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WEBINAR MIBES

Scopri il programma dell’iniziativa esclusiva Webinar MIBES, una serie di interviste aperte al pubblico che si tengono ogni 2 settimane con esperti nell’ambito della Medicina Integrata.

Ti presentiamo i Webinar MIBES!

  • Cosa: 2 dirette al mese gratuite per 1 anno con i migliori specialisti nel settore della Medicina Integrata e dell’approccio clinico sinergico!
  • Quando: il mercoledì dalle 18:00 alle 19:15-19:30
  • Dove: sito Accademia MIBES, canale YouTube, pagina Facebook
  • Come: diretta dal vivo e possibilità di vedere le registrazioni
  • Formato: intervista con possibilità per i partecipanti di porre domande tramite chat Messenger del sito, chat YouTube e pagina Facebook

Per sapere quali saranno i prossimi incontri, premi qui.

Prof. Ferdinando Paternostro
Professore Associato di Metodi e Didattiche delle Attività Motorie presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica della Scuola di Scienze della Salute Umana – Sezione di Anatomia e Istologia – dell’Università degli Studi di Firenze e Direttore responsabile dell’Italian Journal of Anatomy and Embriology (IJAE). È stato Ricercatore e Professore Aggregato di Anatomia Umana e Responsabile dell’Orientamento della Facoltà di Medicina e Chirurgia e della Scuola di Scienza della Salute Umana.
Docente di Anatomia Umana presso i Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia e delle altre professioni sanitarie; docente per alcuni Corsi di specializzazione e Master; docente in Corsi di Anatomia settoria e di tecniche di riconoscimento topografico.
Le principali linee di ricerca sono sono: lo studio degli effetti sulla meccanica polmonare dello stress ossidativo; la valutazione anatomo-funzionale in vivo di organi ed apparati con l’utilizzo delle più recenti tecniche di imaging; l’analisi della biomeccanica del corpo attraverso network anatomici; lo sviluppo e analisi di supporti informatici per la didattica; la storia della Medicina, con particolare attenzione allo studio delle collezioni anatomiche ed alla storia dell’Anatomia; l’Anatomia macroscopica di tronchi vascolari.
“Le basi anatomo-funzionali della meccanica ventilatoria”
La variazione di volume polmonare è resa possibile tramite la costituzione della gabbia toracica e della muscolatura che la compone. Le coste sono vincolate in avanti dallo sterno attraverso le articolazioni costo-sternali, e posteriormente dalla colonna vertebrale attraverso le articolazioni costo-vertebrali.
La variazione di volume da parte della gabbia toracica avviene per aumento delle tre dimensioni della stessa in altezza, lunghezza e larghezza. L’altezza avviene per contrazione del muscolo diaframma, che si abbassa, la larghezza avviene per rotazione esterna e innalzamento delle coste, e la lunghezza per sinergia tra l’innalzamento delle coste e le modificazioni vertebrali che aumentano la curva cifotica toracica.

Un Webinar per scoprire in dettaglio la biomeccanica della ventilazione, che interessa direttamente o indirettamente tutto l’assetto osteomuscolare e nervoso del nostro corpo.

Dott.ssa Pepe
Professore Associato di Patologia clinica nel Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica all’Università degli Studi di Firenze.
Fin dall’inizio delle sue ricerche, ha associato alla ricerca l’applicazione dei dati che otteneva nell’ambito della diagnostica clinica sia con tecniche di biochimica sia con tecniche di genetica e biologia molecolare con la conseguente applicazione nella diagnosi prenatale, nel consultorio genetico e nella prevenzione di alcune malattie.

Laurea in Medicina e Chirurgia, Magna cum laude, alla seconda Università di Napoli (1978)
Specializzazione in Ematologia , Magna cum laude, all’Università di Pavia (1981)
1979-1982 “Visiting Fellow” nella Clinical Hematology Branch NHLBI, NIH, Bethesda, MD, U.S.A. 1982-1983 “Research Specialist III” nel Department of Obstetric and Gynecology, Rutgers Medical School, UMDNJ, Piscataway, New Jersey
1984-2002 Ricercatore universitario prima nella sezione genetica umana e poi biochimica clinica del dip. di Medicina Interna, Università di Tor Vergata, Roma
Dal 2002 Prof. Associato di Patologia Clinica, Dip Area Medico-Chirurgica, ora Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università di Firenze. Dirigente del Centro Regionale di Riferimento per Interessi di ricerca principali, malattie rare: Clinica, biochimica e genetica delle talassemie ed emoglobinopatie
Patologie ereditarie del tessuto connettivo
Aneurismi ereditari sindromici e non sindromici dell’aorta toracica
Per alcuni anni consulente per patologie ereditarie del tessuto connettivo prima dell’ospedale Gaslini di Genova e poi dell’ospedale Bambino Gesù di Roma.
Revisore di progetti Telethon francese e spagnolo
Revisore di progetti per il Ministero della Sanità israeliano e tedesco.
2019: Editore ospite su invito per Genes: Marfan syndrome and related disorders: Genetic Basis, Molecular Mechanisms, and genotype-phenotype correlations.
Dal 2020: Editorial Board Member of “Genes” 2021
Co-Editore ospite su invito per Diagnostics: Special Issue on “Thoracic Aortic Disease: From Bench to Bedside”
Dal 1996 Responsabile CRR sindrome di Marfan e patologie correlate
Dal 2016 Membro del gruppo europeo sulle malattie rare VASCERN
Dal 2018 Responsabile Centro di Ricerca e Innovazione per la sindrome di Marfan e patologie correlate
Dal 2021 Responsabile regionale , regione Toscana, delle malattie vascolari rare
Autrice di più di 130 articoli pubblicati su riviste internazionali con impact factor

“Nature and Nurture. L'epigenetica e il suo impatto sulle patologie umane”
Le malattie ereditarie nell’uomo si dividono in due grandi gruppi: le malattie monogeniche e le malattie multifattoriali. Le malattie monogeniche sono quelle correlate a mutazioni in un singolo gene e si riscontrano più facilmente o fin da piccoli o in giovane età, mentre le malattie multifattoriali rappresentano le malattie dell’invecchiamento.

Approfondisci il tema del webinar sul blog

Prof. Ferdinando Paternostro
Professore Associato di Metodi e Didattiche delle Attività Motorie presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica della Scuola di Scienze della Salute Umana – Sezione di Anatomia e Istologia – dell’Università degli Studi di Firenze e Direttore responsabile dell’Italian Journal of Anatomy and Embriology (IJAE). È stato Ricercatore e Professore Aggregato di Anatomia Umana e Responsabile dell’Orientamento della Facoltà di Medicina e Chirurgia e della Scuola di Scienza della Salute Umana.
Docente di Anatomia Umana presso i Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia e delle altre professioni sanitarie; docente per alcuni Corsi di specializzazione e Master; docente in Corsi di Anatomia settoria e di tecniche di riconoscimento topografico.
Le principali linee di ricerca sono sono: lo studio degli effetti sulla meccanica polmonare dello stress ossidativo; la valutazione anatomo-funzionale in vivo di organi ed apparati con l’utilizzo delle più recenti tecniche di imaging; l’analisi della biomeccanica del corpo attraverso network anatomici; lo sviluppo e analisi di supporti informatici per la didattica; la storia della Medicina, con particolare attenzione allo studio delle collezioni anatomiche ed alla storia dell’Anatomia; l’Anatomia macroscopica di tronchi vascolari.
“Le basi anatomo-funzionali della meccanica ventilatoria”
La variazione di volume polmonare è resa possibile tramite la costituzione della gabbia toracica e della muscolatura che la compone. Le coste sono vincolate in avanti dallo sterno attraverso le articolazioni costo-sternali, e posteriormente dalla colonna vertebrale attraverso le articolazioni costo-vertebrali.
La variazione di volume da parte della gabbia toracica avviene per aumento delle tre dimensioni della stessa in altezza, lunghezza e larghezza. L’altezza avviene per contrazione del muscolo diaframma, che si abbassa, la larghezza avviene per rotazione esterna e innalzamento delle coste, e la lunghezza per sinergia tra l’innalzamento delle coste e le modificazioni vertebrali che aumentano la curva cifotica toracica.

Un Webinar per scoprire in dettaglio la biomeccanica della ventilazione, che interessa direttamente o indirettamente tutto l’assetto osteomuscolare e nervoso del nostro corpo.

Dott. Pepe
Professore Associato di Patologia clinica nel Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica all’Università degli Studi di Firenze.
Fin dall’inizio delle sue ricerche, ha associato alla ricerca l’applicazione dei dati che otteneva nell’ambito della diagnostica clinica sia con tecniche di biochimica sia con tecniche di genetica e biologia molecolare con la conseguente applicazione nella diagnosi prenatale, nel consultorio genetico e nella prevenzione di alcune malattie.

Laurea in Medicina e Chirurgia, Magna cum laude, alla seconda Università di Napoli (1978)
Specializzazione in Ematologia , Magna cum laude, all’Università di Pavia (1981)
1979-1982 “Visiting Fellow” nella Clinical Hematology Branch NHLBI, NIH, Bethesda, MD, U.S.A. 1982-1983 “Research Specialist III” nel Department of Obstetric and Gynecology, Rutgers Medical School, UMDNJ, Piscataway, New Jersey
1984-2002 Ricercatore universitario prima nella sezione genetica umana e poi biochimica clinica del dip. di Medicina Interna, Università di Tor Vergata, Roma
Dal 2002 Prof. Associato di Patologia Clinica, Dip Area Medico-Chirurgica, ora Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università di Firenze. Dirigente del Centro Regionale di Riferimento per Interessi di ricerca principali, malattie rare: Clinica, biochimica e genetica delle talassemie ed emoglobinopatie
Patologie ereditarie del tessuto connettivo
Aneurismi ereditari sindromici e non sindromici dell’aorta toracica
Per alcuni anni consulente per patologie ereditarie del tessuto connettivo prima dell’ospedale Gaslini di Genova e poi dell’ospedale Bambino Gesù di Roma.
Revisore di progetti Telethon francese e spagnolo
Revisore di progetti per il Ministero della Sanità israeliano e tedesco.
2019: Editore ospite su invito per Genes: Marfan syndrome and related disorders: Genetic Basis, Molecular Mechanisms, and genotype-phenotype correlations.
Dal 2020: Editorial Board Member of “Genes” 2021
Co-Editore ospite su invito per Diagnostics: Special Issue on “Thoracic Aortic Disease: From Bench to Bedside”
Dal 1996 Responsabile CRR sindrome di Marfan e patologie correlate
Dal 2016 Membro del gruppo europeo sulle malattie rare VASCERN
Dal 2018 Responsabile Centro di Ricerca e Innovazione per la sindrome di Marfan e patologie correlate
Dal 2021 Responsabile regionale , regione Toscana, delle malattie vascolari rare
Autrice di più di 130 articoli pubblicati su riviste internazionali con impact factor

“Nature and Nurture. L'epigenetica e il suo impatto sulle patologie umane”
Le malattie ereditarie nell’uomo si dividono in due grandi gruppi: le malattie monogeniche e le malattie multifattoriali. Le malattie monogeniche sono quelle correlate a mutazioni in un singolo gene e si riscontrano più facilmente o fin da piccoli o in giovane età, mentre le malattie multifattoriali rappresentano le malattie dell’invecchiamento.

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Dott. Massimo Agnoletti
Psicologo, ricercatore e docente universitario, abbina l’esperienza clinica all’attività scientifica. Utilizza un approccio PNEI nei suoi settori specialistici che sono lo Stress, la Prospettiva Temporale, il Flow, la Psicologia Epigenetica e la Variabilità Cardiaca.
Collabora da anni con il prof. Phil Zimbardo (Stanford University) fondatore della Prospettiva Temporale.
“La Prospettiva Temporale in ottica PNEI”
Mario è una persona che rimane molto spesso ancorata nei suoi ricordi, sua moglie è morta due anni fa e lui rimugina continuamente la sua perdita. Mario è bloccato nel suo passato e non riesce a godersi né il presente né avere fiducia sul Futuro.

Stefano invece è uno studente universitario che seppur molto in ritardo con la sua tabella di marcia, trova sempre nel Presente qualcosa di più piacevole da fare (stare in buona compagnia, guardare le sue serie tv preferite, etc.) rispetto a prepararsi per gli esami che avrà tra qualche settimana. Stefano è bloccato nel suo Presente a spese del suo Futuro.

Cinzia è un avvocato di successo che con molto impegno e determinazione è riuscita ad ottenere molti risultati professionali che le permettono di prosperare economicamente ma lavora ininterrottamente anche durante il weekend, non ha mai tempo per gli amici e fa fatica a rilassarsi. Cinzia è bloccata in un Futuro costituito da obiettivi professionali da inseguire a scapito del suo Presente.

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Dott.ssa Ilaria Demori
Presto disponibile
“Asse cervello-intestino e microbiota: la base per la salute psicofisica”
Ormai sappiamo che ogni individuo non è in realtà un “io” ma un “noi”, un meta-organismo nel quale il numero delle cellule microbiche, secondo le stime più recenti, è pari o superiore a quello delle cellule somatiche, attestandosi tra un minimo di 3,9 x 10¹³ e un massimo di 10¹⁴. I microrganismi si trovano su tutti gli epiteli che vengono a contatto con l’ambiente esterno, ma anche in siti fino a pochi anni fa ritenuti sterili, come, ad es., l’ambiente uterino durante la gravidanza.

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Dott. Massimo Agnoletti
Psicologo, ricercatore e docente universitario, abbina l’esperienza clinica all’attività scientifica. Utilizza un approccio PNEI nei suoi settori specialistici che sono lo Stress, la Prospettiva Temporale, il Flow, la Psicologia Epigenetica e la Variabilità Cardiaca.
Collabora da anni con il prof. Phil Zimbardo (Stanford University) fondatore della Prospettiva Temporale.
“La Prospettiva Temporale in ottica PNEI”
Mario è una persona che rimane molto spesso ancorata nei suoi ricordi, sua moglie è morta due anni fa e lui rimugina continuamente la sua perdita. Mario è bloccato nel suo passato e non riesce a godersi né il presente né avere fiducia sul Futuro.

Stefano invece è uno studente universitario che seppur molto in ritardo con la sua tabella di marcia, trova sempre nel Presente qualcosa di più piacevole da fare (stare in buona compagnia, guardare le sue serie tv preferite, etc.) rispetto a prepararsi per gli esami che avrà tra qualche settimana. Stefano è bloccato nel suo Presente a spese del suo Futuro.

Cinzia è un avvocato di successo che con molto impegno e determinazione è riuscita ad ottenere molti risultati professionali che le permettono di prosperare economicamente ma lavora ininterrottamente anche durante il weekend, non ha mai tempo per gli amici e fa fatica a rilassarsi. Cinzia è bloccata in un Futuro costituito da obiettivi professionali da inseguire a scapito del suo Presente.

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Dott.ssa Ilaria Demori
Presto disponibile
“Asse cervello-intestino e microbiota: la base per la salute psicofisica”
Ormai sappiamo che ogni individuo non è in realtà un “io” ma un “noi”, un meta-organismo nel quale il numero delle cellule microbiche, secondo le stime più recenti, è pari o superiore a quello delle cellule somatiche, attestandosi tra un minimo di 3,9 x 10¹³ e un massimo di 10¹⁴. I microrganismi si trovano su tutti gli epiteli che vengono a contatto con l’ambiente esterno, ma anche in siti fino a pochi anni fa ritenuti sterili, come, ad es., l’ambiente uterino durante la gravidanza.

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Dott. Francesco Bottaccioli
Laureato in Filosofia e Storia della scienza ed in Neuroscienze cognitive e Psicologia. È membro della direzione scientifica e docente dei Master in Psiconeuroendocrinoimmunologia delle Università degli Studi dell’Aquila. Ha fondato la Società Italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia (SIPNEI) ed attualmente il Presidente onorario. Ha pubblicato numerosi articoli, saggi e libri, tra cui “PNEI e scienza della cura integrata. il Manuale”, tradotto in inglese e spagnolo.
Ha fondato e dirige le riviste scientifiche della SIPNEI, Pnei News e Pnei Review. È membro della New York Academy of Sciences, dell’American Psychosomatic Society, della International Society of Psychoneuroendocrinology e della Società Italiana di antropologia medica.
“Il paradigma: la parola chiave nella scienza. Esempi: in immunologia, in psichiatria, in geriatria”
(dall’EDITORIALE del numero 2/2021 di PNEI Review, rivista della SIPNEI edita da Franco Angeli)
L’immunologia non cessa di stupirci. Uno studio (Katzmarski et al., 2021) ha documentato che le cellule mieloidi del topolino da esperimento, che è entrato in contatto con un microrganismo infettivo, conservano la memoria dell’incontro e la trasmettono alle due generazioni successive.
Cadono con questa ricerca due dogmi.

Continua a leggere l’articolo sul blog

Dott. Davide Antichi
Estetista, farmacista, chimico cosmetologo ed esperto di Cosmetologia Funzionale, con particolare riferimento a Healthy Ageing e Cellulite, oltre che di Benessere, SPA e Marketing della Bellezza.
Ricercatore nelle aree dell’Estetica e del Benessere, con diversi brevetti all’attivo e formulatore esperto nello Skin Care, con più di un migliaio di formulazioni di successo.
Ha creato e diretto, nel tempo, decine di lanci di marchi, linee o concept ed ha realizzato moltissimi protocolli e metodologie di Estetica e Benessere, integrandole in percorsi nutrizionali, di fitness e life style e curandone formazione e implementazione.
Imprenditore, start-upper e formatore, ha creato Beautycians, la community professionale dell’estetica e del benessere più dinamica del web, ora la prima public company di estetiste per le estetiste.
“Estetica, bellezza e benessere in ottica PNEI - La felicità è il segreto di ogni bellezza. Non c’è bellezza senza felicità”
La felicità è il segreto di ogni bellezza. Non c’è bellezza senza felicità.
Da tempo ormai consideriamo bellezza e benessere come due facce di una stessa medaglia, variabili strettamente interconnesse.
E se, da una parte, ci è piuttosto chiaro come, da un punto di vista strettamente psicologico, la bellezza, o meglio la sua “consapevolezza” sia una componente determinante per sostenere auto-stima e senso di realizzazione è un po’ meno evidente come i diversi trattamenti estetici possano, nel loro insieme, contribuire a raggiungere e mantenere una diffusa condizione di benessere.
PNEI, discipline corporee e moderna cosmetologia si alleano quindi per fornire all’estetista un insieme di strumenti efficaci e di grande spessore scientifico per offrire alla propria clientela risultati duraturi di bellezza e benessere.

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Dott. Francesco Bottaccioli
Laureato in Filosofia e Storia della scienza ed in Neuroscienze cognitive e Psicologia. È membro della direzione scientifica e docente dei Master in Psiconeuroendocrinoimmunologia delle Università degli Studi dell’Aquila. Ha fondato la Società Italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia (SIPNEI) ed attualmente il Presidente onorario. Ha pubblicato numerosi articoli, saggi e libri, tra cui “PNEI e scienza della cura integrata. il Manuale”, tradotto in inglese e spagnolo.
Ha fondato e dirige le riviste scientifiche della SIPNEI, Pnei News e Pnei Review. È membro della New York Academy of Sciences, dell’American Psychosomatic Society, della International Society of Psychoneuroendocrinology e della Società Italiana di antropologia medica.
“Il paradigma: la parola chiave nella scienza. Esempi: in immunologia, in psichiatria, in geriatria”
(dall’EDITORIALE del numero 2/2021 di PNEI Review, rivista della SIPNEI edita da Franco Angeli)
L’immunologia non cessa di stupirci. Uno studio (Katzmarski et al., 2021) ha documentato che le cellule mieloidi del topolino da esperimento, che è entrato in contatto con un microrganismo infettivo, conservano la memoria dell’incontro e la trasmettono alle due generazioni successive.
Cadono con questa ricerca due dogmi.

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Dott. Davide Antichi
Estetista, farmacista, chimico cosmetologo ed esperto di Cosmetologia Funzionale, con particolare riferimento a Healthy Ageing e Cellulite, oltre che di Benessere, SPA e Marketing della Bellezza.
Ricercatore nelle aree dell’Estetica e del Benessere, con diversi brevetti all’attivo e formulatore esperto nello Skin Care, con più di un migliaio di formulazioni di successo.
Ha creato e diretto, nel tempo, decine di lanci di marchi, linee o concept ed ha realizzato moltissimi protocolli e metodologie di Estetica e Benessere, integrandole in percorsi nutrizionali, di fitness e life style e curandone formazione e implementazione.
Imprenditore, start-upper e formatore, ha creato Beautycians, la community professionale dell’estetica e del benessere più dinamica del web, ora la prima public company di estetiste per le estetiste.
“Estetica, bellezza e benessere in ottica PNEI - La felicità è il segreto di ogni bellezza. Non c’è bellezza senza felicità”
La felicità è il segreto di ogni bellezza. Non c’è bellezza senza felicità.
Da tempo ormai consideriamo bellezza e benessere come due facce di una stessa medaglia, variabili strettamente interconnesse.
E se, da una parte, ci è piuttosto chiaro come, da un punto di vista strettamente psicologico, la bellezza, o meglio la sua “consapevolezza” sia una componente determinante per sostenere auto-stima e senso di realizzazione è un po’ meno evidente come i diversi trattamenti estetici possano, nel loro insieme, contribuire a raggiungere e mantenere una diffusa condizione di benessere.
PNEI, discipline corporee e moderna cosmetologia si alleano quindi per fornire all’estetista un insieme di strumenti efficaci e di grande spessore scientifico per offrire alla propria clientela risultati duraturi di bellezza e benessere.

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Dott. Marco Bonifazi
Laureato in Medicina e Chirurgia e specialista in Medicina dello Sport, è professore universitario di II fascia nel SSD BIO/09 – Fisiologia presso l’Università di Siena.
Negli ultimi trentanni ha sviluppato linee di ricerca riguardanti gli adattamenti all’esercizio fisico, il controllo motorio e la valutazione funzionale dell’efficienza fisica, con particolare riferimento al nuoto. È autore di oltre 100 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali.
In ambito sportivo, è coordinatore tecnico dei settori agonistici della Federazione Italiana Nuoto, coordinatore tecnico del Centro Studi e Ricerche e presidente della Commissione medica della stessa Federazione.
Ha partecipato, prima come medico e poi come dirigente tecnico a nove edizioni consecutive dei Giochi Olimpici, dal 1988 al 2021. Nel 2015 è stato insignito della Stella d’argento al merito sportivo da parte del CONI.
"Adattamento e maladattamento dell'atleta in risposta al programma di preparazione”
L’allenamento non può essere concepito solo come un insieme di attività che comportano impegno e fatica. il recupero, sia attivo sia passivo, deve essere considerato parte integrante del processo complessivo di allenamento altrimenti gli adattamenti potrebbero non realizzarsi.

Secondo la teoria della supercompensazione, il carico di lavoro (applicato per giorni o settimane) induce un disturbo dell’equilibrio omeostatico che a sua volta causa una riduzione della capacità di prestazione. Durante la fase successiva di recupero attivo, la capacità di prestazione recupera sino a superare i livelli iniziali (super-compensazione). Se poi mancano nuovi stimoli allenanti, la capacità di prestazione si stabilizza nuovamente al livello iniziale, determinato dalle caratteristiche genetiche dell’atleta. Secondo questa teoria, il miglioramento della prestazione si realizza quando si sommano in modo efficace i processi di super-compensazione per i diversi requisiti da cui la prestazione dipende.

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Dott. Lino Missio
Psicologo, ipnologo e filosofo della mente. Uno dei massimi esperti nel campo dell’ipnosi. Ha sviluppato un suo personale metodo di induzione ipnotica chiamato: Ipnokinesi. Si è laureato in Psicologia all’Università di Pavia e in Filosofia all’Università di Genova. Ha conseguito il Master di secondo Livello in Psiconeuroendocrinoimmunologia all’Università dell’Aquila. Svolge da anni attività di Formazione e Docenza nel campo della Crescita e del Potenziamento Personale. Tra i suoi libri pubblicati ricordiamo: Prendi la Vita con Psicofilosofia (2021); Cosa vedo in te, Macro Edizioni, Cesena (2011); Il cervello e la sua coscienza, Erga Edizioni, Genova (2002).
Dott. Giorgio Tonoli
Laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria, collaboratore esterno presso il centro dipartimentale di laser terapia e laser chirurgia dell’Università di Genova (D.I.S.T.BI.M.O),
Docente al corso annuale “il Sistema Stomatognatico nel contesto Posturale” ed al corso in 2 stage “Valutazione e Terapia Manuale delle Asimmetrie del Distretto Cranio Cervico Mandibolare” presso la Scuola di Osteopatia di Roma C.R.O.M.O.N. Master in Posturologia clinica presso l’Università di Pisa ed Diploma di Osteopata. E’ stato responsabile scientifico del Master di primo livello “Posturologia clinica odontoiatrica: dalle tecniche manuali al Laser”.
"L'ipnosi nelle professioni sanitarie, dalla psicologia, alla chirurgia per finire all'odontoiatria"
L’ipnosi è uno stato modificato di coscienza che permette ad ognuno di noi di attingere alle più potenti risorse di cui il nostro organismo dispone.
L’ipnosi non è un trattamento magico dove il soggetto ipnotizzato perde il contatto con la realtà, né tanto meno un indebolimento delle capacità mentali ed emozionali di chi si sottopone a tale pratica.
L’ipnosi è scienza. Gli studi più recenti lo dimostrano. Ed è utilizzata in diverse branche, sia della psicologia, sia della medicina.
In ambito psicologico è utilizzata nella gestione dello stress, dell’ansia, delle emozioni, per risalire alla radice di traumi, conflitti, per rafforzare l’autostima, superare insicurezze, paure, smettere di fumare, perdere peso, nelle dipendenze, ecc.
In ambito medico è utilizzata nel controllo del dolore acuto e cronico, in sala operatoria come tecnica anestetica per piccoli interventi chirurgici, nella pratica diagnostica per consentire al paziente di superare in modo tranquillo ed indolore esami clinici invasivi.
In sala parto per rendere più piacevole e meno doloroso il parto delle gestanti.
L’odontoiatria non fa eccezione! Oramai è da anni che l’ipnosi è approdata all’interno degli studi dentistici.
Essa viene utilizzata come tecnica di rilassamento per consegnare al paziente un’esperienza odontoiatrica da vivere con tranquillità senza ansia o paura.
L’ipnosi, inoltre, in ambito dentistico viene utilizzata come analgesico per calmare il dolore e come tecnica anestetica per eseguire interventi su pazienti allergici ai farmaci anestetici.

L’efficacia dell’ipnosi è oramai evidente, e spinge gli scienziati ad una continua ricerca nel settore.
Grazie agli studi incoraggianti prodotti fino ad oggi, si prevede che in futuro, sempre più professionisti sanitari, utilizzeranno l’ipnosi all’interno del loro ambito clinico.

Dott. Marco Bonifazi
Laureato in Medicina e Chirurgia e specialista in Medicina dello Sport, è professore universitario di II fascia nel SSD BIO/09 – Fisiologia presso l’Università di Siena.
Negli ultimi trentanni ha sviluppato linee di ricerca riguardanti gli adattamenti all’esercizio fisico, il controllo motorio e la valutazione funzionale dell’efficienza fisica, con particolare riferimento al nuoto. È autore di oltre 100 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali.
In ambito sportivo, è coordinatore tecnico dei settori agonistici della Federazione Italiana Nuoto, coordinatore tecnico del Centro Studi e Ricerche e presidente della Commissione medica della stessa Federazione.
Ha partecipato, prima come medico e poi come dirigente tecnico a nove edizioni consecutive dei Giochi Olimpici, dal 1988 al 2021. Nel 2015 è stato insignito della Stella d’argento al merito sportivo da parte del CONI.
"Adattamento e maladattamento dell'atleta in risposta al programma di preparazione”
L’allenamento non può essere concepito solo come un insieme di attività che comportano impegno e fatica. il recupero, sia attivo sia passivo, deve essere considerato parte integrante del processo complessivo di allenamento altrimenti gli adattamenti potrebbero non realizzarsi.

Secondo la teoria della supercompensazione, il carico di lavoro (applicato per giorni o settimane) induce un disturbo dell’equilibrio omeostatico che a sua volta causa una riduzione della capacità di prestazione. Durante la fase successiva di recupero attivo, la capacità di prestazione recupera sino a superare i livelli iniziali (super-compensazione). Se poi mancano nuovi stimoli allenanti, la capacità di prestazione si stabilizza nuovamente al livello iniziale, determinato dalle caratteristiche genetiche dell’atleta. Secondo questa teoria, il miglioramento della prestazione si realizza quando si sommano in modo efficace i processi di super-compensazione per i diversi requisiti da cui la prestazione dipende.

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Dott. Lino Missio
Psicologo, ipnologo e filosofo della mente. Uno dei massimi esperti nel campo dell’ipnosi. Ha sviluppato un suo personale metodo di induzione ipnotica chiamato: Ipnokinesi. Si è laureato in Psicologia all’Università di Pavia e in Filosofia all’Università di Genova. Ha conseguito il Master di secondo Livello in Psiconeuroendocrinoimmunologia all’Università dell’Aquila. Svolge da anni attività di Formazione e Docenza nel campo della Crescita e del Potenziamento Personale. Tra i suoi libri pubblicati ricordiamo: Prendi la Vita con Psicofilosofia (2021); Cosa vedo in te, Macro Edizioni, Cesena (2011); Il cervello e la sua coscienza, Erga Edizioni, Genova (2002).
Dott. Giorgio Tonoli
Laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria, collaboratore esterno presso il centro dipartimentale di laser terapia e laser chirurgia dell’Università di Genova (D.I.S.T.BI.M.O),
Docente al corso annuale “il Sistema Stomatognatico nel contesto Posturale” ed al corso in 2 stage “Valutazione e Terapia Manuale delle Asimmetrie del Distretto Cranio Cervico Mandibolare” presso la Scuola di Osteopatia di Roma C.R.O.M.O.N. Master in Posturologia clinica presso l’Università di Pisa ed Diploma di Osteopata. E’ stato responsabile scientifico del Master di primo livello “Posturologia clinica odontoiatrica: dalle tecniche manuali al Laser”.
"L'ipnosi nelle professioni sanitarie, dalla psicologia, alla chirurgia per finire all'odontoiatria"
L’ipnosi è uno stato modificato di coscienza che permette ad ognuno di noi di attingere alle più potenti risorse di cui il nostro organismo dispone.
L’ipnosi non è un trattamento magico dove il soggetto ipnotizzato perde il contatto con la realtà, né tanto meno un indebolimento delle capacità mentali ed emozionali di chi si sottopone a tale pratica.
L’ipnosi è scienza. Gli studi più recenti lo dimostrano. Ed è utilizzata in diverse branche, sia della psicologia, sia della medicina.
In ambito psicologico è utilizzata nella gestione dello stress, dell’ansia, delle emozioni, per risalire alla radice di traumi, conflitti, per rafforzare l’autostima, superare insicurezze, paure, smettere di fumare, perdere peso, nelle dipendenze, ecc.
In ambito medico è utilizzata nel controllo del dolore acuto e cronico, in sala operatoria come tecnica anestetica per piccoli interventi chirurgici, nella pratica diagnostica per consentire al paziente di superare in modo tranquillo ed indolore esami clinici invasivi.
In sala parto per rendere più piacevole e meno doloroso il parto delle gestanti.
L’odontoiatria non fa eccezione! Oramai è da anni che l’ipnosi è approdata all’interno degli studi dentistici.
Essa viene utilizzata come tecnica di rilassamento per consegnare al paziente un’esperienza odontoiatrica da vivere con tranquillità senza ansia o paura.
L’ipnosi, inoltre, in ambito dentistico viene utilizzata come analgesico per calmare il dolore e come tecnica anestetica per eseguire interventi su pazienti allergici ai farmaci anestetici.

L’efficacia dell’ipnosi è oramai evidente, e spinge gli scienziati ad una continua ricerca nel settore.
Grazie agli studi incoraggianti prodotti fino ad oggi, si prevede che in futuro, sempre più professionisti sanitari, utilizzeranno l’ipnosi all’interno del loro ambito clinico.

Dott.ssa Anna Giulia Bottaccioli
Medico Specialista in Medicina Interna e agopuntore. Professoressa di Psicosomatica PNEI nel Corso di Laurea Magistrale in Psicologia clinica Università San Raffaele Milano, e di PNEI nella clinica nei Master in PNEI all’Università dell’Aquila, coordinatrice SIPNEI Lazio, Roma. Master II livello in Dietetica e Nutrizione, perfezionamento in dieta chetogenica VLCKD.
“Il cuore delle donne: uno sguardo PNEI sulla cardiologia di genere”
Tradizionalmente considerata una patologia tipicamente maschile, i dati di letteratura più recenti testimoniano una realtà ben differente: la malattia cardiovascolare acuta e cronica può essere considerata il killer numero uno delle donne; infatti, ben 1/3 della popolazione femminile muore per cause cardiovascolari, stando ai dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) del 2013. La ricerca molecolare e clinica di base tuttavia, ha da sempre impostato i criteri diagnostici classificativi, i meccanismi patogenetici e la sperimentazione terapeutica per le patologie cardiovascolari ischemiche su trial sperimentali costituiti quasi esclusivamente da pazienti di sesso maschile. Già a partire dagli anni 2000 sono stati pubblicati lavori su scala internazionale che hanno messo in luce l’importanza della differenza di genere in salute e in malattia e importanti Istituti di ricerca come il National Institutes for Health hanno cominciato a richiedere ai vari gruppi di ricerca da loro finanziati di includere le donne nei loro trial clinici e progetti di ricerca.
Stanno quindi emergendo dati interessanti sulle differenze uomo-donna nei diversi aspetti della malattia coronarica: dall’impatto dei vari fattori di rischio cardiovascolari, dove ricordiamo che a partire dal 2004 sulla base dei risultati dell’INTERHEART STUDY è stato inserito a pieno titolo anche lo stress psico-sociale, alla presentazione clinica della sindrome coronarica acuta e alla diagnosi di infarto del miocardio, alla prognosi post-rivascolarizzazione, alla risposta alla terapia farmacologica, agli outcome clinici a medio-lungo termine dei pazienti con scompenso cardiaco post-ischemico.
L’INTERHEART STUDY ha dimostrato che i sintomi depressivi, l’elevato stress lavorativo e domestico e gli eventi negativi di vita, sono fattori che si associano ad un rischio incrementato di infarto acuto del miocardio di 3,5 volte nelle donne e di 2,6 volte negli uomini, con un rischio di popolazione del 40% nelle donne e del 25% negli uomini rispettivamente. I fattori di rischio quindi non incidono allo stesso modo nei due sessi, in quanto sono frutto di dinamiche biologiche e costrutti sociali robusti e reiterati nei secoli di storia umana.
L’importanza quindi di studiare lo stress e le sue implicazioni nella patologia cardiovascolare sembra essere diventato prioritario, dal momento che è stata osservata una maggiore vulnerabilità del cuore delle donne agli stressor emotivi, la cosiddetta ischemia miocardica indotta da stress mentale (mental stress-induced myocardial ischemia, MSIMI), la cui base fisiologica deve essere ancora compresa a pieno, sebbene siano state individuate alcune caratteristiche peculiari del sistema neurovegetativo femminile.
Vi sono poi dei fattori di rischio e/o disordini patologici tipici del sesso femminile che possono incrementare il rischio di malattia coronarica acuta, come l’ipertensione gravidica, il diabete gestazionale, l’età fertile e la menopausa.
Patologie acute del miocardio prevalenti nel sesso femminile sono poi la dissecazione spontanea coronarica, la cardiomiopatia da stress o sindrome di Takotsubo e la disfuzione microvascolare coronarica, di cui verrà fornito un aggiornamento di letteratura.
Gli approcci terapeutici alla patologia cardiovascolare femminile non possono più quindi essere incentrati sulla sola procedura di rivascolarizzazione (sebbene notevoli ritardi nella diagnosi e nel trattamento siano ancora alla base della peggiore prognosi post-infartuale proprio nella popolazione femminile), ma dovrebbero includere la gestione della salute mentale della donna e il riequilibrio dei principali sistemi biologici (endocrino, immunitario, del microbiota), sia in prevenzione primaria al fine di ridurre gli eventi cardiovascolari, sia in prevenzione secondaria, per ridurre morbilità e mortalità per cause cardiovascolari.
Dott. Giuseppe Frazzitta
Medico Specialista in Neurologia, Esperto in malattie neurodegenerative (Parkinson ed Alzheimer) è l’Ideatore del Protocollo MIRT (Multidisciplinary Intensive Rehabilitation Therapy) per la riabilitazione delle persone con Parkinson; è Responsabile del Gruppo di Neuroriabilitazione della Società Neuroscienze Ospedaliere (SNO), Consigliere del Direttivo Nazionale SNO e Socio della Società Italiana Neurologia (SIN) e Collaboratore di Istituzioni Internazionali come la Parkinson Foundation. Autore di più di 100 articoli scientifici pubblicati sulle più autorevoli riviste scientifiche indicizzate, è Presidente, Responsabile e fondatore MIRT ParkProject srl, la prima rete italiana di centri riabilitativi ambulatoriali per la riabilitazione multidisciplinare per la malattia di Parkinson.
Dott. Giampietro Gabrielli
Fisioterapista specializzato nella riabilitazione nella Malattia di Parkinson, Osteopata D.O.m.R.O.I. specializzato in PNEI, malattie croniche, degenerative e della Terza Età, ha sviluppato l’approccio MIRT ideato dal Dott. Frazzitta nella versione ambulatoriale e con il quale collabora attivamente dal 2015. È socio Sipnei, membro della Commissione Nazionale di Ricerca sulle Discipline Corporee, Coordinatore e fondatore Mirt ParkProject srl, la prima rete italiana di centri riabilitativi ambulatoriali per la riabilitazione multidisciplinare per la malattia di Parkinson.
“Malattia di Parkinson: dalla letteratura scientifica alla cura integrata”
La Malattia di Parkinson è la malattia neurodegenerativa più diffusa dopo la malattia di Alzheimer; benché non incida sulla durata della vita, ne determina una qualità tra le peggiori a confronto di altre patologie croniche, con sintomi motori e non motori invalidanti espressi in diversi gradi. Gli studi di neuroscienze degli ultimi anni confermano a pieno titolo la riabilitazione multidisciplinare come strumento indispensabile per il rallentamento dell’evoluzione della malattia; allo stesso tempo si rende necessario la presa in carico di tutti gli aspetti della salute del paziente, in modo tale che elementi estranei alla patologia non aggravino il disagio complessivo percepito e, soprattutto, non concorrano ad alimentare errati quadri clinici. In egual modo la presa in carico, sotto molteplici punti di vista, risulta fondamentale anche per tutto il nucleo familiare, elemento importante ed integrante del percorso rieducativo del paziente, promuovendo così un modello biopsicosociale di cura indispensabile per il mantenimento della migliore qualità di vita.

Bibliografia
Giladi N, Petzinger G.M., Frazzitta G., et al. (2018), “Basal ganglia and beyond: The interplay between motor and cognitive aspects in Parkinson’s disease rehabilitation”, Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 90, 294-308.
Giladi N, Bloem B.R., Frazzitta G., et al. (2020), “Recommendations for the Organization of Multidisciplinary Clinical Care Teams in Parkinson’s Disease”, J Parkinsons Dis, 10(3), 1087-1098.

Dott.ssa Anna Giulia Bottaccioli
Medico Specialista in Medicina Interna e agopuntore. Professoressa di Psicosomatica PNEI nel Corso di Laurea Magistrale in Psicologia clinica Università San Raffaele Milano, e di PNEI nella clinica nei Master in PNEI all’Università dell’Aquila, coordinatrice SIPNEI Lazio, Roma. Master II livello in Dietetica e Nutrizione, perfezionamento in dieta chetogenica VLCKD.
“Il cuore delle donne: uno sguardo PNEI sulla cardiologia di genere”
Tradizionalmente considerata una patologia tipicamente maschile, i dati di letteratura più recenti testimoniano una realtà ben differente: la malattia cardiovascolare acuta e cronica può essere considerata il killer numero uno delle donne; infatti, ben 1/3 della popolazione femminile muore per cause cardiovascolari, stando ai dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) del 2013. La ricerca molecolare e clinica di base tuttavia, ha da sempre impostato i criteri diagnostici classificativi, i meccanismi patogenetici e la sperimentazione terapeutica per le patologie cardiovascolari ischemiche su trial sperimentali costituiti quasi esclusivamente da pazienti di sesso maschile. Già a partire dagli anni 2000 sono stati pubblicati lavori su scala internazionale che hanno messo in luce l’importanza della differenza di genere in salute e in malattia e importanti Istituti di ricerca come il National Institutes for Health hanno cominciato a richiedere ai vari gruppi di ricerca da loro finanziati di includere le donne nei loro trial clinici e progetti di ricerca.
Stanno quindi emergendo dati interessanti sulle differenze uomo-donna nei diversi aspetti della malattia coronarica: dall’impatto dei vari fattori di rischio cardiovascolari, dove ricordiamo che a partire dal 2004 sulla base dei risultati dell’INTERHEART STUDY è stato inserito a pieno titolo anche lo stress psico-sociale, alla presentazione clinica della sindrome coronarica acuta e alla diagnosi di infarto del miocardio, alla prognosi post-rivascolarizzazione, alla risposta alla terapia farmacologica, agli outcome clinici a medio-lungo termine dei pazienti con scompenso cardiaco post-ischemico.
L’INTERHEART STUDY ha dimostrato che i sintomi depressivi, l’elevato stress lavorativo e domestico e gli eventi negativi di vita, sono fattori che si associano ad un rischio incrementato di infarto acuto del miocardio di 3,5 volte nelle donne e di 2,6 volte negli uomini, con un rischio di popolazione del 40% nelle donne e del 25% negli uomini rispettivamente. I fattori di rischio quindi non incidono allo stesso modo nei due sessi, in quanto sono frutto di dinamiche biologiche e costrutti sociali robusti e reiterati nei secoli di storia umana.
L’importanza quindi di studiare lo stress e le sue implicazioni nella patologia cardiovascolare sembra essere diventato prioritario, dal momento che è stata osservata una maggiore vulnerabilità del cuore delle donne agli stressor emotivi, la cosiddetta ischemia miocardica indotta da stress mentale (mental stress-induced myocardial ischemia, MSIMI), la cui base fisiologica deve essere ancora compresa a pieno, sebbene siano state individuate alcune caratteristiche peculiari del sistema neurovegetativo femminile.
Vi sono poi dei fattori di rischio e/o disordini patologici tipici del sesso femminile che possono incrementare il rischio di malattia coronarica acuta, come l’ipertensione gravidica, il diabete gestazionale, l’età fertile e la menopausa.
Patologie acute del miocardio prevalenti nel sesso femminile sono poi la dissecazione spontanea coronarica, la cardiomiopatia da stress o sindrome di Takotsubo e la disfuzione microvascolare coronarica, di cui verrà fornito un aggiornamento di letteratura.
Gli approcci terapeutici alla patologia cardiovascolare femminile non possono più quindi essere incentrati sulla sola procedura di rivascolarizzazione (sebbene notevoli ritardi nella diagnosi e nel trattamento siano ancora alla base della peggiore prognosi post-infartuale proprio nella popolazione femminile), ma dovrebbero includere la gestione della salute mentale della donna e il riequilibrio dei principali sistemi biologici (endocrino, immunitario, del microbiota), sia in prevenzione primaria al fine di ridurre gli eventi cardiovascolari, sia in prevenzione secondaria, per ridurre morbilità e mortalità per cause cardiovascolari.
Dott. Giuseppe Frazzitta
Medico Specialista in Neurologia, Esperto in malattie neurodegenerative (Parkinson ed Alzheimer) è l’Ideatore del Protocollo MIRT (Multidisciplinary Intensive Rehabilitation Therapy) per la riabilitazione delle persone con Parkinson; è Responsabile del Gruppo di Neuroriabilitazione della Società Neuroscienze Ospedaliere (SNO), Consigliere del Direttivo Nazionale SNO e Socio della Società Italiana Neurologia (SIN) e Collaboratore di Istituzioni Internazionali come la Parkinson Foundation. Autore di più di 100 articoli scientifici pubblicati sulle più autorevoli riviste scientifiche indicizzate, è Presidente, Responsabile e fondatore MIRT ParkProject srl, la prima rete italiana di centri riabilitativi ambulatoriali per la riabilitazione multidisciplinare per la malattia di Parkinson.
Dott. Giampietro Gabrielli
Fisioterapista specializzato nella riabilitazione nella Malattia di Parkinson, Osteopata D.O.m.R.O.I. specializzato in PNEI, malattie croniche, degenerative e della Terza Età, ha sviluppato l’approccio MIRT ideato dal Dott. Frazzitta nella versione ambulatoriale e con il quale collabora attivamente dal 2015. È socio Sipnei, membro della Commissione Nazionale di Ricerca sulle Discipline Corporee, Coordinatore e fondatore Mirt ParkProject srl, la prima rete italiana di centri riabilitativi ambulatoriali per la riabilitazione multidisciplinare per la malattia di Parkinson.
“Malattia di Parkinson: dalla letteratura scientifica alla cura integrata”
La Malattia di Parkinson è la malattia neurodegenerativa più diffusa dopo la malattia di Alzheimer; benché non incida sulla durata della vita, ne determina una qualità tra le peggiori a confronto di altre patologie croniche, con sintomi motori e non motori invalidanti espressi in diversi gradi. Gli studi di neuroscienze degli ultimi anni confermano a pieno titolo la riabilitazione multidisciplinare come strumento indispensabile per il rallentamento dell’evoluzione della malattia; allo stesso tempo si rende necessario la presa in carico di tutti gli aspetti della salute del paziente, in modo tale che elementi estranei alla patologia non aggravino il disagio complessivo percepito e, soprattutto, non concorrano ad alimentare errati quadri clinici. In egual modo la presa in carico, sotto molteplici punti di vista, risulta fondamentale anche per tutto il nucleo familiare, elemento importante ed integrante del percorso rieducativo del paziente, promuovendo così un modello biopsicosociale di cura indispensabile per il mantenimento della migliore qualità di vita.

Bibliografia
Giladi N, Petzinger G.M., Frazzitta G., et al. (2018), “Basal ganglia and beyond: The interplay between motor and cognitive aspects in Parkinson’s disease rehabilitation”, Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 90, 294-308.
Giladi N, Bloem B.R., Frazzitta G., et al. (2020), “Recommendations for the Organization of Multidisciplinary Clinical Care Teams in Parkinson’s Disease”, J Parkinsons Dis, 10(3), 1087-1098.

Dott. Marco Lombardi
Dopo aver conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Brescia, ha intrapreso il percorso di specializzazione in Patologia Clinica e Biochimica Clinica presso lo stesso ateneo, è attualmente socio con la Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica. Coltiva la passione per la Nutrizione Umana, l’Integrazione Alimentare e l’Endocrinologia anche nell’ambito sportivo. I suoi interventi sono richiesti nei più prestigiosi convegni sulla medicina di laboratorio, la nutrizione e la medicina funzionale.
“Esami di laboratorio: presente e futuro della medicina integrata”
Negli ultimi anni la comunità medico scientifica sta sempre di più considerando il ruolo dell’infiammazione come processo in grado di favorire l’insorgenza e/o il mantenimento di molteplici condizioni patologiche. In particolare, l’attenzione è puntata sulla cosiddetta “infiammazione cronica di basso grado” (o low grade inflammation in inglese) in quanto ha delle caratteristiche peculiari che andremo di seguito a riassumere. Noi tutti conosciamo l’importanza dell’infiammazione acuta, la quale interviene ad esempio quando vi è da eliminare un’infezione o riparare una lesione. Il fatto di essere acuta, esprime un fenomeno di breve durata temporale e che serve per riportare l’organismo ad uno stato di salute e benessere.

Discorso ovviamente diverso quando entriamo nel campo dell’infiammazione cronica. In questo caso i livelli infiammatori non si autolimitano nel tempo ma rimangono persistentemente elevati a bassi livelli, rendendo il quadro dei sintomi poco evidente solitamente per diverso tempo.

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Dott. A. Cavezzi
Disponibile a breve
“Medicina translazionale in linfologia (linfedema e non solo)”
Disponibile a breve