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Matteo Lini

Le biotipologie in osteopatia: un fondamentale strumento di valutazione

“È ormai ampiamente riconosciuto (che sia dimostrato nella pratica o no) che ciò che funziona (o non funziona) nel corpo o nella mente ha ripercussioni reciproche. È per ragioni come queste che io preferisco parlare di «unità della persona» anziché di «unità del corpo», comunicando così l’idea della totale integrazione di umanità e individualità”.
Irwin Korr

Lo studio della medicina biotipologica si basa sulla teoria delle costituzioni corporee, vale a dire raggruppare e classificare i tipi umani in base alle loro caratteristiche simili

Gli antichi greci per comprendere l’eziologia delle malattie utilizzavano la Teoria Umorale di Ippocrate: per cui esistono diversi biotipi a seconda del temperamento delle persone e lo squilibrio dei diversi umori (fluidi corporei) associati, determinavano la patologia. Nel corso degli anni lo studio delle diverse costituzioni del corpo è stato integrato con le moderne concezioni del campo dell’embriologia e dell’endocrinologia fino all’uso di marker antropometrici per determinare l’incidenza di nuove patologie. Queste conoscenze offrono al clinico uno strumento fondamentale d’interpretazione e correlazione delle caratteristiche anatomiche, funzionali, biochimiche e psicologiche di ciascun soggetto, per poterlo comprendere nel suo stato di equilibrio e nel suo orientamento verso la patologia.

Ogni persona possiede una propria precisa natura ma ciò nonostante è avvicinata a soggetti simili per affinità genetiche, culturali ed ambientali

La forma o meglio la morfologia rappresenta la chiave per valutare con più precisione i pazienti e quindi formulare un’ipotesi diagnostica più corretta. La morfologia come branca della biologia studia un organismo vivente da un punto di vista di forma e funzione. Studiando il genere umano, l’anatomia enumera ed indaga la collocazione esatta delle componenti di un organismo mentre la morfologia computa le differenze significative dei rapporti esistenti tra le varie dimensioni del corpo e le motivazioni biologiche ed epigenetiche per cui queste variazioni presero “forma”. Laddove l’anatomia indicherà diafisi e due epifisi, acetabolo e condili la morfologia vedrà che tale osso cresce di più in soggetti con particolari tratti genetici e come questa può modificare interamente la struttura anatomo-funzionale del corpo, il comportamento ed i rischi biomeccanici.

La conoscenza delle biotipologie in osteopatia permette di identificare la morfologia di ogni individuo e quindi comprendere le possibili disfunzioni fisiche, biochimiche e comportamentali. Attraverso lo studio delle costituzioni sarà più semplice individuare la primarietà dei sintomi e scegliere l’approccio terapeutico migliore.

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(Fonte immagine: docente)