Dottoressa Simonetta Marucci
La chimica cerebrale dietro l’impulso incontrollato per il cibo
I circuiti cerebrali del piacere e della ricompensa (Brain Reward System) giocano un ruolo cruciale nella regolazione del comportamento alimentare. Le neuroscienze evidenziano come l’assunzione di cibo possa innescare dinamiche biochimiche sovrapponibili a quelle delle sostanze da abuso. Nei pazienti affetti da disturbi nutrizionali, l’atto alimentare cessa di essere una risposta fisiologica alla fame energetica per trasformarsi in un comportamento compulsivo guidato dal desiderio di gratificazione.
L’interruttore della dipendenza: dopamina e craving
Il neurotrasmettitore dopamina è il mediatore principale dei fenomeni di craving e dipendenza alimentare. Nella clinica è fondamentale distinguere il desiderio pulsionale (wanting) dal piacere reale ottenuto dal consumo (liking), per comprendere come la ricerca compulsiva del cibo possa persistere anche quando non arreca più gratificazione. Questo squilibrio biologico altera profondamente l’autostima e rende necessari interventi mirati sui circuiti neurochimici cerebrali.
Strategie di modulazione biologica integrata
La gestione clinica del craving richiede strumenti d’avanguardia in grado di agire sulla neuromodulazione del sistema nervoso centrale in modo integrato. Chi desidera approfondire l’uso clinico di agopuntura, auricoloterapia e nutraceutica per regolare i circuiti dopaminergici può accedere al corso on-demand dell’Accademia Mibes, tenuto dalla Dott.ssa Simonetta Marucci, “Disturbi della nutrizione ed alimentazione – L’Approccio della Medicina Integrata” (50 crediti ECM, con pagamento in 3 rate), ideale per esplorare le basi neurobiologiche del comportamento alimentare.
(Fonte immagine: IA)



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