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Dottori Antonio Calò e Marinella Caforio

 

La prospettiva PNEI sulle patologie autoimmuni

Le malattie autoimmuni rappresentano una sfida complessa per la medicina moderna, ma la Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) offre una chiave di lettura illuminante: il sistema immunitario non è un compartimento stagno, ma dialoga costantemente con le emozioni e il sistema nervoso. Secondo la prospettiva della LOVE Therapy, nelle patologie autoimmuni si assiste a una sorta di “corto circuito” biologico dove le difese dell’organismo, invece di proteggere il sé dai pericoli esterni, iniziano ad attaccare i tessuti del corpo stesso. Questo fenomeno riflette spesso una dinamica emotiva profonda legata a conflitti irrisolti e sentimenti di autolesionismo inconscio.

Il simbolismo emotivo: impotenza e rabbia repressa

L’integrazione della Medicina Tradizionale Cinese nella LOVE Therapy permette di mappare le emozioni collegate alle disfunzioni immunitarie. Spesso, dietro una malattia autoimmune, si cela un forte senso di impotenza e la sensazione di non poter fare ciò che si vorrebbe realmente. Il meridiano del “Triplice Riscaldatore”, ad esempio, è frequentemente coinvolto in questi quadri clinici, poiché supervisiona l’equilibrio generale dell’organismo ed è legato alla gestione delle difese. Quando un individuo vive costantemente inibendo le proprie emozioni o subendo contesti ambientali frustranti, la carica emotiva non scaricata può tradursi in una risposta immunitaria aggressiva verso il sé.

Dalla desensibilizzazione al riequilibrio immunitario

Il trattamento di queste patologie con la LOVE Therapy mira a identificare il trauma scatenante che ha alterato la risposta biologica. Attraverso il protocollo di desensibilizzazione, si lavora per ridurre l’allerta cronica del sistema nervoso (distress), permettendo al sistema immunitario di “riconoscere” nuovamente il sé come amico e non come nemico. Il miglioramento psicofisiologico che ne deriva non è solo una sensazione di benessere, ma una riprogrammazione dei meccanismi regolatori che può portare a una riduzione significativa dei sintomi e a una maggiore stabilità della patologia nel tempo.

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(Fonte immagine: IA)