Accademia MIBES: Medicina Integrata, Benessere e Salute

Mibes pact for skills
Piattaforma eLearning

Dottori Antonio Calò e Marinella Caforio

Oltre l’esperienza individuale: la trasmissione del trauma

Uno dei concetti più affascinanti e complessi trattati nella LOVE Therapy è la transgenerazionalità traumatica. Le neuroscienze e l’epigenetica moderna confermano che il vissuto di un individuo non si esaurisce con la sua esperienza diretta, ma può lasciare tracce profonde che vengono trasmesse alle generazioni successive. Molte problematiche fisiche e psichiche che riscontriamo nei pazienti non affondano le radici solo nella loro storia personale, ma in quella dei loro antenati, come genitori, nonni o bisnonni. Questo legame invisibile agisce come un filo conduttore che trasporta memorie di eventi mai elaborati, condizionando la salute dei discendenti.

Le evidenze scientifiche: l’esperimento sui topolini

Per comprendere come un trauma possa essere ereditato senza un’esperienza diretta, la LOVE Therapy cita spesso studi scientifici condotti su modelli animali. In un esperimento emblematico, dei topolini venivano esposti a uno stimolo di stress (come un odore associato a una scossa elettrica). Sorprendentemente, i figli e i nipoti di questi topolini mostravano la stessa reazione di allarme davanti allo stimolo, pur non avendolo mai incontrato prima. È stato dimostrato che lo stress modifica i marcatori epigenetici nei gameti, trasmettendo una vulnerabilità biologica che persiste per almeno tre generazioni. Negli esseri umani, questo si traduce in schemi emotivi e fisici che il paziente “eredita” dall’ambiente familiare o attraverso il legame prenatale.

Il ruolo della LOVE Therapy nello sciogliere i nodi del passato

Nella pratica clinica della LOVE Therapy, l’operatore indaga non solo la storia del paziente, ma anche l’anamnesi transgenerazionale. Identificare se una patologia organica o un disturbo d’ansia sia legato a un trauma ereditato permette di intervenire in modo molto più efficace. Spesso, durante le sedute, emergono immagini e sentimenti che appartengono al vissuto dei genitori o dei nonni, di cui il paziente non era consapevole. Lavorare su queste memorie “velate” attraverso le tecniche di desensibilizzazione consente di liberare il soggetto da un carico che non gli appartiene, promuovendo una guarigione profonda che interrompe la catena della sofferenza familiare.

Se vuoi saperne di più, iscriviti  ora al corso “Operatore L.O.V.E. Therapy” dei Dottori Antonio Calò e Marinella Caforio, che prevede l’accreditamento di 50 ECM per TUTTE le professioni sanitarie. 

(Fonte immagine: IA)