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Flavia Pizzicarola

Logopedia in pillole – Il Disturbo primario del Linguaggio: La valutazione

Nell’ultimo anno della scuola materna, il bambino dovrebbe aver consolidato le competenze fonologiche e dovrebbe spontaneamente riuscire a giocare con le parole. Il riconoscimento e la corretta articolazione, la produzione e organizzazione dei diversi fonemi della lingua di riferimento,sono requisiti necessari per sviluppare al meglio la letto-scrittura.

Risulta davvero importante, quindi, intervenire sul disturbo del linguaggio precocemente, per evitare l’evoluzione dello stesso in un disturbo dell’apprendimento.

Il permanere delle difficoltà fonologiche, infatti, possono dar seguito a disturbi come dislessia e disortografia, ed inoltre difficoltà di comprensione verbale non risolte possono in seguito manifestarsi come disturbo della comprensione del testo.

Perché fare una valutazione logopedica?

La valutazione logopedica permette una distinzione clinica tra uno sviluppo del linguaggio tipico e uno atipico.  Durante la valutazione si andrà a valutare la “forma” del linguaggio del bambino, e quindi l’area fonetica-fonologica e morfo-sintattica e anche il “contenuto” relativo ad un’elaborazione semantico- lessicale. Ulteriore importanza verrà data all’uso che il bambino fa del linguaggio, a livello pragmatico e discorsivo.

Ogni aspetto citato sarà attenzionato dal punto di vista della comprensione e della produzione, dando egual importanza agli aspetti ricettivi ed espressivi.

La valutazione logopedica, inoltre prevede una osservazione qualitativa del bambino che va ad evidenziare gli aspetti emotivo-relazionali, comportamentali e ludici.

Il gioco, infatti, ci dà informazioni sullo sviluppo cognitivo e neuropsicomotorio del bambino, ci delucida riguardo le abilità e i tempi attentivi del bambino, la tolleranza della frustrazione, il rispetto delle regole e dei turni.

Conoscere, inoltre, i giochi o le attività preferite dal bambino permette al terapista di entrare in relazione nel modo più ecologico possibile, favorendo così la fiducia e la collaborazione da parte del piccolo paziente.

Gli item valutativi standardizzati e i protocolli di valutazione, aiutano poi a stilare una valutazione quantitativa, che ci permette di collocare la prestazione del bambino all’interno della media per l’età cronologica o per la classe di riferimento e di valutare di quanto tali valori si discostino dalla media.

La valutazione logopedica ci viene in aiuto anche per evidenziare le differenze tra quello che in inglese definiremmo “speech”, cioè l’atto motorio dell’espressione verbale, e “language” che rappresenta invece il pensiero linguistico, la programmazione e decodifica dei messaggi verbali.

Un problema di “speech” rimane di solito relativo all’articolazione, come nel caso del rotacismo e del sigmatismo interdentale, ovvero distorsioni della produzione che, però, non vanno ad inficiare sulla intellegibilità del messaggio, e che, a volte, diventano persino caratteristici dell’individuo (è il caso della famosa “erre moscia”, ad esempio).

Le difficoltà relative all’organizzazione e alla decodifica del pensiero linguistico possono presentarsi, a differenza di quelle articolatorie, in ogni altra sfera espressiva come quella fonologica, morfo-sintattica, lessicale o pragmatica e hanno conseguenze molto più importanti sull’intellegibilità dell’eloquio spontaneo del bambino.

In particolare, le difficoltà fonetiche-fonologiche si riscontrano attraverso la presenza, nella produzione linguistica del bambino, di processi di semplificazione che vanno ad intaccare il sistema o la struttura delle etichette verbali del modello adulto. Compito del logopedista, è dunque in sede di valutazione, andare a valutare la tipologia delle semplificazioni riportare dal bambino nel linguaggio per collocarle in uno sviluppo tipico o atipico e consigliare quindi una presa in carico logopedica.

Se ti interessa approfondire la valutazione e il trattamento dei disturbi del linguaggio per aiutare i nostri bambini ad avere un buon neurosviluppo e qualità di vita individuale e sociale, partecipa al webinar Disturbo di linguaggio e disordine fonologico: Osservazione, valutazione, trattamento, che si terrà domenica 17 dicembre 2023.

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(Fonte immagine: docente)

Bibliografia

  • Bortolini (1995), I disordini fonologici, in: Sabbadini, Manuale di neuropsicologia dell’età evolutiva, Zanichelli, Bologna.
  • Pinton et al. (2014), I disordini fonetico-fonologici, in: Marotta & Caselli (Eds.), I disturbi del linguaggio. Caratteristiche, valutazione, trattamento, Erickson, Trento.
  • Rapin & Allen (1998), The semantic-pragmatic deficit disorder: classification issues, Int J Lang Commun Disord, 33(1):82-87.
  • Sabbadini (2013), Disturbi specifici del linguaggio, disprassie e funzioni esecutive, Springer-Verlag, Milano.