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Dottor Simone Di Pietro

L’induzione elettromagnetica: dalle basi fisiche alla medicina

La Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) rappresenta l’applicazione medica più avanzata della legge di Faraday sull’induzione elettromagnetica. Il principio è affascinante nella sua semplicità: un generatore di corrente produce impulsi elettrici intensi e brevissimi che vengono inviati a una bobina di stimolazione (coil) posizionata sullo scalpo del paziente. Questo processo permette di interagire con l’attività neuronale dall’esterno, in modo totalmente non invasivo, senza necessità di chirurgia, anestesia o sedazione. È una tecnica che trasforma un segnale elettrico in un campo magnetico capace di penetrare i tessuti per poi ridiventare segnale elettrico all’interno dei neuroni.

Dalla bobina alla corteccia: il viaggio dell’impulso

Il campo magnetico generato dal coil è estremamente potente, raggiungendo intensità comprese tra 1 e 2,5 Tesla. La caratteristica fondamentale di questo campo è la sua variabilità temporale rapida (per questo si parla di RTMS, Repetitive TMS), che gli consente di attraversare facilmente e senza dolore le barriere fisiche dello scalpo, delle ossa craniche e delle meningi. A differenza della corrente elettrica diretta, il campo magnetico non subisce una dispersione significativa, riuscendo a raggiungere la corteccia cerebrale con precisione millimetrica, sebbene la sua azione sia limitata alle strutture superficiali e non raggiunga direttamente le aree cerebrali più profonde.

La depolarizzazione neuronale: l’attivazione elettrica

Una volta che il campo magnetico raggiunge il tessuto cerebrale, induce un flusso di ioni che interagisce con le membrane dei neuroni. Se il gradiente di potenziale indotto è sufficientemente ampio, si verifica l’apertura dei canali del sodio voltaggio-dipendenti. Questo provoca l’ingresso massiccio di ioni sodio all’interno della cellula, portando alla depolarizzazione della membrana e alla generazione di un vero e proprio potenziale d’azione che si propaga lungo l’assone. In questo modo, la TMS “accende” selettivamente popolazioni di neuroni, innescando il rilascio di neurotrasmettitori nelle sinapsi e modulando l’attività dei circuiti target.

Modulare l’attività cerebrale: LTP e LTD

La vera potenza della TMS risiede nella sua capacità di indurre cambiamenti duraturi nell’eccitabilità corticale attraverso meccanismi di neuroplasticità. La direzione di questo cambiamento dipende strettamente dalla frequenza degli impulsi: le alte frequenze stimolano processi di potenziamento a lungo termine (LTP), aumentando il metabolismo e l’attività neuronale, mentre le basse frequenze inducono meccanismi di depressione a lungo termine (LTD), stabilizzando le membrane e riducendo la funzione delle aree targettizzate. Questa flessibilità permette al clinico di “riaccordare” i circuiti cerebrali che la dipendenza ha reso disfunzionali.

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(Fonte immagine: IA)