processi Decisionali”, con master di II livello in “PNEI e Scienza della Cura Integrata”. Coordinatore Commissione Ricerca sulle Discipline Corporee, SIPNEI, e Membro progetto RAISE, Fondazione COME Collaboration. Autore dei libri “La PNEI e il Sistema Miofasciale: la struttura che connette” e “La PNEI e le Discipline Corporee” e di svariate pubblicazioni scientifiche su discipline corporee e terapie manuali.

APPROFONDIMENTI DAL BLOG

Sai quali sono le cause e le terapie efficaci per la lombalgia cronica?

Le persone con lombalgia cronica spesso faticano a capire quale siano le cause di questa loro condizione, e più ancora faticano a trattarla. Se infatti da un lato esistono lombalgie con cause specifiche e potenzialmente anche gravi (es. tumori, infezioni recenti, fratture vertebrali), nella quasi totalità dei casi la lombalgia è “non specifica”, ossia non è identificabile un fattore causale alla base del dolore. Il motivo? Perché il dolore è un fenomeno percettivo complesso che, purtroppo, negli anni è stato indagato da un approccio meccanicista e riduzionista che ha mirato a definire un’alterazione della struttura anatomica come “la” causa del dolore. Continua sul blog

PNEI e osteopatia: lo stesso paradigma nell’impostazione di una terapia integrata

Stiamo attraversando una fase di crisi generale dell’occidente, sia per ciò che riguarda i modelli culturali che scientifici. Questi ultimi, in particolare modo, si sono strutturati negli ultimi due secoli ed hanno trovato la propria sintesi paradigmatica a metà del secolo scorso. Non a caso il New England Journal of Medicine, in un articolo pubblicato nel 2012, sostiene che il sistema medico dominante ha portato a costi insostenibili, scarsità di risultati, frequenti errori medici, scarsa soddisfazione sia del medico che del paziente. Continua sul blog

Cortisolo: gli effetti sulle ossa e sui muscoli in acuto e nella cronicità

In acuto il rilascio di cortisolo ha un ruolo protettivo: aiuta i muscoli e le ossa nel loro rimaneggiamento indotto da stimoli meccanici. Più specificamente, nei muscoli stimola la degradazione di proteine mentre nelle ossa attiva gli osteoclasti. Questo parziale degrado permette l’adattamento a nuovi stimoli, ricostruendo i muscoli e le ossa più forti di prima dopo ogni stress acuto. In una situazione di stress cronico, però, tali sofisticati e benefici sistemi regolatori si “starano”. Continua sul blog

La relazione tra sistema immunitario e fascia in pazienti in fase acuta

Sotto stress, gli ormoni rilasciati dalle surrenali, insieme ai neurotrasmettitori liberati in uno stato di iper-ortosimpaticotonia, hanno come bersaglio le cellule del sistema immunitario. Vediamo adesso come queste cellule modificano la fascia in uno stato di infiammazione acuta. L’eccesso del cortisolo stimola l’iperattivazione del circuito immunitario Th2 (detto anche di tipo 2) e, nello specifico, alcune cellule dell’immunità naturale: i macrofagi, i mastociti ed i neutrofili. Vediamo, uno alla volta, come queste modificano la fascia. Continua sul blog

La relazione tra sistema immunitario e fascia nel paziente cronico

Partiamo da questa considerazione: la fascia è principale terreno di azione del sistema immunitario e l’infiammazione altera la MEC. In una flogosi cronica, l’IL-1, IL-6 e TNF-α rilasciate da fibroblasti, adipociti, mastociti, linfociti e/o cellule vascolari (tutte presenti nel tessuto connettivo) provocano un aumento di MEC e di MMP. Quali sono le conseguenze? Aperture della fascia successivamente riempite da fibre, fibrosi, anche estese, e sostituzione del tessuto epiteliale, muscolare o nervoso originario, con fibre connettivali. Continua sul blog

Noradrenalina, adrenalina, estrogeni: gli effetti sulla fascia nella cronicità

L’eccesso di noradrenalina causa il rilascio di radicali liberi (ROS) che danneggiano il tessuto connettivo, e favorisce l’aumento della produzione di MMP12 (metalloproteinasi) che favorisce il rilascio tissutale di TGF-β1. In questo modo si attiva un binomio estremamente deleterio per la fascia: ROS e TGF-β1, insieme, inducono i fibroblasti a diventare miofibroblasti, cioè cellule dotate di filamenti di α-SMA capaci di rendere il tessuto connettivo contrattile. Va ricordato che tale meccanismo si aggiunge alla stessa stimolazione data della terminazioni nervose del sistema nervoso ortosimpatico. Continua sul blog

Nuove scoperte su drenaggio del sistema glinfatico

La ricerca sul sistema glinfatico, scoperto negli ultimi anni, è in continua evoluzione dato l’importanza clinica della sua funzione. Una recente pubblicazione ha messo in luce come tale sistema di drenaggio cerebrale non avviene all’interno dello spazio para-venoso delle vene cerebrali, come ipotizzato inizialmente, ma lungo le pareti delle arterie cerebrali. Non solo, sembra anche che il motore del drenaggio periarterioso intramurale (IPAD) non sia dato dalle pulsazioni arteriose dal cuore, come si è ritenuto in molti studi, ma dalle cellule muscolari lisce cerebrovascolari (VSMC), i cui cicli di contrazione e rilassamento generano vasomozione. Ne consegue che il drenaggio avviene in direzione opposta alle pulsazioni arteriose. Continua sul blog