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Alessandro Bianchi, Emilia Genta, Paola Anna Sacchetti

Dopamina nel display

Le ricerche sinora effettuate sull’effetto di una permanenza eccessiva dei minori di fronte a display, vertono prevalentemente sui videogiochi e sul fenomeno della dipendenza. Da esse emerge una concordanza su effetti funzionali e strutturali nel cervello.
La review più citata, che raccoglie i risultati di 116 studi scientifici di Palaus (Palaus et al., 2017) dipinge un panorama di luci ed ombre. In positivo ha rilevato nei videogiocatori effetti nelle regioni cerebrali coinvolte nell’attenzione, come l’aumento delle dimensioni dell’ippocampo destro, che testimonierebbe una maggior efficienza delle zone implicate nella memoria visuospaziale. In negativo ha sottolineato l’inclinazione verso fenomeni di dipendenza. Sulla dipendenza si vanno raccogliendo svariati studi nuovi recenti, in gran parte da ricercatori asiatici. Relativa alla dipendenza da smartphone, la ricerca presentata nel novembre 2017 al congresso annuale della Radiological Society of North America (RSNA), da Hyung Suk Seo (Seo et al., 2017), professor of neuroradiology at Korea University di Seul, evidenzia, pur nell’esiguità del campione, nei circuiti di attivazione un’alterazione nell’equilibrio dei rapporti tra i due neurotrasmettitori: Gaba acido gammaaminobutirrico, molecola inibitoria dei segnali cerebrali, già associata in altri studi con ansia e depressione e con effetti rilevati su processi cogniti ed emozionali e Glx glutammato-glutammina, molecola eccitatoria. Il rapporto tra Gaba e Glx è una delle tipiche bilance, in cui l’alto livello dell’uno corrisponde a un basso dell’altro. Nella ricerca in questione il Gaba risulta maggiormente elevato nelle dipendenze da smartphone nella corteccia cingolata anteriore, area coinvolta nello stress psicosociale.
La presenza di due facce nella medaglia non è strana. È noto nelle dipendenze il ruolo del Circuito della ricompensa che gravita attorno alla dopamina, neurotrasmettitore che viene rilasciato ogni qual volta proviamo gratificazione. Oltre al saccarosio contenuto nel cibo spazzatura, le sostanze stupefacenti, la pornografia, i giochi d’azzardo, anche il meccanismo con cui sono creati social network e videogiochi (analogo a quello delle slot machine con ricompense successive e senza fine e stimoli a forte pregnanza di luci e colori) è un “gratificatore artificiale” dispensatore di dopamina. L’industria (alimentare, ludica, dei beni di consumo e mezzi di comunicazione) sa bene che la dopamina è loro alleata per indurre il cliente al ritorno. Esiste un efficientissimo mercato della dopamina, che si avvale di gratificatori artificiali sempre più variegati. Tanto che le dipendenze si vanno moltiplicando per tipologie.
La pandemia da Covid-19 ha spinto i ragazzi ad un maggiore utilizzo delle tecnologie aumentando il rischio di sviluppare dipendenze. È quanto mai necessario che le famiglie acquisiscano una consapevolezza del problema e non abbandonino il ruolo adulto di guida nei confronti dei figli e ricerca di una alleanza. Cosa non facile, soprattutto in preadolescenza e adolescenza perché rischia di collidere con la naturale crescente autonomia dei ragazzi e l’insofferenza verso intromissioni. Il ruolo di sostegno professionale dello psicologo su questo fenomeno in questa fase delicata è fondamentale per sostenere i genitori ed elaborare con loro strategie efficaci di intervento.

Per approfondire come poter sostenere i genitori e i loro figli nell’uso delle tecnologie, in modo che diventino uno strumento di crescita, iscriviti al webinar Quando i figli sono risucchiati dalle tecnologie.

(Fonte immagine: engin akyurt on Unsplash)

Bibliografia

  • Bianchi & Mazzucchelli (2019), Bambini nel digitale (Children in the digital), Pnei Review, 2:70-81.
  • Palaus et al. (2017), Neural Basis of Video Gaming: A Systematic Review, Front Hum Neurosci, 11:248.