WEBINAR MIBES

Scopri il programma dell’iniziativa esclusiva Webinar MIBES, una serie di interviste aperte al pubblico che si tengono ogni 2 settimane con esperti nell’ambito della Medicina Integrata.

Ti presentiamo i Webinar MIBES!

  • Cosa: 2 dirette al mese gratuite per 1 anno con i migliori specialisti nel settore della Medicina Integrata e dell’approccio clinico sinergico!
  • Quando: il mercoledì dalle 18:00 alle 19:15-19:30
  • Dove: sito Accademia MIBES, canale YouTube, pagina Facebook, pagina LinkedIn
  • Come: diretta dal vivo e possibilità di vedere le registrazioni
  • Formato: intervista con possibilità per i partecipanti di porre domande tramite chat Messenger del sito, chat YouTube e pagina Facebook

Per sapere quali saranno i prossimi incontri, premi qui.

Dott.ssa Antonella Braglia
Medico chirurgo con specializzazione in Fisioterapia ed in Reumatologia presso l’università di Bologna. Nel 1999 ho conseguito il diploma di Osteopatia presso il Collegio Italiano di Osteopatia (CIO) dove ha insegnato per molti anni.
Ha lunga esperienza clinica poiché ha lavorato per alcuni anni come Assistente Medico in Medicina Generale e in Fisiatria presso gli Ospedali di Modena e di Parma.
Dal 2003 ad oggi svolge attività libero-professionale come Fisiatra, Reumatologo e Osteopata oltre a quella di e direttore sanitario a Modena. Ha collaborato alla pubblicazione delle riviste online “Osteopatia news” e “Osteopatia pediatrica 3”.
“La Fibromialgia: aspetti clinici e terapeutici”
La Fibromialgia è una problematica molto diffusa, ormai riconosciuta e definita da criteri diagnostici validati scientificamente. Prevalente nel sesso femminile ma di riscontro frequente anche in quello maschile e nell’età infanto-giovanile.
La complessità dei sintomi che comprende in primis il dolore ma anche problematiche generali extrascheletriche rende spesso difficile la diagnosi.
Durante questo incontro cercheremo di definire i criteri diagnostici e le manifestazioni cliniche, la terapia farmacologica e non farmacologica a conferma dell’approccio multidisciplinare sul quale si deve basare il trattamento di questa patologia.
Dott. Attilio Cavezzi
Medico chirurgo specializzato in Chirurgia Vascolare. È Direttore Medico dell’Eurocenter Venalinfa di San Benedetto del Tronto ed è stato vice-presidente mondiale della International Union of Phlebology.
In occasione del Congresso Mondiale di Flebologia svoltosi a Melbourne nel 2018 ha ricevuto l’Award of Excellence for International Collaboration in Phlebology.
Chairman e Membro di una serie di Consensus Conferences con pubblicazione di vari documenti nazionali e internazionali in ambito di chirurgia vascolare, flebologia e linfologia.
È Membro dell’editorial board di alcune riviste internazionali, quali ad esempio il Journal of Clinical Medicine, Current Aging Science, International Angiology.
Relatore ed autore di varie letture magistrali in molteplici congressi internazionali negli ultimi 25 anni in ambito di flebolinfologia e medicina della longevità.
Membro di Medici Senza Frontiere e dal 2007 Coordinatore e partecipante quale medico volontario a numerose missioni medico-flebologiche umanitarie in paesi quali Ecuador e Nicaragua.
Da circa 12 anni medico volontario con attività diagnostica-terapeutica vascolare presso l’ambulatorio dell’associazione Caritas di San Benedetto del Tronto.
Autore di oltre un centinaio di pubblicazioni in merito ad argomenti sulle malattie di circolazione e nell’ambito della medicina della longevità.
Co-autore di alcuni libri pubblicati in varie lingue, Professore Universitario ad Honorem Visitante dell’Università Salvador di Buenos Aires (Argentina).
Direttore e Docente di alcune centinaia di corsi educazionali in Italia ed in oltre 20 paesi esteri mirati alla diagnosi e terapia delle malattie delle vene e dei vasi linfatici, con la formazione di oltre 6000 medici, infermieri e fisioterapisti in questo ambito medico-scientifico.
Membro di numerose società scientifiche italiane (tra cui la SIPNEI) ed internazionali.
“Medicina translazionale e linfologia (linfedema e non solo)”
L’autore presenterà la letteratura internazionale e le proprie esperienze personali a proposito delle potenzialità della medicina translazionale in ambito linfologico. Verranno riportate le interazioni possibili da parte delle figure sanitarie che si occupano di malattie vascolari (linfologiche in primis) con le varie procedure diagnostiche e terapeutiche non tipicamente vascolari (per esempio HRV, training respiratorio), al fine di migliorare la gestione del/la paziente affetta da linfedema. Similmente, si presenteranno evidenze scientifiche e pratica personale circa la interazione diagnostico/terapeutica tra il mondo della medicina e chirurgia vascolare e quello di discipline diverse, tra cui neurologia, oncologia, cardiologia ecc.
Uno spazio specifico sarà dedicato infine a quei concetti propri della PNEI che possono trovare applicazione in questi ambiti innovativi della medicina translazionale e nella funzione del sistema linfatico.
La Fibromialgia: aspetti clinici e terapeutici
Medicina translazionale e linfologia (linfedema e non solo)
Dott.ssa Antonella Braglia
Medico chirurgo con specializzazione in Fisioterapia ed in Reumatologia presso l’università di Bologna. Nel 1999 ho conseguito il diploma di Osteopatia presso il Collegio Italiano di Osteopatia (CIO) dove ha insegnato per molti anni.
Ha lunga esperienza clinica poiché ha lavorato per alcuni anni come Assistente Medico in Medicina Generale e in Fisiatria presso gli Ospedali di Modena e di Parma.
Dal 2003 ad oggi svolge attività libero-professionale come Fisiatra, Reumatologo e Osteopata oltre a quella di e direttore sanitario a Modena. Ha collaborato alla pubblicazione delle riviste online “Osteopatia news” e “Osteopatia pediatrica 3”.
“La Fibromialgia: aspetti clinici e terapeutici”
La Fibromialgia è una problematica molto diffusa, ormai riconosciuta e definita da criteri diagnostici validati scientificamente. Prevalente nel sesso femminile ma di riscontro frequente anche in quello maschile e nell’età infanto-giovanile.
La complessità dei sintomi che comprende in primis il dolore ma anche problematiche generali extrascheletriche rende spesso difficile la diagnosi.
Durante questo incontro cercheremo di definire i criteri diagnostici e le manifestazioni cliniche, la terapia farmacologica e non farmacologica a conferma dell’approccio multidisciplinare sul quale si deve basare il trattamento di questa patologia.
La Fibromialgia: aspetti clinici e terapeutici
Dott. Attilio Cavezzi
Medico chirurgo specializzato in Chirurgia Vascolare. È Direttore Medico dell’Eurocenter Venalinfa di San Benedetto del Tronto ed è stato vice-presidente mondiale della International Union of Phlebology.
In occasione del Congresso Mondiale di Flebologia svoltosi a Melbourne nel 2018 ha ricevuto l’Award of Excellence for International Collaboration in Phlebology.
Chairman e Membro di una serie di Consensus Conferences con pubblicazione di vari documenti nazionali e internazionali in ambito di chirurgia vascolare, flebologia e linfologia.
È Membro dell’editorial board di alcune riviste internazionali, quali ad esempio il Journal of Clinical Medicine, Current Aging Science, International Angiology.
Relatore ed autore di varie letture magistrali in molteplici congressi internazionali negli ultimi 25 anni in ambito di flebolinfologia e medicina della longevità.
Membro di Medici Senza Frontiere e dal 2007 Coordinatore e partecipante quale medico volontario a numerose missioni medico-flebologiche umanitarie in paesi quali Ecuador e Nicaragua.
Da circa 12 anni medico volontario con attività diagnostica-terapeutica vascolare presso l’ambulatorio dell’associazione Caritas di San Benedetto del Tronto.
Autore di oltre un centinaio di pubblicazioni in merito ad argomenti sulle malattie di circolazione e nell’ambito della medicina della longevità.
Co-autore di alcuni libri pubblicati in varie lingue, Professore Universitario ad Honorem Visitante dell’Università Salvador di Buenos Aires (Argentina).
Direttore e Docente di alcune centinaia di corsi educazionali in Italia ed in oltre 20 paesi esteri mirati alla diagnosi e terapia delle malattie delle vene e dei vasi linfatici, con la formazione di oltre 6000 medici, infermieri e fisioterapisti in questo ambito medico-scientifico.
Membro di numerose società scientifiche italiane (tra cui la SIPNEI) ed internazionali.
“Medicina translazionale e linfologia (linfedema e non solo)”
L’autore presenterà la letteratura internazionale e le proprie esperienze personali a proposito delle potenzialità della medicina translazionale in ambito linfologico. Verranno riportate le interazioni possibili da parte delle figure sanitarie che si occupano di malattie vascolari (linfologiche in primis) con le varie procedure diagnostiche e terapeutiche non tipicamente vascolari (per esempio HRV, training respiratorio), al fine di migliorare la gestione del/la paziente affetta da linfedema. Similmente, si presenteranno evidenze scientifiche e pratica personale circa la interazione diagnostico/terapeutica tra il mondo della medicina e chirurgia vascolare e quello di discipline diverse, tra cui neurologia, oncologia, cardiologia ecc.
Uno spazio specifico sarà dedicato infine a quei concetti propri della PNEI che possono trovare applicazione in questi ambiti innovativi della medicina translazionale e nella funzione del sistema linfatico.
Medicina translazionale e linfologia (linfedema e non solo)
Dott.ssa Ida Ferrara
Medico chirurgo, specializzato in ginecologia ed Ostetricia ed in Omeopatia. È esperta in Medicina Funzionale Regolatoria.
Ha svolto attività di ricerca e di clinica in Inghilterra, a Londra (alla Queen Mery University come Research Fellow), ed attualmente è Direttore Medico dello ’Studio Medico Gunè per la salute della donna’ a Napoli.
È docente di Medicina Funzionale presso la scuola AIMF sia per Medici che per Farmacisti, ed è docente alla scuola di ossigeno-ozonoterapia per Medici ed Odontoiatri.
È anche Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana di Medicina Funzionale.
Il campo della Riproduzione Umana rappresenta tuttora il suo interesse principale. Non a caso collabora come consulente con la Clinica Care Mujer di Siviglia ed il Centro Genesis e Chemis afferenti alla clinica Iatreion di Caserta dove è basata la sua attività per la cura e la prevenzione della fertilità umana. Oltre a questo, si dedica alla dimostrazione ed alla diffusione della applicazione della radiofrequenza nel trattamento non invasivo dei miomi ed è autrice di pubblicazioni nel campo dell’applicazione della Medicina Funzionale.
“Non chiamatele Caldane: Chiamatele fonti di energia”
Le donne che oggi si avviano verso la mezza età, rappresentano una forza da non sottovalutare, per il numero e per l’influenza che detengono sul mondo economico e culturale. Un gruppo sempre più numeroso di donne educate, sofisticate e determinate a prendere il controllo della propria salute (Christiane Northrup, MD).
Conoscere la fisiopatologia della natura della Vampata di calore in menopausa ci permette di svelarne il significato e di apprendere le regole per sconfiggerla. Lo stile di vita, i prodotti naturali ed il nostro atteggiamento nei confronti della vita si dimostrano la chiave di volta.
La Medicina Funzionale propone una nuova metodologia aderente ai tempi moderni. Spiega gli intricati meccanismi dei sistemici biologici che determinano l’unicità di ogni paziente.
Una caratteristica della Medicina Funzionale sono la presenza e l’attitudine al counselling del medico per dirigere diagnosi e scelte terapeutiche assieme al paziente che si riconosce come artefice della sua resilienza e capace di riprendere il controllo della propria salute.
Dott.ssa Olga Rickards
Professore ordinario e Direttore del Centro di Antropologia Molecolare per lo Studio dell’aDNA (Dip. Biologia, Univ. Roma Tor Vergata).
Direttore Dip Biologia (2018-2021).
Coordinatore Macroarea di Sc. MFN (2013-2018).
Vicedirettore Dip. Biologia (2012_2018).
Presidente del Consiglio Corsi di Studio di Sc. Biologiche (2005-2012).
Coordinatore del Dottorato in Biologia Evoluzionistica ed Ecologia (Dip. Biologia, Tor Vergata Univ. Roma).
Membro del Direttivo dell’Associazione Antropologica Italiana (2008-2014).
Vincitrice del premio internazionale dell’Accademia Nazionale dei Lincei “Fabio Frassetto” per l’antropologia per il 2009.
Incarichi scientifici ed accademici: borsista NATO, Univ. Hawaii (1998-1999; 1991-1992; 1994); ricercatore ospite, Univ. Bremen FRG (1985); Univ. Napoli (1986); Roche Molecular System, Alameda California; Univ. Bilbao e Univ. Complutense de Madrid, España (1994).
Responsabile scientifico di programmi CEE e CNR; di Progetti PRIN 2003, 2005, 2008, 2010-11, 2017, 2020.
Coordinatore scientifico Nazionale di Progetti PRIN 2005, 2008, 2010-11.
Organizzatrice del 51st Symposium of SSHB, Roma, 2009 e di altri convegni nazionali e internazionali.
Direttrice della sezione italiana dell’International Columbus Identification DNA Team (Prof. J. Lorente, Univ. Granada).
Editor dal 2004 al 2021 della rivista scientifica internazionale Annals of Human Biology (Taylor & Francis).
Membro dell’Editorial Board della Revista Española de Antropologia Biologica e del Comitato Scientifico della Rivista Antropos.
Impegni didattici svolti: Antropologia Molecolare, Archeologia Molecolare e Antropologia, Univ. Tor Vergata: Fac. Sc. M.F.N. e Lettere e Filosofia; Antropologia Univ. Cassino: Fac. Lettere e Filosofia. Docente al Master NAT e al Master in Comunicazione della Scienza dell’Univ. Tor Vergata.
Membro del Consiglio del Master in Comunicazione della Scienza e Membro del Dottorato in BEE (Univ. Tor Vergata). Svolge attività di divulgazione scientifica.
Curatrice di mostre di Antropologia.
“Uomini per caso: la nostra storia evolutiva”
La nostra specie nasce in Africa recentemente, circa 200.000 anni fa, e subito dopo, durante la sua dispersione nel resto del mondo, si incontra e incrocia con altri nostri antenati ormai estinti, i neandertaliani e i denisovani e verosimilmente anche con parenti più arcaici a cui ancora non è stato dato un nome. Questi mescolamenti non ci devono stupire perché i più recenti dati molecolari hanno evidenziato che l’ibridazione tra specie animali diverse è un evento molto diffuso non solo in cattività ma anche in natura. E così anche Homo sapiens, Neandertal e Denisova si sono mescolati e hanno generato prole fertile. Di fatto, l’ibridazione avrebbe potuto fornire velocemente ai primi rappresentanti della nostra specie, che si diffondevano fuori dall’Africa, varianti genetiche più adatte, sia a livello ambientale che immunitario, alla sopravvivenza nelle nuove aree che andavano a colonizzare. Un processo noto come introgressione adattativa, ben documentato nelle piante e nei batteri e che potrebbe essere stato un importante fattore nell’adattamento della nostra specie.
Non chiamatele Caldane: Chiamatele fonti di energia
Uomini per caso: la nostra storia evolutiva
Dott.ssa Ida Ferrara
Medico chirurgo, specializzato in ginecologia ed Ostetricia ed in Omeopatia. È esperta in Medicina Funzionale Regolatoria.
Ha svolto attività di ricerca e di clinica in Inghilterra, a Londra (alla Queen Mery University come Research Fellow), ed attualmente è Direttore Medico dello ’Studio Medico Gunè per la salute della donna’ a Napoli.
È docente di Medicina Funzionale presso la scuola AIMF sia per Medici che per Farmacisti, ed è docente alla scuola di ossigeno-ozonoterapia per Medici ed Odontoiatri.
È anche Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana di Medicina Funzionale.
Il campo della Riproduzione Umana rappresenta tuttora il suo interesse principale. Non a caso collabora come consulente con la Clinica Care Mujer di Siviglia ed il Centro Genesis e Chemis afferenti alla clinica Iatreion di Caserta dove è basata la sua attività per la cura e la prevenzione della fertilità umana. Oltre a questo, si dedica alla dimostrazione ed alla diffusione della applicazione della radiofrequenza nel trattamento non invasivo dei miomi ed è autrice di pubblicazioni nel campo dell’applicazione della Medicina Funzionale.
“Non chiamatele Caldane: Chiamatele fonti di energia”
Le donne che oggi si avviano verso la mezza età, rappresentano una forza da non sottovalutare, per il numero e per l’influenza che detengono sul mondo economico e culturale. Un gruppo sempre più numeroso di donne educate, sofisticate e determinate a prendere il controllo della propria salute (Christiane Northrup, MD).
Conoscere la fisiopatologia della natura della Vampata di calore in menopausa ci permette di svelarne il significato e di apprendere le regole per sconfiggerla. Lo stile di vita, i prodotti naturali ed il nostro atteggiamento nei confronti della vita si dimostrano la chiave di volta.
La Medicina Funzionale propone una nuova metodologia aderente ai tempi moderni. Spiega gli intricati meccanismi dei sistemici biologici che determinano l’unicità di ogni paziente.
Una caratteristica della Medicina Funzionale sono la presenza e l’attitudine al counselling del medico per dirigere diagnosi e scelte terapeutiche assieme al paziente che si riconosce come artefice della sua resilienza e capace di riprendere il controllo della propria salute.
Non chiamatele Caldane: Chiamatele fonti di energia
Dott.ssa Olga Rickards
Professore ordinario e Direttore del Centro di Antropologia Molecolare per lo Studio dell’aDNA (Dip. Biologia, Univ. Roma Tor Vergata).
Direttore Dip Biologia (2018-2021).
Coordinatore Macroarea di Sc. MFN (2013-2018).
Vicedirettore Dip. Biologia (2012_2018).
Presidente del Consiglio Corsi di Studio di Sc. Biologiche (2005-2012).
Coordinatore del Dottorato in Biologia Evoluzionistica ed Ecologia (Dip. Biologia, Tor Vergata Univ. Roma).
Membro del Direttivo dell’Associazione Antropologica Italiana (2008-2014).
Vincitrice del premio internazionale dell’Accademia Nazionale dei Lincei “Fabio Frassetto” per l’antropologia per il 2009.
Incarichi scientifici ed accademici: borsista NATO, Univ. Hawaii (1998-1999; 1991-1992; 1994); ricercatore ospite, Univ. Bremen FRG (1985); Univ. Napoli (1986); Roche Molecular System, Alameda California; Univ. Bilbao e Univ. Complutense de Madrid, España (1994).
Responsabile scientifico di programmi CEE e CNR; di Progetti PRIN 2003, 2005, 2008, 2010-11, 2017, 2020.
Coordinatore scientifico Nazionale di Progetti PRIN 2005, 2008, 2010-11.
Organizzatrice del 51st Symposium of SSHB, Roma, 2009 e di altri convegni nazionali e internazionali.
Direttrice della sezione italiana dell’International Columbus Identification DNA Team (Prof. J. Lorente, Univ. Granada).
Editor dal 2004 al 2021 della rivista scientifica internazionale Annals of Human Biology (Taylor & Francis).
Membro dell’Editorial Board della Revista Española de Antropologia Biologica e del Comitato Scientifico della Rivista Antropos.
Impegni didattici svolti: Antropologia Molecolare, Archeologia Molecolare e Antropologia, Univ. Tor Vergata: Fac. Sc. M.F.N. e Lettere e Filosofia; Antropologia Univ. Cassino: Fac. Lettere e Filosofia. Docente al Master NAT e al Master in Comunicazione della Scienza dell’Univ. Tor Vergata.
Membro del Consiglio del Master in Comunicazione della Scienza e Membro del Dottorato in BEE (Univ. Tor Vergata). Svolge attività di divulgazione scientifica.
Curatrice di mostre di Antropologia.
“Uomini per caso: la nostra storia evolutiva”
La nostra specie nasce in Africa recentemente, circa 200.000 anni fa, e subito dopo, durante la sua dispersione nel resto del mondo, si incontra e incrocia con altri nostri antenati ormai estinti, i neandertaliani e i denisovani e verosimilmente anche con parenti più arcaici a cui ancora non è stato dato un nome. Questi mescolamenti non ci devono stupire perché i più recenti dati molecolari hanno evidenziato che l’ibridazione tra specie animali diverse è un evento molto diffuso non solo in cattività ma anche in natura. E così anche Homo sapiens, Neandertal e Denisova si sono mescolati e hanno generato prole fertile. Di fatto, l’ibridazione avrebbe potuto fornire velocemente ai primi rappresentanti della nostra specie, che si diffondevano fuori dall’Africa, varianti genetiche più adatte, sia a livello ambientale che immunitario, alla sopravvivenza nelle nuove aree che andavano a colonizzare. Un processo noto come introgressione adattativa, ben documentato nelle piante e nei batteri e che potrebbe essere stato un importante fattore nell’adattamento della nostra specie.
Uomini per caso: la nostra storia evolutiva
Dott. Massimo Bonucci
Medico con specializzazione in Anatomia Patologica ed Oncologia Medica. Si è formato in Oncologia Integrata presso la Paracelsus Klinik di Hannover, sotto la guida del Presidente della Società di Oncologia tedesca, Dottor Nieper. Ha collaborato in qualità di Anatomo-Patologo per la stesura della classificazione di adenomi e polipi intestinali, con la Società Italiana di Gastroenterologia. In Anatomia Patologica è specialista sulle patologie mammarie, prostatiche, celebrali e sulle patologie linfoproliferative. Nel 2010 ha fondato l’Associazione di Ricerca Terapie Oncologiche Integrate, A.R.T.O.I., di cui è Presidente. È membro dell’International Accademy of Pathology, della Commissione Internazionale Scambi Culturali Scientifici dell’Ordine dei Medici di Roma, della Società Americana di Oncologia Integrata. È Visiting Professor della Zejiang Chinese Medical University di Hangzhou, Professore presso l’Università La Sapienza e l’Università Guglielmo Marconi di Roma, l’Università di Siena, di San Marino e di Chieti-Pescara. Ha pubblicato oltre 100 articoli scientifici su riviste nazionali ed internazionali. È autore del libro “Quello che mangi fa la differenza” e co-autore di due testi in lingua inglese: “Clinician’s Guide to AHCC® Evidence-Based Nutritional Immunotherapy” – “Multi-targeted Approach to Treatment of Cancer”. Collabora con Società di Oncologia Integrata della Korea, del Giappone, dell’Argentina; con l’Università di Hong Kong, del Texas e di Haifa ed ha relazioni internazionali con colleghi di numerosi paesi stranieri.
“Medicina integrata in oncologia”
Una gradita occasione per far conoscere al meglio la realtà dell’Oncologia Integrata: come Oncologo e Presidente di ARTOI (Associazione Ricerca Terapie Oncologiche Integrate) mostrerò le molteplici sfaccettature del trattamento terapeutico a 360° del paziente oncologico. Associare alimentazione corretta e terapie integrate, a supporto del sistema immunitario di chi deve affrontare chemio e/o radioterapia, permette di migliorare notevolmente la qualità della vita, questa è la nostra mission da sempre.
Dott. Karl Zippelius
Medico specializzato in medicina dello sport, agopuntore, esperto di Medicina Tradizionale Cinese e, nello specifico, di ortopedia e traumatologia dato che si è specializzato in vari ospedali ortopedici cinesi. Collabora dal 2010 con l’Istituto austriaco di medicina dello sport. Fa parte dell’équipe medica della Clinica “Sportmedic” di Vienna per integrare chirurgia e MTC per un migliore trattamento delle lesioni del legamento crociato. Da molti anni, come collaboratore medico, si occupa di giocatori di calcio professionisti del Rapid Vienna. Lavora privatamente a Firenze, con particolare attenzione alla traumatologia e all’ortopedia di musicisti, atleti e ballerini. Oltre a questo, organizza gruppi di studio presso ospedali e università cinesi come l’Università dello Sport di Chengdu e l’Ospedale ortopedico del Dr. He. Ha pubblicato molti lavori scientifici ed insegna anche in molte Università e paesi Europei: Germania, Austria, Svizzera, Croazia, Australia, Italia, Belgio e Inghilterra. Oltre a questo, il Dr. Zippelius è un violinista, diplomato al conservatorio di Firenze, e dal 2010 suona il violino e la viola con la World Doctors Orchestra.
“Il grande potenziale della medicina tradizionale cinese (MTC) per la prevenzione e il trattamento dei traumi sportivi”
Il trattamento topico con formule di erbe medicinali cinesi, le tecniche manuali “Tui Na” e l’agopuntura sono potenti strumenti della MTC per integrare lo schema RICE occidentale in caso di traumi sportivi.
Durante il suo webinar, il dott. Karl Zippelius spiegherà, vista la sua ampia esperienza in ambito sportivo traumatologico, come la MTC consideri l’intervento sul “software” (punti di agopuntura, Qi) importante quanto l’hardware (cellule, struttura anatomica, processi biomeccanici) durante le tre fasi di guarigione delle lesioni muscolo-scheletriche.
Medicina integrata in oncologia
La medicina tradizionale cinese (MTC) per la prevenzione e il trattamento dei traumi sportivi
Dott. Massimo Bonucci
Medico con specializzazione in Anatomia Patologica ed Oncologia Medica. Si è formato in Oncologia Integrata presso la Paracelsus Klinik di Hannover, sotto la guida del Presidente della Società di Oncologia tedesca, Dottor Nieper. Ha collaborato in qualità di Anatomo-Patologo per la stesura della classificazione di adenomi e polipi intestinali, con la Società Italiana di Gastroenterologia. In Anatomia Patologica è specialista sulle patologie mammarie, prostatiche, celebrali e sulle patologie linfoproliferative. Nel 2010 ha fondato l’Associazione di Ricerca Terapie Oncologiche Integrate, A.R.T.O.I., di cui è Presidente. È membro dell’International Accademy of Pathology, della Commissione Internazionale Scambi Culturali Scientifici dell’Ordine dei Medici di Roma, della Società Americana di Oncologia Integrata. È Visiting Professor della Zejiang Chinese Medical University di Hangzhou, Professore presso l’Università La Sapienza e l’Università Guglielmo Marconi di Roma, l’Università di Siena, di San Marino e di Chieti-Pescara. Ha pubblicato oltre 100 articoli scientifici su riviste nazionali ed internazionali. È autore del libro “Quello che mangi fa la differenza” e co-autore di due testi in lingua inglese: “Clinician’s Guide to AHCC® Evidence-Based Nutritional Immunotherapy” – “Multi-targeted Approach to Treatment of Cancer”. Collabora con Società di Oncologia Integrata della Korea, del Giappone, dell’Argentina; con l’Università di Hong Kong, del Texas e di Haifa ed ha relazioni internazionali con colleghi di numerosi paesi stranieri.
“Medicina integrata in oncologia”
Una gradita occasione per far conoscere al meglio la realtà dell’Oncologia Integrata: come Oncologo e Presidente di ARTOI (Associazione Ricerca Terapie Oncologiche Integrate) mostrerò le molteplici sfaccettature del trattamento terapeutico a 360° del paziente oncologico. Associare alimentazione corretta e terapie integrate, a supporto del sistema immunitario di chi deve affrontare chemio e/o radioterapia, permette di migliorare notevolmente la qualità della vita, questa è la nostra mission da sempre.
Medicina integrata in oncologia
Dott. Karl Zippelius
Medico specializzato in medicina dello sport, agopuntore, esperto di Medicina Tradizionale Cinese e, nello specifico, di ortopedia e traumatologia dato che si è specializzato in vari ospedali ortopedici cinesi. Collabora dal 2010 con l’Istituto austriaco di medicina dello sport. Fa parte dell’équipe medica della Clinica “Sportmedic” di Vienna per integrare chirurgia e MTC per un migliore trattamento delle lesioni del legamento crociato. Da molti anni, come collaboratore medico, si occupa di giocatori di calcio professionisti del Rapid Vienna. Lavora privatamente a Firenze, con particolare attenzione alla traumatologia e all’ortopedia di musicisti, atleti e ballerini. Oltre a questo, organizza gruppi di studio presso ospedali e università cinesi come l’Università dello Sport di Chengdu e l’Ospedale ortopedico del Dr. He. Ha pubblicato molti lavori scientifici ed insegna anche in molte Università e paesi Europei: Germania, Austria, Svizzera, Croazia, Australia, Italia, Belgio e Inghilterra. Oltre a questo, il Dr. Zippelius è un violinista, diplomato al conservatorio di Firenze, e dal 2010 suona il violino e la viola con la World Doctors Orchestra.
“Il grande potenziale della medicina tradizionale cinese (MTC) per la prevenzione e il trattamento dei traumi sportivi”
Il trattamento topico con formule di erbe medicinali cinesi, le tecniche manuali “Tui Na” e l’agopuntura sono potenti strumenti della MTC per integrare lo schema RICE occidentale in caso di traumi sportivi.
Durante il suo webinar, il dott. Karl Zippelius spiegherà, vista la sua ampia esperienza in ambito sportivo traumatologico, come la MTC consideri l’intervento sul “software” (punti di agopuntura, Qi) importante quanto l’hardware (cellule, struttura anatomica, processi biomeccanici) durante le tre fasi di guarigione delle lesioni muscolo-scheletriche.
La medicina tradizionale cinese (MTC) per la prevenzione e il trattamento dei traumi sportivi
Dott. Fabio Sinibaldi
MBPsS, PsyD.
Con una carriera internazionale di oltre 20 anni, è il fondatore di Association for Integrative Sciences, Direttore scientifico e ideatore del Master in Scienze Integrative Applicate, Docente in master e seminari universitari e per diverse scuole di specializzazione in Medicina, Psicoterapia, Fisioterapia, Osteopatia e altri ambiti professionali orientati all’integrazione e multi-disciplinarietà.
Dopo la laurea in psicologia e la specializzazione in psicoterapia approfondisce PNEI, Neuroscienze applicate, Neurobiologia affettiva e del comportamento, Metabolismo della performance e dei processi mentali, Epigenetica e numerose altre discipline che vengono rilette e rese applicative con la visione unificata delle Scienze Integrative.
Presentazione del libro: "Stress, Emozioni e Salute - Il Manuale per i Professionisti Integrati"
Stress e emozioni rappresentano due fattori centrali della vita e dell’esperienza umana. Sono i due meccanismi principali con cui ci adattiamo al mondo, gestiamo i pericoli, superiamo le sfide quotidiane e affrontiamo le grandi imprese che ci appassionano. Sono anche alla base delle nostre motivazioni e della vita relazionale. Purtroppo, di contro, sono anche gli stessi meccanismi attraverso cui – più spesso di quanto si pensi – iniziano i processi che portano a sviluppare malattie e disfunzioni di vario tipo. Infatti, le risposte di stress ed emotive sono fenomeni complessi, che coinvolgono tutte le dimensioni mente-corpo.
In questo testo – in modo strutturato, scientifico e con taglio pratico – analizziamo tutti i sistemi coinvolti: le più sofisticate interazioni tra postura, emozioni e sistema immunitario; i collegamenti tra il linguaggio con cui si pensa e la capacità di fare previsioni corrette sull’efficacia dei propri comportamenti; i brain network che regolano la gestione dei pericoli in relazione agli stati di incertezza e all’immagine di sé; i meccanismi corporei, anche quelli meno noti, che regolano in modo significativo le risposte di stress; il metabolismo energetico di ogni cellula, modulato da nutrizione e attività fisica, che influisce su umore e vitalità; e numerosi altri temi e ambiti applicativi.
Questo libro è un manuale pratico, ricco di esempi clinici, che include più di 30 tecniche ben dettagliate, diversi spunti pratici e numerosi consigli applicativi. Contiene più di 80 immagini a colori, tra cui illustrazioni esplicative di concetti, modalità applicative delle tecniche pratiche, schemi riepilogativi dei principali meccanismi analizzati nel testo, fotografie che mostrano i cambiamenti che si possono ottenere attraverso specifici esercizi.
Dott.ssa Elena Pattini
Dottore di Ricerca in Psicologia, Dirigente Psicologo-Psicoterapeuta presso il Centro per l’Adolescenza e la Giovane Età dell’Ausl di Parma. Per anni Assegnista di Ricerca presso il dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Parma in stretta collaborazione con il Prof. Giacomo Rizzolatti. Psicologa dello Stress Management Lab di Parma dove si occupa di ricerca neuroscientifica, analisi del comportamento non verbale e assessment psicologico. Vice Presidente del Comitato Scientifico di Kindacom, società di Scrittura Strategica attiva nella comunicazione e nella formazione, presieduto dal Prof. Giacomo Rizzolatti. Professore a contratto di Psicologia e Medicina Psicosomatica presso il Collegio Italiano di Osteopatia. Membro del Comitato Tecnico Scientifico della Federazione Italiana Nuoto.
“La relazione che cura - Le basi neuroscientifiche di un rapporto terapeutico”
Un professionista deve conoscere le basi neurofisiologiche della relazionalità che ci consentono di strutturare un intervento efficace con i nostri pazienti, attraverso un approccio integrato che, al pari di competenze tecniche, includa anche una cura degli aspetti relazionali, fondamentali per costruire un rapporto autentico e di fiducia. Conoscere gli effetti psicofisiologici di una buona relazione e apprendere come creare un setting adeguato lavorando sulla comunicazione, sulle aspettative del paziente e sulle sue condizioni psicoemotive è la base di un intervento che agisca a livello mente-corpo in un’ottica sistemica con benefici sia per il paziente che per il professionista.
Presentazione del libro: "Stress, Emozioni e Salute - Il Manuale per i Professionisti Integrati"
La relazione che cura - Le basi neuroscientifiche di un rapporto terapeutico
Dott. Fabio Sinibaldi
MBPsS, PsyD.
Con una carriera internazionale di oltre 20 anni, è il fondatore di Association for Integrative Sciences, Direttore scientifico e ideatore del Master in Scienze Integrative Applicate, Docente in master e seminari universitari e per diverse scuole di specializzazione in Medicina, Psicoterapia, Fisioterapia, Osteopatia e altri ambiti professionali orientati all’integrazione e multi-disciplinarietà.
Dopo la laurea in psicologia e la specializzazione in psicoterapia approfondisce PNEI, Neuroscienze applicate, Neurobiologia affettiva e del comportamento, Metabolismo della performance e dei processi mentali, Epigenetica e numerose altre discipline che vengono rilette e rese applicative con la visione unificata delle Scienze Integrative.
Presentazione del libro: "Stress, Emozioni e Salute - Il Manuale per i Professionisti Integrati"
Stress e emozioni rappresentano due fattori centrali della vita e dell’esperienza umana. Sono i due meccanismi principali con cui ci adattiamo al mondo, gestiamo i pericoli, superiamo le sfide quotidiane e affrontiamo le grandi imprese che ci appassionano. Sono anche alla base delle nostre motivazioni e della vita relazionale. Purtroppo, di contro, sono anche gli stessi meccanismi attraverso cui – più spesso di quanto si pensi – iniziano i processi che portano a sviluppare malattie e disfunzioni di vario tipo. Infatti, le risposte di stress ed emotive sono fenomeni complessi, che coinvolgono tutte le dimensioni mente-corpo.
In questo testo – in modo strutturato, scientifico e con taglio pratico – analizziamo tutti i sistemi coinvolti: le più sofisticate interazioni tra postura, emozioni e sistema immunitario; i collegamenti tra il linguaggio con cui si pensa e la capacità di fare previsioni corrette sull’efficacia dei propri comportamenti; i brain network che regolano la gestione dei pericoli in relazione agli stati di incertezza e all’immagine di sé; i meccanismi corporei, anche quelli meno noti, che regolano in modo significativo le risposte di stress; il metabolismo energetico di ogni cellula, modulato da nutrizione e attività fisica, che influisce su umore e vitalità; e numerosi altri temi e ambiti applicativi.
Questo libro è un manuale pratico, ricco di esempi clinici, che include più di 30 tecniche ben dettagliate, diversi spunti pratici e numerosi consigli applicativi. Contiene più di 80 immagini a colori, tra cui illustrazioni esplicative di concetti, modalità applicative delle tecniche pratiche, schemi riepilogativi dei principali meccanismi analizzati nel testo, fotografie che mostrano i cambiamenti che si possono ottenere attraverso specifici esercizi.
Presentazione del libro: "Stress, Emozioni e Salute - Il Manuale per i Professionisti Integrati"
Dott.ssa Elena Pattini
Dottore di Ricerca in Psicologia, Dirigente Psicologo-Psicoterapeuta presso il Centro per l’Adolescenza e la Giovane Età dell’Ausl di Parma. Per anni Assegnista di Ricerca presso il dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Parma in stretta collaborazione con il Prof. Giacomo Rizzolatti. Psicologa dello Stress Management Lab di Parma dove si occupa di ricerca neuroscientifica, analisi del comportamento non verbale e assessment psicologico. Vice Presidente del Comitato Scientifico di Kindacom, società di Scrittura Strategica attiva nella comunicazione e nella formazione, presieduto dal Prof. Giacomo Rizzolatti. Professore a contratto di Psicologia e Medicina Psicosomatica presso il Collegio Italiano di Osteopatia. Membro del Comitato Tecnico Scientifico della Federazione Italiana Nuoto.
“La relazione che cura - Le basi neuroscientifiche di un rapporto terapeutico”
Un professionista deve conoscere le basi neurofisiologiche della relazionalità che ci consentono di strutturare un intervento efficace con i nostri pazienti, attraverso un approccio integrato che, al pari di competenze tecniche, includa anche una cura degli aspetti relazionali, fondamentali per costruire un rapporto autentico e di fiducia. Conoscere gli effetti psicofisiologici di una buona relazione e apprendere come creare un setting adeguato lavorando sulla comunicazione, sulle aspettative del paziente e sulle sue condizioni psicoemotive è la base di un intervento che agisca a livello mente-corpo in un’ottica sistemica con benefici sia per il paziente che per il professionista.
La relazione che cura - Le basi neuroscientifiche di un rapporto terapeutico
Dott.ssa Cristina Panisi
Pediatra, Ph.D in Psicologia, Neuroscienze e Statistica Medica, presso Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone. L’attività clinica e di ricerca è rivolta principalmente alle persone nello spettro autistico, per gli aspetti biologici, psicopedagogici e sociali. Collabora con numerosi enti, tra cui lo SPAEE (Servizio di Psicologia dell’Apprendimento e dell’Educazione in Età Evolutiva) e il CeDisMa (Centro Studi e Ricerche sulla Disabilità e Marginalità) dell’Università Cattolica di Milano. È parte del panel dei docenti di SOMA per i disordini del neurosviluppo e inquadramento sistemico delle malattie infiammatorie, con particolare riferimento ai disturbi del sistema nervoso.
“Prospettiva dinamica e sistemica per disordini del neurosviluppo”
Il recente rapido aumento dei disordini del neurosviluppo è motivo di crescente preoccupazione e impegno per il sistema sanitario, socio-assistenziale ed educativo. A partire dalla ampia transizione epidemiologica degli ultimi decenni – non riguardante solamente il sistema nervoso – il modello patogenetico in chiave epigenetica fornirà gli spunti per riflettere sulla trasformazione del percorso prevenzione, diagnosi e assistenza. Lo spettro autistico verrà proposto come condizione paradigmatica di complessi bisogni di salute, da affrontare secondo una prospettiva dinamica e sistemica.

Approfondisci il tema del webinar sul blog

Dott.ssa Carol Giannotti
Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale in formazione. Lavoro con adolescenti, adulti e coppie. Nel corso degli anni ha maturato esperienza in vari contesti di cura, svolgendo attività di supporto psicologico, valutazione psicodiagnostica e conduzione di gruppi. Nel 2021, insieme al collega dott. Filippo Gazzaniga e grazie al supporto del “CMO – Centro di medicina Osteopatica e Terapie Integrate”, ha dato vita al progetto “Rainbow Academy”, una serie di workshop dedicati all’approfondimento di tematiche riguardanti l’identità sessuale e l’omotransnegatività.
Dott. Filippo Gazzaniga
Psicologo clinico e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale in formazione. Negli anni ha maturato diverse esperienze svolgendo colloqui individuali e conducendo gruppi terapeutici di reparto presso strutture psichiatriche e centri di psicoterapia. Negli ultimi anni, ha maturato insieme alla collega Carol Giannotti un forte interesse per le tematiche relative all’orientamento sessuale e all’identità di genere, condividendo con lei l’importanza di promuovere relativi interventi di sensibilizzazione. A tal proposito, ha collaborato per la progettazione dell’iniziativa “Rainbow Academy” presso il CMO (Centro di Medicina Osteopatica e Terapie Integrate) di Firenze.
“Rainbow Academy: l'importanza di sensibilizzare sulle minoranze sessuali e affettive nella quotidianità e nella professione”
Tutti noi potremmo avere determinati stereotipi, i quali, possono essere definiti come idee preconcette, prevenute e generalizzate su di un gruppo (o persona in quanto membro di quel gruppo) e spesso sono basate su alcune caratteristiche, per esempio: identità di genere, orientamento sessuale o sesso. L’erronea generalizzazione causata dagli stereotipi potrebbe sfociare in alcuni nostri atteggiamenti pregiudiziali.

Approfondisci il tema del webinar sul blog

Prospettiva dinamica e sistemica per disordini del neurosviluppo
Rainbow Academy: l’importanza di sensibilizzare sulle minoranze sessuali
Dott.ssa Cristina Panisi
Pediatra, Ph.D in Psicologia, Neuroscienze e Statistica Medica, presso Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone. L’attività clinica e di ricerca è rivolta principalmente alle persone nello spettro autistico, per gli aspetti biologici, psicopedagogici e sociali. Collabora con numerosi enti, tra cui lo SPAEE (Servizio di Psicologia dell’Apprendimento e dell’Educazione in Età Evolutiva) e il CeDisMa (Centro Studi e Ricerche sulla Disabilità e Marginalità) dell’Università Cattolica di Milano. È parte del panel dei docenti di SOMA per i disordini del neurosviluppo e inquadramento sistemico delle malattie infiammatorie, con particolare riferimento ai disturbi del sistema nervoso.
“Prospettiva dinamica e sistemica per disordini del neurosviluppo”
Il recente rapido aumento dei disordini del neurosviluppo è motivo di crescente preoccupazione e impegno per il sistema sanitario, socio-assistenziale ed educativo. A partire dalla ampia transizione epidemiologica degli ultimi decenni – non riguardante solamente il sistema nervoso – il modello patogenetico in chiave epigenetica fornirà gli spunti per riflettere sulla trasformazione del percorso prevenzione, diagnosi e assistenza. Lo spettro autistico verrà proposto come condizione paradigmatica di complessi bisogni di salute, da affrontare secondo una prospettiva dinamica e sistemica.

Approfondisci il tema del webinar sul blog

Prospettiva dinamica e sistemica per disordini del neurosviluppo
Dott.ssa Carol Giannotti
Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale in formazione. Lavoro con adolescenti, adulti e coppie. Nel corso degli anni ha maturato esperienza in vari contesti di cura, svolgendo attività di supporto psicologico, valutazione psicodiagnostica e conduzione di gruppi. Nel 2021, insieme al collega dott. Filippo Gazzaniga e grazie al supporto del “CMO – Centro di medicina Osteopatica e Terapie Integrate”, ha dato vita al progetto “Rainbow Academy”, una serie di workshop dedicati all’approfondimento di tematiche riguardanti l’identità sessuale e l’omotransnegatività.
Dott. Filippo Gazzaniga
Psicologo clinico e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale in formazione. Negli anni ha maturato diverse esperienze svolgendo colloqui individuali e conducendo gruppi terapeutici di reparto presso strutture psichiatriche e centri di psicoterapia. Negli ultimi anni, ha maturato insieme alla collega Carol Giannotti un forte interesse per le tematiche relative all’orientamento sessuale e all’identità di genere, condividendo con lei l’importanza di promuovere relativi interventi di sensibilizzazione. A tal proposito, ha collaborato per la progettazione dell’iniziativa “Rainbow Academy” presso il CMO (Centro di Medicina Osteopatica e Terapie Integrate) di Firenze.
“Rainbow Academy: l'importanza di sensibilizzare sulle minoranze sessuali e affettive nella quotidianità e nella professione”
Tutti noi potremmo avere determinati stereotipi, i quali, possono essere definiti come idee preconcette, prevenute e generalizzate su di un gruppo (o persona in quanto membro di quel gruppo) e spesso sono basate su alcune caratteristiche, per esempio: identità di genere, orientamento sessuale o sesso. L’erronea generalizzazione causata dagli stereotipi potrebbe sfociare in alcuni nostri atteggiamenti pregiudiziali.

Approfondisci il tema del webinar sul blog

Rainbow Academy: l’importanza di sensibilizzare sulle minoranze sessuali
Dott. Antonio Urso
Laurea magistrale in scienze motorie, Master 1° livello In recupero e riatletizzazione Sportiva, Master 2° livello in neurifisiologia e psicologia dello sport.
12 volte campione italiano.
È stato allenatore della nazionale femminile di pesistica. Presidente FIPE (Federazione Italiana Pesistica). Presidente onorario, dopo molti anni di presidenza, della EWF federazione europea pesistica.
Direttore della rivista internazionale EWF Scientific Magazine. Direttore della rivista Strength and Conditioning.
Autore di svariate pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali. Autore di vari libri, tradotti anche in altre lingue, sempre sui temi di allenamento e preparazione atletica, sia per pesistica che per gli altri sport.
Sotto la sua presidenza, la FIPE sta vivendo una costante crescita, culminata nella conquista di svariate medaglie olimpiche, mondiali ed europee. Il suo lavoro si contraddistingue per una severissima lotta al doping e alla corruzione a livello nazionale ed internazionale.
Organizzatore della FIPE Strength Academy, ossia la scuola Nazionale di Formazione, Certificazione, Alta Specializzazione e Aggiornamento della Federazione Italiana Pesistica.
“Pesistica: sport e preparazione atletica per tutti gli sport”
Una caratteristica peculiare della pesistica è che, nonostante il passare del tempo, è capace di ringiovanire, di non lasciarsi rughe, ma al contrario, di sapersi adattare al tempo, alle esigenze dello sport moderno e di ogni atleta che vuole sviluppare la propria forza. In questo webinar verranno presi in considerazione tutti gli strumenti per trasferire questo modello di allenamento ad altri sport: dalla corretta tecnica di sollevamento, alla prevenzione e correzione degli errori, così come, alla distribuzione del carico e dell’intensità di allenamento, prendendo in esame vari modelli di prestazione sportiva, consigliando per ognuno di loro il metodo di allenamento. Verranno analizzati inoltre argomenti come la composizione corporea e l’influenza che la stessa ha sulla prestazione di forza, la prevenzione dei traumi, così come, illustrati concetti di riabilitazione funzionale. L’allenamento della forza generale e specifico di ogni sport non può non avere correlazione con il metodo di allenamento della pesistica, ne è convinta la FIPE (Federazione Italiana Pesistica), il suo staff tecnico e scientifico e la NSCA-ltalia.
Dott. Marco Lombardi
Dopo aver conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Brescia, ha intrapreso il percorso di specializzazione in Patologia Clinica e Biochimica Clinica presso lo stesso ateneo, è attualmente socio con la Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica. Coltiva la passione per la Nutrizione Umana, l’Integrazione Alimentare e l’Endocrinologia anche nell’ambito sportivo. I suoi interventi sono richiesti nei più prestigiosi convegni sulla medicina di laboratorio, la nutrizione e la medicina funzionale.
“Esami di laboratorio: presente e futuro della medicina integrata”
Negli ultimi anni la comunità medico scientifica sta sempre di più considerando il ruolo dell’infiammazione come processo in grado di favorire l’insorgenza e/o il mantenimento di molteplici condizioni patologiche. In particolare, l’attenzione è puntata sulla cosiddetta “infiammazione cronica di basso grado” (o low grade inflammation in inglese) in quanto ha delle caratteristiche peculiari che andremo di seguito a riassumere. Noi tutti conosciamo l’importanza dell’infiammazione acuta, la quale interviene ad esempio quando vi è da eliminare un’infezione o riparare una lesione. Il fatto di essere acuta, esprime un fenomeno di breve durata temporale e che serve per riportare l’organismo ad uno stato di salute e benessere.

Discorso ovviamente diverso quando entriamo nel campo dell’infiammazione cronica. In questo caso i livelli infiammatori non si autolimitano nel tempo ma rimangono persistentemente elevati a bassi livelli, rendendo il quadro dei sintomi poco evidente solitamente per diverso tempo.

Approfondisci il tema del webinar sul blog

Pesistica: sport e preparazione atletica per tutti gli sport
Esami di laboratorio: presente e futuro della medicina integrata
Dott. Antonio Urso
Laurea magistrale in scienze motorie, Master 1° livello In recupero e riatletizzazione Sportiva, Master 2° livello in neurifisiologia e psicologia dello sport.
12 volte campione italiano.
È stato allenatore della nazionale femminile di pesistica. Presidente FIPE (Federazione Italiana Pesistica). Presidente onorario, dopo molti anni di presidenza, della EWF federazione europea pesistica.
Direttore della rivista internazionale EWF Scientific Magazine. Direttore della rivista Strength and Conditioning.
Autore di svariate pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali. Autore di vari libri, tradotti anche in altre lingue, sempre sui temi di allenamento e preparazione atletica, sia per pesistica che per gli altri sport.
Sotto la sua presidenza, la FIPE sta vivendo una costante crescita, culminata nella conquista di svariate medaglie olimpiche, mondiali ed europee. Il suo lavoro si contraddistingue per una severissima lotta al doping e alla corruzione a livello nazionale ed internazionale.
Organizzatore della FIPE Strength Academy, ossia la scuola Nazionale di Formazione, Certificazione, Alta Specializzazione e Aggiornamento della Federazione Italiana Pesistica.
“Pesistica: sport e preparazione atletica per tutti gli sport”
Una caratteristica peculiare della pesistica è che, nonostante il passare del tempo, è capace di ringiovanire, di non lasciarsi rughe, ma al contrario, di sapersi adattare al tempo, alle esigenze dello sport moderno e di ogni atleta che vuole sviluppare la propria forza. In questo webinar verranno presi in considerazione tutti gli strumenti per trasferire questo modello di allenamento ad altri sport: dalla corretta tecnica di sollevamento, alla prevenzione e correzione degli errori, così come, alla distribuzione del carico e dell’intensità di allenamento, prendendo in esame vari modelli di prestazione sportiva, consigliando per ognuno di loro il metodo di allenamento. Verranno analizzati inoltre argomenti come la composizione corporea e l’influenza che la stessa ha sulla prestazione di forza, la prevenzione dei traumi, così come, illustrati concetti di riabilitazione funzionale. L’allenamento della forza generale e specifico di ogni sport non può non avere correlazione con il metodo di allenamento della pesistica, ne è convinta la FIPE (Federazione Italiana Pesistica), il suo staff tecnico e scientifico e la NSCA-ltalia.
Pesistica: sport e preparazione atletica per tutti gli sport
Dott. Marco Lombardi
Dopo aver conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Brescia, ha intrapreso il percorso di specializzazione in Patologia Clinica e Biochimica Clinica presso lo stesso ateneo, è attualmente socio con la Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica. Coltiva la passione per la Nutrizione Umana, l’Integrazione Alimentare e l’Endocrinologia anche nell’ambito sportivo. I suoi interventi sono richiesti nei più prestigiosi convegni sulla medicina di laboratorio, la nutrizione e la medicina funzionale.
“Esami di laboratorio: presente e futuro della medicina integrata”
Negli ultimi anni la comunità medico scientifica sta sempre di più considerando il ruolo dell’infiammazione come processo in grado di favorire l’insorgenza e/o il mantenimento di molteplici condizioni patologiche. In particolare, l’attenzione è puntata sulla cosiddetta “infiammazione cronica di basso grado” (o low grade inflammation in inglese) in quanto ha delle caratteristiche peculiari che andremo di seguito a riassumere. Noi tutti conosciamo l’importanza dell’infiammazione acuta, la quale interviene ad esempio quando vi è da eliminare un’infezione o riparare una lesione. Il fatto di essere acuta, esprime un fenomeno di breve durata temporale e che serve per riportare l’organismo ad uno stato di salute e benessere.

Discorso ovviamente diverso quando entriamo nel campo dell’infiammazione cronica. In questo caso i livelli infiammatori non si autolimitano nel tempo ma rimangono persistentemente elevati a bassi livelli, rendendo il quadro dei sintomi poco evidente solitamente per diverso tempo.

Approfondisci il tema del webinar sul blog

Esami di laboratorio: presente e futuro della medicina integrata
Prof. Ferdinando Paternostro
Professore Associato di Metodi e Didattiche delle Attività Motorie presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica della Scuola di Scienze della Salute Umana – Sezione di Anatomia e Istologia – dell’Università degli Studi di Firenze e Direttore responsabile dell’Italian Journal of Anatomy and Embriology (IJAE). È stato Ricercatore e Professore Aggregato di Anatomia Umana e Responsabile dell’Orientamento della Facoltà di Medicina e Chirurgia e della Scuola di Scienza della Salute Umana.
Docente di Anatomia Umana presso i Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia e delle altre professioni sanitarie; docente per alcuni Corsi di specializzazione e Master; docente in Corsi di Anatomia settoria e di tecniche di riconoscimento topografico.
Le principali linee di ricerca sono sono: lo studio degli effetti sulla meccanica polmonare dello stress ossidativo; la valutazione anatomo-funzionale in vivo di organi ed apparati con l’utilizzo delle più recenti tecniche di imaging; l’analisi della biomeccanica del corpo attraverso network anatomici; lo sviluppo e analisi di supporti informatici per la didattica; la storia della Medicina, con particolare attenzione allo studio delle collezioni anatomiche ed alla storia dell’Anatomia; l’Anatomia macroscopica di tronchi vascolari.
“Le basi anatomo-funzionali della meccanica ventilatoria”
La variazione di volume polmonare è resa possibile tramite la costituzione della gabbia toracica e della muscolatura che la compone. Le coste sono vincolate in avanti dallo sterno attraverso le articolazioni costo-sternali, e posteriormente dalla colonna vertebrale attraverso le articolazioni costo-vertebrali.
La variazione di volume da parte della gabbia toracica avviene per aumento delle tre dimensioni della stessa in altezza, lunghezza e larghezza. L’altezza avviene per contrazione del muscolo diaframma, che si abbassa, la larghezza avviene per rotazione esterna e innalzamento delle coste, e la lunghezza per sinergia tra l’innalzamento delle coste e le modificazioni vertebrali che aumentano la curva cifotica toracica.

Un Webinar per scoprire in dettaglio la biomeccanica della ventilazione, che interessa direttamente o indirettamente tutto l’assetto osteomuscolare e nervoso del nostro corpo.

Dott.ssa Pepe
Professore Associato di Patologia clinica nel Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica all’Università degli Studi di Firenze.
Fin dall’inizio delle sue ricerche, ha associato alla ricerca l’applicazione dei dati che otteneva nell’ambito della diagnostica clinica sia con tecniche di biochimica sia con tecniche di genetica e biologia molecolare con la conseguente applicazione nella diagnosi prenatale, nel consultorio genetico e nella prevenzione di alcune malattie.

Laurea in Medicina e Chirurgia, Magna cum laude, alla seconda Università di Napoli (1978)
Specializzazione in Ematologia, Magna cum laude, all’Università di Pavia (1981)
1979-1982 “Visiting Fellow” nella Clinical Hematology Branch NHLBI, NIH, Bethesda, MD, U.S.A. 1982-1983 “Research Specialist III” nel Department of Obstetric and Gynecology, Rutgers Medical School, UMDNJ, Piscataway, New Jersey
1984-2002 Ricercatore universitario prima nella sezione genetica umana e poi biochimica clinica del dip. di Medicina Interna, Università di Tor Vergata, Roma
Dal 2002 Prof. Associato di Patologia Clinica, Dip Area Medico-Chirurgica, ora Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università di Firenze. Dirigente del Centro Regionale di Riferimento per Interessi di ricerca principali, malattie rare: Clinica, biochimica e genetica delle talassemie ed emoglobinopatie
Patologie ereditarie del tessuto connettivo
Aneurismi ereditari sindromici e non sindromici dell’aorta toracica
Per alcuni anni consulente per patologie ereditarie del tessuto connettivo prima dell’ospedale Gaslini di Genova e poi dell’ospedale Bambino Gesù di Roma.
Revisore di progetti Telethon francese e spagnolo
Revisore di progetti per il Ministero della Sanità israeliano e tedesco.
2019: Editore ospite su invito per Genes: Marfan syndrome and related disorders: Genetic Basis, Molecular Mechanisms, and genotype-phenotype correlations.
Dal 2020: Editorial Board Member of “Genes” 2021
Co-Editore ospite su invito per Diagnostics: Special Issue on “Thoracic Aortic Disease: From Bench to Bedside”
Dal 1996 Responsabile CRR sindrome di Marfan e patologie correlate
Dal 2016 Membro del gruppo europeo sulle malattie rare VASCERN
Dal 2018 Responsabile Centro di Ricerca e Innovazione per la sindrome di Marfan e patologie correlate
Dal 2021 Responsabile regionale , regione Toscana, delle malattie vascolari rare
Autrice di più di 130 articoli pubblicati su riviste internazionali con impact factor

“Nature and Nurture. L'epigenetica e il suo impatto sulle patologie umane”
Le malattie ereditarie nell’uomo si dividono in due grandi gruppi: le malattie monogeniche e le malattie multifattoriali. Le malattie monogeniche sono quelle correlate a mutazioni in un singolo gene e si riscontrano più facilmente o fin da piccoli o in giovane età, mentre le malattie multifattoriali rappresentano le malattie dell’invecchiamento.

Approfondisci il tema del webinar sul blog

Le basi anatomo-funzionali della meccanica ventilatoria
Nature and Nurture. L'epigenetica e il suo impatto sulle patologie umane
Prof. Ferdinando Paternostro
Professore Associato di Metodi e Didattiche delle Attività Motorie presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica della Scuola di Scienze della Salute Umana – Sezione di Anatomia e Istologia – dell’Università degli Studi di Firenze e Direttore responsabile dell’Italian Journal of Anatomy and Embriology (IJAE). È stato Ricercatore e Professore Aggregato di Anatomia Umana e Responsabile dell’Orientamento della Facoltà di Medicina e Chirurgia e della Scuola di Scienza della Salute Umana.
Docente di Anatomia Umana presso i Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia e delle altre professioni sanitarie; docente per alcuni Corsi di specializzazione e Master; docente in Corsi di Anatomia settoria e di tecniche di riconoscimento topografico.
Le principali linee di ricerca sono sono: lo studio degli effetti sulla meccanica polmonare dello stress ossidativo; la valutazione anatomo-funzionale in vivo di organi ed apparati con l’utilizzo delle più recenti tecniche di imaging; l’analisi della biomeccanica del corpo attraverso network anatomici; lo sviluppo e analisi di supporti informatici per la didattica; la storia della Medicina, con particolare attenzione allo studio delle collezioni anatomiche ed alla storia dell’Anatomia; l’Anatomia macroscopica di tronchi vascolari.
“Le basi anatomo-funzionali della meccanica ventilatoria”
La variazione di volume polmonare è resa possibile tramite la costituzione della gabbia toracica e della muscolatura che la compone. Le coste sono vincolate in avanti dallo sterno attraverso le articolazioni costo-sternali, e posteriormente dalla colonna vertebrale attraverso le articolazioni costo-vertebrali.
La variazione di volume da parte della gabbia toracica avviene per aumento delle tre dimensioni della stessa in altezza, lunghezza e larghezza. L’altezza avviene per contrazione del muscolo diaframma, che si abbassa, la larghezza avviene per rotazione esterna e innalzamento delle coste, e la lunghezza per sinergia tra l’innalzamento delle coste e le modificazioni vertebrali che aumentano la curva cifotica toracica.

Un Webinar per scoprire in dettaglio la biomeccanica della ventilazione, che interessa direttamente o indirettamente tutto l’assetto osteomuscolare e nervoso del nostro corpo.

Le basi anatomo-funzionali della meccanica ventilatoria
Dott. Pepe
Professore Associato di Patologia clinica nel Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica all’Università degli Studi di Firenze.
Fin dall’inizio delle sue ricerche, ha associato alla ricerca l’applicazione dei dati che otteneva nell’ambito della diagnostica clinica sia con tecniche di biochimica sia con tecniche di genetica e biologia molecolare con la conseguente applicazione nella diagnosi prenatale, nel consultorio genetico e nella prevenzione di alcune malattie.

Laurea in Medicina e Chirurgia, Magna cum laude, alla seconda Università di Napoli (1978)
Specializzazione in Ematologia, Magna cum laude, all’Università di Pavia (1981)
1979-1982 “Visiting Fellow” nella Clinical Hematology Branch NHLBI, NIH, Bethesda, MD, U.S.A. 1982-1983 “Research Specialist III” nel Department of Obstetric and Gynecology, Rutgers Medical School, UMDNJ, Piscataway, New Jersey
1984-2002 Ricercatore universitario prima nella sezione genetica umana e poi biochimica clinica del dip. di Medicina Interna, Università di Tor Vergata, Roma
Dal 2002 Prof. Associato di Patologia Clinica, Dip Area Medico-Chirurgica, ora Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università di Firenze. Dirigente del Centro Regionale di Riferimento per Interessi di ricerca principali, malattie rare: Clinica, biochimica e genetica delle talassemie ed emoglobinopatie
Patologie ereditarie del tessuto connettivo
Aneurismi ereditari sindromici e non sindromici dell’aorta toracica
Per alcuni anni consulente per patologie ereditarie del tessuto connettivo prima dell’ospedale Gaslini di Genova e poi dell’ospedale Bambino Gesù di Roma.
Revisore di progetti Telethon francese e spagnolo
Revisore di progetti per il Ministero della Sanità israeliano e tedesco.
2019: Editore ospite su invito per Genes: Marfan syndrome and related disorders: Genetic Basis, Molecular Mechanisms, and genotype-phenotype correlations.
Dal 2020: Editorial Board Member of “Genes” 2021
Co-Editore ospite su invito per Diagnostics: Special Issue on “Thoracic Aortic Disease: From Bench to Bedside”
Dal 1996 Responsabile CRR sindrome di Marfan e patologie correlate
Dal 2016 Membro del gruppo europeo sulle malattie rare VASCERN
Dal 2018 Responsabile Centro di Ricerca e Innovazione per la sindrome di Marfan e patologie correlate
Dal 2021 Responsabile regionale , regione Toscana, delle malattie vascolari rare
Autrice di più di 130 articoli pubblicati su riviste internazionali con impact factor

“Nature and Nurture. L'epigenetica e il suo impatto sulle patologie umane”
Le malattie ereditarie nell’uomo si dividono in due grandi gruppi: le malattie monogeniche e le malattie multifattoriali. Le malattie monogeniche sono quelle correlate a mutazioni in un singolo gene e si riscontrano più facilmente o fin da piccoli o in giovane età, mentre le malattie multifattoriali rappresentano le malattie dell’invecchiamento.

Approfondisci il tema del webinar sul blog

Nature and Nurture. L'epigenetica e il suo impatto sulle patologie umane
Dott. Massimo Agnoletti
Psicologo, ricercatore e docente universitario, abbina l’esperienza clinica all’attività scientifica. Utilizza un approccio PNEI nei suoi settori specialistici che sono lo Stress, la Prospettiva Temporale, il Flow, la Psicologia Epigenetica e la Variabilità Cardiaca.
Collabora da anni con il prof. Phil Zimbardo (Stanford University) fondatore della Prospettiva Temporale.
“La Prospettiva Temporale in ottica PNEI”
Mario è una persona che rimane molto spesso ancorata nei suoi ricordi, sua moglie è morta due anni fa e lui rimugina continuamente la sua perdita. Mario è bloccato nel suo passato e non riesce a godersi né il presente né avere fiducia sul Futuro.

Stefano invece è uno studente universitario che seppur molto in ritardo con la sua tabella di marcia, trova sempre nel Presente qualcosa di più piacevole da fare (stare in buona compagnia, guardare le sue serie tv preferite, etc.) rispetto a prepararsi per gli esami che avrà tra qualche settimana. Stefano è bloccato nel suo Presente a spese del suo Futuro.

Cinzia è un avvocato di successo che con molto impegno e determinazione è riuscita ad ottenere molti risultati professionali che le permettono di prosperare economicamente ma lavora ininterrottamente anche durante il weekend, non ha mai tempo per gli amici e fa fatica a rilassarsi. Cinzia è bloccata in un Futuro costituito da obiettivi professionali da inseguire a scapito del suo Presente.

Approfondisci il tema del webinar sul blog

Dott.ssa Ilaria Demori
Presto disponibile
“Asse cervello-intestino e microbiota: la base per la salute psicofisica”
Ormai sappiamo che ogni individuo non è in realtà un “io” ma un “noi”, un meta-organismo nel quale il numero delle cellule microbiche, secondo le stime più recenti, è pari o superiore a quello delle cellule somatiche, attestandosi tra un minimo di 3,9 x 10¹³ e un massimo di 10¹⁴. I microrganismi si trovano su tutti gli epiteli che vengono a contatto con l’ambiente esterno, ma anche in siti fino a pochi anni fa ritenuti sterili, come, ad es., l’ambiente uterino durante la gravidanza.

Approfondisci il tema del webinar sul blog

La Prospettiva Temporale in ottica PNEI
Asse cervello-intestino e microbiota: la base per la salute psicofisica
Dott. Massimo Agnoletti
Psicologo, ricercatore e docente universitario, abbina l’esperienza clinica all’attività scientifica. Utilizza un approccio PNEI nei suoi settori specialistici che sono lo Stress, la Prospettiva Temporale, il Flow, la Psicologia Epigenetica e la Variabilità Cardiaca.
Collabora da anni con il prof. Phil Zimbardo (Stanford University) fondatore della Prospettiva Temporale.
“La Prospettiva Temporale in ottica PNEI”
Mario è una persona che rimane molto spesso ancorata nei suoi ricordi, sua moglie è morta due anni fa e lui rimugina continuamente la sua perdita. Mario è bloccato nel suo passato e non riesce a godersi né il presente né avere fiducia sul Futuro.

Stefano invece è uno studente universitario che seppur molto in ritardo con la sua tabella di marcia, trova sempre nel Presente qualcosa di più piacevole da fare (stare in buona compagnia, guardare le sue serie tv preferite, etc.) rispetto a prepararsi per gli esami che avrà tra qualche settimana. Stefano è bloccato nel suo Presente a spese del suo Futuro.

Cinzia è un avvocato di successo che con molto impegno e determinazione è riuscita ad ottenere molti risultati professionali che le permettono di prosperare economicamente ma lavora ininterrottamente anche durante il weekend, non ha mai tempo per gli amici e fa fatica a rilassarsi. Cinzia è bloccata in un Futuro costituito da obiettivi professionali da inseguire a scapito del suo Presente.

Approfondisci il tema del webinar sul blog

La Prospettiva Temporale in ottica PNEI
Dott.ssa Ilaria Demori
Presto disponibile
“Asse cervello-intestino e microbiota: la base per la salute psicofisica”
Ormai sappiamo che ogni individuo non è in realtà un “io” ma un “noi”, un meta-organismo nel quale il numero delle cellule microbiche, secondo le stime più recenti, è pari o superiore a quello delle cellule somatiche, attestandosi tra un minimo di 3,9 x 10¹³ e un massimo di 10¹⁴. I microrganismi si trovano su tutti gli epiteli che vengono a contatto con l’ambiente esterno, ma anche in siti fino a pochi anni fa ritenuti sterili, come, ad es., l’ambiente uterino durante la gravidanza.

Approfondisci il tema del webinar sul blog

Asse cervello-intestino e microbiota: la base per la salute psicofisica
Dott. Francesco Bottaccioli
Laureato in Filosofia e Storia della scienza ed in Neuroscienze cognitive e Psicologia. È membro della direzione scientifica e docente dei Master in Psiconeuroendocrinoimmunologia delle Università degli Studi dell’Aquila. Ha fondato la Società Italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia (SIPNEI) ed attualmente il Presidente onorario. Ha pubblicato numerosi articoli, saggi e libri, tra cui “PNEI e scienza della cura integrata. il Manuale”, tradotto in inglese e spagnolo.
Ha fondato e dirige le riviste scientifiche della SIPNEI, Pnei News e Pnei Review. È membro della New York Academy of Sciences, dell’American Psychosomatic Society, della International Society of Psychoneuroendocrinology e della Società Italiana di antropologia medica.
“Il paradigma: la parola chiave nella scienza. Esempi: in immunologia, in psichiatria, in geriatria”
(dall’EDITORIALE del numero 2/2021 di PNEI Review, rivista della SIPNEI edita da Franco Angeli)
L’immunologia non cessa di stupirci. Uno studio (Katzmarski et al., 2021) ha documentato che le cellule mieloidi del topolino da esperimento, che è entrato in contatto con un microrganismo infettivo, conservano la memoria dell’incontro e la trasmettono alle due generazioni successive.
Cadono con questa ricerca due dogmi.

Continua a leggere l’articolo sul blog

Dott. Davide Antichi
Estetista, farmacista, chimico cosmetologo ed esperto di Cosmetologia Funzionale, con particolare riferimento a Healthy Ageing e Cellulite, oltre che di Benessere, SPA e Marketing della Bellezza.
Ricercatore nelle aree dell’Estetica e del Benessere, con diversi brevetti all’attivo e formulatore esperto nello Skin Care, con più di un migliaio di formulazioni di successo.
Ha creato e diretto, nel tempo, decine di lanci di marchi, linee o concept ed ha realizzato moltissimi protocolli e metodologie di Estetica e Benessere, integrandole in percorsi nutrizionali, di fitness e life style e curandone formazione e implementazione.
Imprenditore, start-upper e formatore, ha creato Beautycians, la community professionale dell’estetica e del benessere più dinamica del web, ora la prima public company di estetiste per le estetiste.
“Estetica, bellezza e benessere in ottica PNEI - La felicità è il segreto di ogni bellezza. Non c’è bellezza senza felicità”
La felicità è il segreto di ogni bellezza. Non c’è bellezza senza felicità.
Da tempo ormai consideriamo bellezza e benessere come due facce di una stessa medaglia, variabili strettamente interconnesse.
E se, da una parte, ci è piuttosto chiaro come, da un punto di vista strettamente psicologico, la bellezza, o meglio la sua “consapevolezza” sia una componente determinante per sostenere auto-stima e senso di realizzazione è un po’ meno evidente come i diversi trattamenti estetici possano, nel loro insieme, contribuire a raggiungere e mantenere una diffusa condizione di benessere.
PNEI, discipline corporee e moderna cosmetologia si alleano quindi per fornire all’estetista un insieme di strumenti efficaci e di grande spessore scientifico per offrire alla propria clientela risultati duraturi di bellezza e benessere.

Approfondisci il tema del webinar sul blog

Il paradigma: la parola chiave nella scienza. Esempi: in immunologia, in psichiatria, in geriatria
Estetica, Bellezza e Benessere in ottica PNEI | Dottor D. Antichi
Dott. Francesco Bottaccioli
Laureato in Filosofia e Storia della scienza ed in Neuroscienze cognitive e Psicologia. È membro della direzione scientifica e docente dei Master in Psiconeuroendocrinoimmunologia delle Università degli Studi dell’Aquila. Ha fondato la Società Italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia (SIPNEI) ed attualmente il Presidente onorario. Ha pubblicato numerosi articoli, saggi e libri, tra cui “PNEI e scienza della cura integrata. il Manuale”, tradotto in inglese e spagnolo.
Ha fondato e dirige le riviste scientifiche della SIPNEI, Pnei News e Pnei Review. È membro della New York Academy of Sciences, dell’American Psychosomatic Society, della International Society of Psychoneuroendocrinology e della Società Italiana di antropologia medica.
“Il paradigma: la parola chiave nella scienza. Esempi: in immunologia, in psichiatria, in geriatria”
(dall’EDITORIALE del numero 2/2021 di PNEI Review, rivista della SIPNEI edita da Franco Angeli)
L’immunologia non cessa di stupirci. Uno studio (Katzmarski et al., 2021) ha documentato che le cellule mieloidi del topolino da esperimento, che è entrato in contatto con un microrganismo infettivo, conservano la memoria dell’incontro e la trasmettono alle due generazioni successive.
Cadono con questa ricerca due dogmi.

Continua a leggere l’articolo sul blog

Il paradigma: la parola chiave nella scienza. Esempi: in immunologia, in psichiatria, in geriatria
Dott. Davide Antichi
Estetista, farmacista, chimico cosmetologo ed esperto di Cosmetologia Funzionale, con particolare riferimento a Healthy Ageing e Cellulite, oltre che di Benessere, SPA e Marketing della Bellezza.
Ricercatore nelle aree dell’Estetica e del Benessere, con diversi brevetti all’attivo e formulatore esperto nello Skin Care, con più di un migliaio di formulazioni di successo.
Ha creato e diretto, nel tempo, decine di lanci di marchi, linee o concept ed ha realizzato moltissimi protocolli e metodologie di Estetica e Benessere, integrandole in percorsi nutrizionali, di fitness e life style e curandone formazione e implementazione.
Imprenditore, start-upper e formatore, ha creato Beautycians, la community professionale dell’estetica e del benessere più dinamica del web, ora la prima public company di estetiste per le estetiste.
“Estetica, bellezza e benessere in ottica PNEI - La felicità è il segreto di ogni bellezza. Non c’è bellezza senza felicità”
La felicità è il segreto di ogni bellezza. Non c’è bellezza senza felicità.
Da tempo ormai consideriamo bellezza e benessere come due facce di una stessa medaglia, variabili strettamente interconnesse.
E se, da una parte, ci è piuttosto chiaro come, da un punto di vista strettamente psicologico, la bellezza, o meglio la sua “consapevolezza” sia una componente determinante per sostenere auto-stima e senso di realizzazione è un po’ meno evidente come i diversi trattamenti estetici possano, nel loro insieme, contribuire a raggiungere e mantenere una diffusa condizione di benessere.
PNEI, discipline corporee e moderna cosmetologia si alleano quindi per fornire all’estetista un insieme di strumenti efficaci e di grande spessore scientifico per offrire alla propria clientela risultati duraturi di bellezza e benessere.

Approfondisci il tema del webinar sul blog

Estetica, Bellezza e Benessere in ottica PNEI | Dottor D. Antichi
Dott. Marco Bonifazi
Laureato in Medicina e Chirurgia e specialista in Medicina dello Sport, è professore universitario di II fascia nel SSD BIO/09 – Fisiologia presso l’Università di Siena.
Negli ultimi trentanni ha sviluppato linee di ricerca riguardanti gli adattamenti all’esercizio fisico, il controllo motorio e la valutazione funzionale dell’efficienza fisica, con particolare riferimento al nuoto. È autore di oltre 100 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali.
In ambito sportivo, è coordinatore tecnico dei settori agonistici della Federazione Italiana Nuoto, coordinatore tecnico del Centro Studi e Ricerche e presidente della Commissione medica della stessa Federazione.
Ha partecipato, prima come medico e poi come dirigente tecnico a nove edizioni consecutive dei Giochi Olimpici, dal 1988 al 2021. Nel 2015 è stato insignito della Stella d’argento al merito sportivo da parte del CONI.
"Adattamento e maladattamento dell'atleta in risposta al programma di preparazione”
L’allenamento non può essere concepito solo come un insieme di attività che comportano impegno e fatica. il recupero, sia attivo sia passivo, deve essere considerato parte integrante del processo complessivo di allenamento altrimenti gli adattamenti potrebbero non realizzarsi.

Secondo la teoria della supercompensazione, il carico di lavoro (applicato per giorni o settimane) induce un disturbo dell’equilibrio omeostatico che a sua volta causa una riduzione della capacità di prestazione. Durante la fase successiva di recupero attivo, la capacità di prestazione recupera sino a superare i livelli iniziali (super-compensazione). Se poi mancano nuovi stimoli allenanti, la capacità di prestazione si stabilizza nuovamente al livello iniziale, determinato dalle caratteristiche genetiche dell’atleta. Secondo questa teoria, il miglioramento della prestazione si realizza quando si sommano in modo efficace i processi di super-compensazione per i diversi requisiti da cui la prestazione dipende.

Continua a leggere l’articolo sul blog

Dott. Lino Missio
Psicologo, ipnologo e filosofo della mente. Uno dei massimi esperti nel campo dell’ipnosi. Ha sviluppato un suo personale metodo di induzione ipnotica chiamato: Ipnokinesi. Si è laureato in Psicologia all’Università di Pavia e in Filosofia all’Università di Genova. Ha conseguito il Master di secondo Livello in Psiconeuroendocrinoimmunologia all’Università dell’Aquila. Svolge da anni attività di Formazione e Docenza nel campo della Crescita e del Potenziamento Personale. Tra i suoi libri pubblicati ricordiamo: Prendi la Vita con Psicofilosofia (2021); Cosa vedo in te, Macro Edizioni, Cesena (2011); Il cervello e la sua coscienza, Erga Edizioni, Genova (2002).
Dott. Giorgio Tonoli
Laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria, collaboratore esterno presso il centro dipartimentale di laser terapia e laser chirurgia dell’Università di Genova (D.I.S.T.BI.M.O),
Docente al corso annuale “il Sistema Stomatognatico nel contesto Posturale” ed al corso in 2 stage “Valutazione e Terapia Manuale delle Asimmetrie del Distretto Cranio Cervico Mandibolare” presso la Scuola di Osteopatia di Roma C.R.O.M.O.N. Master in Posturologia clinica presso l’Università di Pisa ed Diploma di Osteopata. E’ stato responsabile scientifico del Master di primo livello “Posturologia clinica odontoiatrica: dalle tecniche manuali al Laser”.
"L'ipnosi nelle professioni sanitarie, dalla psicologia, alla chirurgia per finire all'odontoiatria"
L’ipnosi è uno stato modificato di coscienza che permette ad ognuno di noi di attingere alle più potenti risorse di cui il nostro organismo dispone.
L’ipnosi non è un trattamento magico dove il soggetto ipnotizzato perde il contatto con la realtà, né tanto meno un indebolimento delle capacità mentali ed emozionali di chi si sottopone a tale pratica.
L’ipnosi è scienza. Gli studi più recenti lo dimostrano. Ed è utilizzata in diverse branche, sia della psicologia, sia della medicina.
In ambito psicologico è utilizzata nella gestione dello stress, dell’ansia, delle emozioni, per risalire alla radice di traumi, conflitti, per rafforzare l’autostima, superare insicurezze, paure, smettere di fumare, perdere peso, nelle dipendenze, ecc.
In ambito medico è utilizzata nel controllo del dolore acuto e cronico, in sala operatoria come tecnica anestetica per piccoli interventi chirurgici, nella pratica diagnostica per consentire al paziente di superare in modo tranquillo ed indolore esami clinici invasivi.
In sala parto per rendere più piacevole e meno doloroso il parto delle gestanti.
L’odontoiatria non fa eccezione! Oramai è da anni che l’ipnosi è approdata all’interno degli studi dentistici.
Essa viene utilizzata come tecnica di rilassamento per consegnare al paziente un’esperienza odontoiatrica da vivere con tranquillità senza ansia o paura.
L’ipnosi, inoltre, in ambito dentistico viene utilizzata come analgesico per calmare il dolore e come tecnica anestetica per eseguire interventi su pazienti allergici ai farmaci anestetici.

L’efficacia dell’ipnosi è oramai evidente, e spinge gli scienziati ad una continua ricerca nel settore.
Grazie agli studi incoraggianti prodotti fino ad oggi, si prevede che in futuro, sempre più professionisti sanitari, utilizzeranno l’ipnosi all’interno del loro ambito clinico.

Adattamento e maladattamento dell'atleta in risposta al programma di preparazione
L'ipnosi nelle professioni sanitarie, dalla psicologia alla chirurgia e odontoiatria
Dott. Marco Bonifazi
Laureato in Medicina e Chirurgia e specialista in Medicina dello Sport, è professore universitario di II fascia nel SSD BIO/09 – Fisiologia presso l’Università di Siena.
Negli ultimi trentanni ha sviluppato linee di ricerca riguardanti gli adattamenti all’esercizio fisico, il controllo motorio e la valutazione funzionale dell’efficienza fisica, con particolare riferimento al nuoto. È autore di oltre 100 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali.
In ambito sportivo, è coordinatore tecnico dei settori agonistici della Federazione Italiana Nuoto, coordinatore tecnico del Centro Studi e Ricerche e presidente della Commissione medica della stessa Federazione.
Ha partecipato, prima come medico e poi come dirigente tecnico a nove edizioni consecutive dei Giochi Olimpici, dal 1988 al 2021. Nel 2015 è stato insignito della Stella d’argento al merito sportivo da parte del CONI.
"Adattamento e maladattamento dell'atleta in risposta al programma di preparazione”
L’allenamento non può essere concepito solo come un insieme di attività che comportano impegno e fatica. il recupero, sia attivo sia passivo, deve essere considerato parte integrante del processo complessivo di allenamento altrimenti gli adattamenti potrebbero non realizzarsi.

Secondo la teoria della supercompensazione, il carico di lavoro (applicato per giorni o settimane) induce un disturbo dell’equilibrio omeostatico che a sua volta causa una riduzione della capacità di prestazione. Durante la fase successiva di recupero attivo, la capacità di prestazione recupera sino a superare i livelli iniziali (super-compensazione). Se poi mancano nuovi stimoli allenanti, la capacità di prestazione si stabilizza nuovamente al livello iniziale, determinato dalle caratteristiche genetiche dell’atleta. Secondo questa teoria, il miglioramento della prestazione si realizza quando si sommano in modo efficace i processi di super-compensazione per i diversi requisiti da cui la prestazione dipende.

Continua a leggere l’articolo sul blog

Adattamento e maladattamento dell'atleta in risposta al programma di preparazione
Dott. Lino Missio
Psicologo, ipnologo e filosofo della mente. Uno dei massimi esperti nel campo dell’ipnosi. Ha sviluppato un suo personale metodo di induzione ipnotica chiamato: Ipnokinesi. Si è laureato in Psicologia all’Università di Pavia e in Filosofia all’Università di Genova. Ha conseguito il Master di secondo Livello in Psiconeuroendocrinoimmunologia all’Università dell’Aquila. Svolge da anni attività di Formazione e Docenza nel campo della Crescita e del Potenziamento Personale. Tra i suoi libri pubblicati ricordiamo: Prendi la Vita con Psicofilosofia (2021); Cosa vedo in te, Macro Edizioni, Cesena (2011); Il cervello e la sua coscienza, Erga Edizioni, Genova (2002).
Dott. Giorgio Tonoli
Laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria, collaboratore esterno presso il centro dipartimentale di laser terapia e laser chirurgia dell’Università di Genova (D.I.S.T.BI.M.O),
Docente al corso annuale “il Sistema Stomatognatico nel contesto Posturale” ed al corso in 2 stage “Valutazione e Terapia Manuale delle Asimmetrie del Distretto Cranio Cervico Mandibolare” presso la Scuola di Osteopatia di Roma C.R.O.M.O.N. Master in Posturologia clinica presso l’Università di Pisa ed Diploma di Osteopata. E’ stato responsabile scientifico del Master di primo livello “Posturologia clinica odontoiatrica: dalle tecniche manuali al Laser”.
"L'ipnosi nelle professioni sanitarie, dalla psicologia, alla chirurgia per finire all'odontoiatria"
L’ipnosi è uno stato modificato di coscienza che permette ad ognuno di noi di attingere alle più potenti risorse di cui il nostro organismo dispone.
L’ipnosi non è un trattamento magico dove il soggetto ipnotizzato perde il contatto con la realtà, né tanto meno un indebolimento delle capacità mentali ed emozionali di chi si sottopone a tale pratica.
L’ipnosi è scienza. Gli studi più recenti lo dimostrano. Ed è utilizzata in diverse branche, sia della psicologia, sia della medicina.
In ambito psicologico è utilizzata nella gestione dello stress, dell’ansia, delle emozioni, per risalire alla radice di traumi, conflitti, per rafforzare l’autostima, superare insicurezze, paure, smettere di fumare, perdere peso, nelle dipendenze, ecc.
In ambito medico è utilizzata nel controllo del dolore acuto e cronico, in sala operatoria come tecnica anestetica per piccoli interventi chirurgici, nella pratica diagnostica per consentire al paziente di superare in modo tranquillo ed indolore esami clinici invasivi.
In sala parto per rendere più piacevole e meno doloroso il parto delle gestanti.
L’odontoiatria non fa eccezione! Oramai è da anni che l’ipnosi è approdata all’interno degli studi dentistici.
Essa viene utilizzata come tecnica di rilassamento per consegnare al paziente un’esperienza odontoiatrica da vivere con tranquillità senza ansia o paura.
L’ipnosi, inoltre, in ambito dentistico viene utilizzata come analgesico per calmare il dolore e come tecnica anestetica per eseguire interventi su pazienti allergici ai farmaci anestetici.

L’efficacia dell’ipnosi è oramai evidente, e spinge gli scienziati ad una continua ricerca nel settore.
Grazie agli studi incoraggianti prodotti fino ad oggi, si prevede che in futuro, sempre più professionisti sanitari, utilizzeranno l’ipnosi all’interno del loro ambito clinico.

L'ipnosi nelle professioni sanitarie, dalla psicologia alla chirurgia e odontoiatria
Dott.ssa Anna Giulia Bottaccioli
Medico Specialista in Medicina Interna e agopuntore. Professoressa di Psicosomatica PNEI nel Corso di Laurea Magistrale in Psicologia clinica Università San Raffaele Milano, e di PNEI nella clinica nei Master in PNEI all’Università dell’Aquila, coordinatrice SIPNEI Lazio, Roma. Master II livello in Dietetica e Nutrizione, perfezionamento in dieta chetogenica VLCKD.
“Il cuore delle donne: uno sguardo PNEI sulla cardiologia di genere”
Tradizionalmente considerata una patologia tipicamente maschile, i dati di letteratura più recenti testimoniano una realtà ben differente: la malattia cardiovascolare acuta e cronica può essere considerata il killer numero uno delle donne; infatti, ben 1/3 della popolazione femminile muore per cause cardiovascolari, stando ai dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) del 2013. La ricerca molecolare e clinica di base tuttavia, ha da sempre impostato i criteri diagnostici classificativi, i meccanismi patogenetici e la sperimentazione terapeutica per le patologie cardiovascolari ischemiche su trial sperimentali costituiti quasi esclusivamente da pazienti di sesso maschile. Già a partire dagli anni 2000 sono stati pubblicati lavori su scala internazionale che hanno messo in luce l’importanza della differenza di genere in salute e in malattia e importanti Istituti di ricerca come il National Institutes for Health hanno cominciato a richiedere ai vari gruppi di ricerca da loro finanziati di includere le donne nei loro trial clinici e progetti di ricerca.
Stanno quindi emergendo dati interessanti sulle differenze uomo-donna nei diversi aspetti della malattia coronarica: dall’impatto dei vari fattori di rischio cardiovascolari, dove ricordiamo che a partire dal 2004 sulla base dei risultati dell’INTERHEART STUDY è stato inserito a pieno titolo anche lo stress psico-sociale, alla presentazione clinica della sindrome coronarica acuta e alla diagnosi di infarto del miocardio, alla prognosi post-rivascolarizzazione, alla risposta alla terapia farmacologica, agli outcome clinici a medio-lungo termine dei pazienti con scompenso cardiaco post-ischemico.
L’INTERHEART STUDY ha dimostrato che i sintomi depressivi, l’elevato stress lavorativo e domestico e gli eventi negativi di vita, sono fattori che si associano ad un rischio incrementato di infarto acuto del miocardio di 3,5 volte nelle donne e di 2,6 volte negli uomini, con un rischio di popolazione del 40% nelle donne e del 25% negli uomini rispettivamente. I fattori di rischio quindi non incidono allo stesso modo nei due sessi, in quanto sono frutto di dinamiche biologiche e costrutti sociali robusti e reiterati nei secoli di storia umana.
L’importanza quindi di studiare lo stress e le sue implicazioni nella patologia cardiovascolare sembra essere diventato prioritario, dal momento che è stata osservata una maggiore vulnerabilità del cuore delle donne agli stressor emotivi, la cosiddetta ischemia miocardica indotta da stress mentale (mental stress-induced myocardial ischemia, MSIMI), la cui base fisiologica deve essere ancora compresa a pieno, sebbene siano state individuate alcune caratteristiche peculiari del sistema neurovegetativo femminile.
Vi sono poi dei fattori di rischio e/o disordini patologici tipici del sesso femminile che possono incrementare il rischio di malattia coronarica acuta, come l’ipertensione gravidica, il diabete gestazionale, l’età fertile e la menopausa.
Patologie acute del miocardio prevalenti nel sesso femminile sono poi la dissecazione spontanea coronarica, la cardiomiopatia da stress o sindrome di Takotsubo e la disfuzione microvascolare coronarica, di cui verrà fornito un aggiornamento di letteratura.
Gli approcci terapeutici alla patologia cardiovascolare femminile non possono più quindi essere incentrati sulla sola procedura di rivascolarizzazione (sebbene notevoli ritardi nella diagnosi e nel trattamento siano ancora alla base della peggiore prognosi post-infartuale proprio nella popolazione femminile), ma dovrebbero includere la gestione della salute mentale della donna e il riequilibrio dei principali sistemi biologici (endocrino, immunitario, del microbiota), sia in prevenzione primaria al fine di ridurre gli eventi cardiovascolari, sia in prevenzione secondaria, per ridurre morbilità e mortalità per cause cardiovascolari.
Dott. Giuseppe Frazzitta
Medico Specialista in Neurologia, Esperto in malattie neurodegenerative (Parkinson ed Alzheimer) è l’Ideatore del Protocollo MIRT (Multidisciplinary Intensive Rehabilitation Therapy) per la riabilitazione delle persone con Parkinson; è Responsabile del Gruppo di Neuroriabilitazione della Società Neuroscienze Ospedaliere (SNO), Consigliere del Direttivo Nazionale SNO e Socio della Società Italiana Neurologia (SIN) e Collaboratore di Istituzioni Internazionali come la Parkinson Foundation. Autore di più di 100 articoli scientifici pubblicati sulle più autorevoli riviste scientifiche indicizzate, è Presidente, Responsabile e fondatore MIRT ParkProject srl, la prima rete italiana di centri riabilitativi ambulatoriali per la riabilitazione multidisciplinare per la malattia di Parkinson.
Dott. Giampietro Gabrielli
Fisioterapista specializzato nella riabilitazione nella Malattia di Parkinson, Osteopata D.O.m.R.O.I. specializzato in PNEI, malattie croniche, degenerative e della Terza Età, ha sviluppato l’approccio MIRT ideato dal Dott. Frazzitta nella versione ambulatoriale e con il quale collabora attivamente dal 2015. È socio Sipnei, membro della Commissione Nazionale di Ricerca sulle Discipline Corporee, Coordinatore e fondatore Mirt ParkProject srl, la prima rete italiana di centri riabilitativi ambulatoriali per la riabilitazione multidisciplinare per la malattia di Parkinson.
“Malattia di Parkinson: dalla letteratura scientifica alla cura integrata”
La Malattia di Parkinson è la malattia neurodegenerativa più diffusa dopo la malattia di Alzheimer; benché non incida sulla durata della vita, ne determina una qualità tra le peggiori a confronto di altre patologie croniche, con sintomi motori e non motori invalidanti espressi in diversi gradi. Gli studi di neuroscienze degli ultimi anni confermano a pieno titolo la riabilitazione multidisciplinare come strumento indispensabile per il rallentamento dell’evoluzione della malattia; allo stesso tempo si rende necessario la presa in carico di tutti gli aspetti della salute del paziente, in modo tale che elementi estranei alla patologia non aggravino il disagio complessivo percepito e, soprattutto, non concorrano ad alimentare errati quadri clinici. In egual modo la presa in carico, sotto molteplici punti di vista, risulta fondamentale anche per tutto il nucleo familiare, elemento importante ed integrante del percorso rieducativo del paziente, promuovendo così un modello biopsicosociale di cura indispensabile per il mantenimento della migliore qualità di vita.

Bibliografia
Giladi N, Petzinger G.M., Frazzitta G., et al. (2018), “Basal ganglia and beyond: The interplay between motor and cognitive aspects in Parkinson’s disease rehabilitation”, Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 90, 294-308.
Giladi N, Bloem B.R., Frazzitta G., et al. (2020), “Recommendations for the Organization of Multidisciplinary Clinical Care Teams in Parkinson’s Disease”, J Parkinsons Dis, 10(3), 1087-1098.

Il cuore delle donne: cardiologia di genere in ottica PNEI
Malattia di Parkinson: dalla letteratura scientifica alla cura integrata
Dott.ssa Anna Giulia Bottaccioli
Medico Specialista in Medicina Interna e agopuntore. Professoressa di Psicosomatica PNEI nel Corso di Laurea Magistrale in Psicologia clinica Università San Raffaele Milano, e di PNEI nella clinica nei Master in PNEI all’Università dell’Aquila, coordinatrice SIPNEI Lazio, Roma. Master II livello in Dietetica e Nutrizione, perfezionamento in dieta chetogenica VLCKD.
“Il cuore delle donne: uno sguardo PNEI sulla cardiologia di genere”
Tradizionalmente considerata una patologia tipicamente maschile, i dati di letteratura più recenti testimoniano una realtà ben differente: la malattia cardiovascolare acuta e cronica può essere considerata il killer numero uno delle donne; infatti, ben 1/3 della popolazione femminile muore per cause cardiovascolari, stando ai dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) del 2013. La ricerca molecolare e clinica di base tuttavia, ha da sempre impostato i criteri diagnostici classificativi, i meccanismi patogenetici e la sperimentazione terapeutica per le patologie cardiovascolari ischemiche su trial sperimentali costituiti quasi esclusivamente da pazienti di sesso maschile. Già a partire dagli anni 2000 sono stati pubblicati lavori su scala internazionale che hanno messo in luce l’importanza della differenza di genere in salute e in malattia e importanti Istituti di ricerca come il National Institutes for Health hanno cominciato a richiedere ai vari gruppi di ricerca da loro finanziati di includere le donne nei loro trial clinici e progetti di ricerca.
Stanno quindi emergendo dati interessanti sulle differenze uomo-donna nei diversi aspetti della malattia coronarica: dall’impatto dei vari fattori di rischio cardiovascolari, dove ricordiamo che a partire dal 2004 sulla base dei risultati dell’INTERHEART STUDY è stato inserito a pieno titolo anche lo stress psico-sociale, alla presentazione clinica della sindrome coronarica acuta e alla diagnosi di infarto del miocardio, alla prognosi post-rivascolarizzazione, alla risposta alla terapia farmacologica, agli outcome clinici a medio-lungo termine dei pazienti con scompenso cardiaco post-ischemico.
L’INTERHEART STUDY ha dimostrato che i sintomi depressivi, l’elevato stress lavorativo e domestico e gli eventi negativi di vita, sono fattori che si associano ad un rischio incrementato di infarto acuto del miocardio di 3,5 volte nelle donne e di 2,6 volte negli uomini, con un rischio di popolazione del 40% nelle donne e del 25% negli uomini rispettivamente. I fattori di rischio quindi non incidono allo stesso modo nei due sessi, in quanto sono frutto di dinamiche biologiche e costrutti sociali robusti e reiterati nei secoli di storia umana.
L’importanza quindi di studiare lo stress e le sue implicazioni nella patologia cardiovascolare sembra essere diventato prioritario, dal momento che è stata osservata una maggiore vulnerabilità del cuore delle donne agli stressor emotivi, la cosiddetta ischemia miocardica indotta da stress mentale (mental stress-induced myocardial ischemia, MSIMI), la cui base fisiologica deve essere ancora compresa a pieno, sebbene siano state individuate alcune caratteristiche peculiari del sistema neurovegetativo femminile.
Vi sono poi dei fattori di rischio e/o disordini patologici tipici del sesso femminile che possono incrementare il rischio di malattia coronarica acuta, come l’ipertensione gravidica, il diabete gestazionale, l’età fertile e la menopausa.
Patologie acute del miocardio prevalenti nel sesso femminile sono poi la dissecazione spontanea coronarica, la cardiomiopatia da stress o sindrome di Takotsubo e la disfuzione microvascolare coronarica, di cui verrà fornito un aggiornamento di letteratura.
Gli approcci terapeutici alla patologia cardiovascolare femminile non possono più quindi essere incentrati sulla sola procedura di rivascolarizzazione (sebbene notevoli ritardi nella diagnosi e nel trattamento siano ancora alla base della peggiore prognosi post-infartuale proprio nella popolazione femminile), ma dovrebbero includere la gestione della salute mentale della donna e il riequilibrio dei principali sistemi biologici (endocrino, immunitario, del microbiota), sia in prevenzione primaria al fine di ridurre gli eventi cardiovascolari, sia in prevenzione secondaria, per ridurre morbilità e mortalità per cause cardiovascolari.
Il cuore delle donne: cardiologia di genere in ottica PNEI
Dott. Giuseppe Frazzitta
Medico Specialista in Neurologia, Esperto in malattie neurodegenerative (Parkinson ed Alzheimer) è l’Ideatore del Protocollo MIRT (Multidisciplinary Intensive Rehabilitation Therapy) per la riabilitazione delle persone con Parkinson; è Responsabile del Gruppo di Neuroriabilitazione della Società Neuroscienze Ospedaliere (SNO), Consigliere del Direttivo Nazionale SNO e Socio della Società Italiana Neurologia (SIN) e Collaboratore di Istituzioni Internazionali come la Parkinson Foundation. Autore di più di 100 articoli scientifici pubblicati sulle più autorevoli riviste scientifiche indicizzate, è Presidente, Responsabile e fondatore MIRT ParkProject srl, la prima rete italiana di centri riabilitativi ambulatoriali per la riabilitazione multidisciplinare per la malattia di Parkinson.
Dott. Giampietro Gabrielli
Fisioterapista specializzato nella riabilitazione nella Malattia di Parkinson, Osteopata D.O.m.R.O.I. specializzato in PNEI, malattie croniche, degenerative e della Terza Età, ha sviluppato l’approccio MIRT ideato dal Dott. Frazzitta nella versione ambulatoriale e con il quale collabora attivamente dal 2015. È socio Sipnei, membro della Commissione Nazionale di Ricerca sulle Discipline Corporee, Coordinatore e fondatore Mirt ParkProject srl, la prima rete italiana di centri riabilitativi ambulatoriali per la riabilitazione multidisciplinare per la malattia di Parkinson.
“Malattia di Parkinson: dalla letteratura scientifica alla cura integrata”
La Malattia di Parkinson è la malattia neurodegenerativa più diffusa dopo la malattia di Alzheimer; benché non incida sulla durata della vita, ne determina una qualità tra le peggiori a confronto di altre patologie croniche, con sintomi motori e non motori invalidanti espressi in diversi gradi. Gli studi di neuroscienze degli ultimi anni confermano a pieno titolo la riabilitazione multidisciplinare come strumento indispensabile per il rallentamento dell’evoluzione della malattia; allo stesso tempo si rende necessario la presa in carico di tutti gli aspetti della salute del paziente, in modo tale che elementi estranei alla patologia non aggravino il disagio complessivo percepito e, soprattutto, non concorrano ad alimentare errati quadri clinici. In egual modo la presa in carico, sotto molteplici punti di vista, risulta fondamentale anche per tutto il nucleo familiare, elemento importante ed integrante del percorso rieducativo del paziente, promuovendo così un modello biopsicosociale di cura indispensabile per il mantenimento della migliore qualità di vita.

Bibliografia
Giladi N, Petzinger G.M., Frazzitta G., et al. (2018), “Basal ganglia and beyond: The interplay between motor and cognitive aspects in Parkinson’s disease rehabilitation”, Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 90, 294-308.
Giladi N, Bloem B.R., Frazzitta G., et al. (2020), “Recommendations for the Organization of Multidisciplinary Clinical Care Teams in Parkinson’s Disease”, J Parkinsons Dis, 10(3), 1087-1098.

Malattia di Parkinson: dalla letteratura scientifica alla cura integrata
Prof. Stefano Pacifici
Tecnico Sanitario di Radiologia Medica con 2 Master Universitari.
È esperto in Formazione di Formatori, in Psiconcologia, in micromovimentazione e sistemi di imaging avanzato ed in senologia diagnostica e coordinamento. Docente presso l’Università di Roma la “Sapienza” in corsi di laurea e Master, presso UniCamillus International Medical University, Honorary Research Fellow presso University of Salford di Manchester e docente presso varie ASL sulla qualità tecnica nello screening mammografico.
Autore di varie pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali, attualmente editor del Journal of Advanced Health Care, autore di 4 monografie e vari capitoli in libri in ambito medico. Relatore in congressi nazionali ed internazionali in ambito senologico.
È anche componente del Comitato Scientifico Accademia di Senologia “Umberto Veronesi”, è componente del tavolo tecnico per la riorganizzazione dei programmi di screening e del Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio Nazionale Screening.
È l’attuale presidente di AITeRS (Associazione Italiana Tecnici di Radiologia Senologica), membro di FASTER (Federazione delle Associazioni Scientifiche dei Tecnici di Radiologia) e di EFRS (European Federation of Radiographers Societies) come Esperto in mammografia in rappresentanza dell’Italia. Coordinatore del Gruppo di studio nazionale Breast Imaging nella Federazione Nazionale Ordini TSRM-PSTRP.
È stato membro e consulente internazionale in varie commissioni Breast Cancer.
“Qualità e umanizzazione in Sanità. Il Compassionate care”
Oggi, il pieno riconoscimento della compassione come elemento essenziale della cura ha portato a un nuovo concetto di caring, che prende il nome di compassionate caring e che risponde appieno a quella modalità di prendersi cura in grado di soddisfare l’innato bisogno del paziente di connessione e relazione, svincolandosi da quell’immaginario che spesso continua ad associarla all’ambito palliativo. Una modalità che, al pari dell’esperienza del paziente, si è dimostrata in grado di migliorare gli outcome sanitari.
Dott. Bruno Galeazzi
Medico chirurgo con specializzazione in medicina interna. Ha lavorato alcuni anni come dirigente medico presso il Servizio per le Tossicodipendenze di Bassano del Grappa e in quel periodo ha avuto pubblicazioni scientifiche. Ha studiato Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese e nel 1996 ha studiato al Royal London Homeopathic Hospital, divenendo membro della Facoltà di Omeopatia.
Dal 1999 svolge l’attività di libero professionale, ponendo attenzione alla cura della persona nella sua totalità psicofisica utilizzando, in modo integrato, gli approcci terapeutici più adeguati in ogni situazione, con particolare attenzione per la medicina omeopatica, la fito-floriterapia e l’agopuntura.
Negli ultimi anni hanno pubblicato due articoli “Explaining homeopathy with quantum electrodynamics” e “The quantum nature of biological intelligence”, investigando il meccanismo d’azione dei medicinali omeopatici e, più in generale, le dinamiche fisiche che supportano l’ipotesi dell’unità mente-corpo.
“La medicina omeopatica: dalla ricerca alla clinica”
Le più recenti evidenze di efficacia clinica dell’omeopatia trovano nella ricerca di base un sostegno che è indirizzato alla spiegazione del meccanismo d’azione. La medicina omeopatica si presenta così nella pratica clinica come una risorsa terapeutica che è possibile aggiungere nella borsa del medico. L’omeopatia propone un modello esplicativo della salute e della malattia che, superando il riduzionismo meccanicistico, offre possibilità interpretative che dialogano non solo con la clinica convenzionale, ma anche con la psiconeuroendocrinoimmunologia e la psicosomatica. Accogliendo le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, più volte espresse nei documenti dedicati alle Medicine Tradizionali e Complementari, è possibile un modello di medicina che integri diversi approcci terapeutici, permettendo la proficua collaborazione tra esperti in discipline diverse, offrendo così ad ogni paziente il meglio che la ricerca moderna e la tradizione possono esprimere.