Dottori Antonio Calò e Marinella Caforio
La base neuroscientifica della desensibilizzazione
Uno dei pilastri tecnici della LOVE Therapy risiede nel concetto del doppio compito (o triplo compito), basato sulle teorie di Gunter e Bonder. Il principio è semplice: richiamare alla mente un ricordo traumatico richiede un notevole impiego di risorse mentali. Se, mentre il paziente evoca il ricordo, l’operatore introduce un compito parallelo che impegna la memoria di lavoro, le risorse disponibili si distribuiscono e la carica emotiva associata al trauma tende naturalmente a diminuire.
Competizione per le risorse e riduzione del distress
Durante la seduta, si crea una sorta di competizione interna nel cervello del paziente: da una parte c’è il ricordo traumatico che cerca di occupare la scena, dall’altra c’è lo stimolo distraente proposto dal terapeuta. Questo meccanismo permette di alleggerire l’impatto del “distress” (stress negativo), evitando che il paziente venga sopraffatto dall’intensità dell’emozione. In questo modo, l’amigdala riduce la sua iperattivazione, permettendo alla neocorteccia di riprendere il controllo e lavorare meglio sui dati del trauma.
Il terapeuta come “neocorteccia aggiuntiva”
In questo processo, il terapeuta di LOVE Therapy svolge un ruolo cruciale, agendo quasi come una “neocorteccia aggiuntiva” per il paziente. Mentre il soggetto è emotivamente coinvolto nella rievocazione, l’operatore guida l’elaborazione dell’evento, aiutandolo a mantenere la giusta distanza critica dall’emozione. Questa collaborazione neurale facilita la desensibilizzazione, trasformando un ricordo doloroso e paralizzante in un’esperienza che può essere finalmente integrata in modo lucido e funzionale nel bagaglio di vita della persona.
Benefici fisiologici del riequilibrio attentivo
Il meccanismo del doppio compito non produce effetti solo a livello mentale, ma genera un cambiamento biologico misurabile. Quando l’attivazione emotiva intensa si abbassa, anche le risposte fisiologiche di allarme diminuiscono: il battito cardiaco si regolarizza, la tensione muscolare cala e i sistemi organici tornano a funzionare armoniosamente. In sintesi, quando la mente può elaborare un ricordo senza esserne travolta, il corpo riceve il segnale che il pericolo è cessato, permettendo all’intero organismo di uscire dalla modalità di allerta cronica e ritrovare la salute.
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(Fonte immagine: IA)



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