Nicola Barsotti, Diego Lanaro, Marco Chiera

Corso asincrono – La PNEI e il Sistema Miofasciale

Le basi scientifiche per approcciarsi al corpo

Corso in modalità asincrona – Attestato incluso

139,00

+ IVA

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Acquistando il corso avrai in aggiunta ben 10 webinar di approfondimento, da 1 ora l’uno, che si terranno nel corso di tutto il 2022!

Durata: 14 ore
Moduli: 10
Lezioni: 24
Crediti ECM: nessuno
Programma completo in pdf: scarica

Se hai partita IVA, l'acquisto del corso è detraibile al 100% come spese di formazione secondo il D.D.L. 2233

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DESCRIZIONE DEL CORSO

Il corso approfondisce lo studio del sistema miofasciale alla luce della PNEI, ossia della psiconeuroendocrinoimmunologia, la disciplina che mostra le interazioni continue, locali e sistemiche, fra tutti gli organi e i sistemi dell’organismo, alla luce dell’unità mente-corpo.
In particolare, approfondiremo la natura della fascia e le sue relazioni con la psiche, il sistema nervoso, il sistema endocrino e il sistema immunitario, appoggiandoci in particolare alla meccanobiologia, la branca che mostra come stimoli meccanici siano in grado di indurre modifiche biochimiche fino a livello cellulare. Ciò permetterà al discente di avere le basi per nuovi approcci integrati alla prevenzione e alla terapia di varie malattie, soprattutto di tipo cronico, e di avere le conoscenze per sviluppare nuovi rapporti di collaborazione professionale.

REQUISITI PER PARTECIPARE

Il corso è aperto a tutti i professionisti sanitari, i terapeuti manuali e gli operatori di discipline corporee che vogliono comprendere il razionale scientifico in grado di spiegare la complessità del corpo umano, in particolare dei legami sistemici del sistema miofasciale, e quindi degli effetti delle terapie manuali e delle discipline corporee.
Sei un osteopata? Allora iscriviti ad un corso preparato apposta per te: PNEI e Osteopatia

FINALITÀ ED OBIETTIVI

L’obiettivo del corso, quindi, è fornire le conoscenze scientifiche per interpretare al meglio le modifiche corporee e come queste possono essere influenzate dalla salute del resto dell’organismo. In questo modo, i discenti possono organizzare più facilmente un progetto di cura integrata, e soprattutto sviluppare collaborazioni con altre figure professionali, sanitarie e non.

ELEMENTI DISTINTIVI

Il corso è tenuto da osteopati e professionisti delle discipline corporee che da oltre 10 anni studiano, pubblicano articoli ed insegnano PNEI in ambito universitario, in post-graduate ed in corsi aperti a tutte le professioni sanitarie.
Il nostro scopo, infatti, è favorire il confronto diretto tra terapeuti manuali, operatori delle discipline corporee e professionisti sanitari, in modo da favorire una collaborazione vantaggiosa tra le varie figure professionali sviluppando un sistema di lavoro innovativo e differenziante.
All’interno del piano formativo, inoltre, vengono forniti nuovi modelli di interpretazione della postura, del dolore, della manipolazione, della relazione tra struttura e funzione e molto altro ancora.
In questo modo sarà più facile sensibilizzare il paziente a diventare parte attiva del processo terapeutico.
Grazie alle potenzialità della piattaforma, sarà facile interagire con i docenti e creare gruppi di studio e di ricerca.

DOCENTI DEL CORSO

NICOLA BARSOTTI

Osteopata D.O. membro R.O.I., laurea magistrale in Scienze Riabilitative, Fisioterapista. Socio fondatore del C.M.O. Centro di Medicina Osteopatica di Firenze. Docente a contratto Master II livello Università dell’Aquila e Docente di anatomo-fisiologia del SNA e PNEI presso il C.I.O. Collegio Italiano di Osteopatia.
Coordinatore della Commissione Ricerca sulle Discipline Corporee della SIPNEI; Membro del Direttivo Nazionale della Sipnei, coordinatore C.O.M.E. Collaboration della Toscana, co-autore dei libri “La PNEI e il Sistema Miofasciale: la struttura che connette” e “La PNEI e le Discipline Corporee” e di svariate pubblicazioni scientifiche su discipline corporee e terapie manuali.

DIEGO LANARO

Osteopata D.O. membro R.O.I, Biologo Sanitario, Dottore di Ricerca (Ph.D.) in “Medicina Interna, autoimmunità e malattie dell’apparato digerente” presso l’Università degli Studi di Genova, docente Istituto Europeo per la Medicina Osteopatica e nella formazione post-laurea delle Università di Siena, Genova e Torino, Membro del Direttivo SIPNEI Liguria, della Commissione Ricerca Nazionale Discipline Corporee SIPNEI e del Direttivo della Fondazione di ricerca COME Collaboration Onlus, istruttore di Taiji Nei Dan School ASI-Coni. Autore dei libri “La PNEI e il Sistema Miofasciale: la struttura che connette”, “La PNEI e le Discipline Corporee”, “Elementi di ricerca in osteopatia e terapie manuali” e di svariate pubblicazioni scientifiche su discipline corporee e terapie manuali

MARCO CHIERA

Naturopata, laureato in “Filosofia” e in “Scienze Cognitive e Processi Decisionali”, con master di II livello in “PNEI e Scienza della Cura Integrata”. Coordinatore Commissione Ricerca sulle Discipline Corporee, SIPNEI, e Membro progetto RAISE, Fondazione COME Collaboration. Autore dei libri “La PNEI e il Sistema Miofasciale: la struttura che connette” e “La PNEI e le Discipline Corporee” e di svariate pubblicazioni scientifiche su discipline corporee e terapie manuali.

APPROFONDIMENTI DAL BLOG

Sai quali sono le cause e le terapie efficaci per la lombalgia cronica?

Le persone con lombalgia cronica spesso faticano a capire quale siano le cause di questa loro condizione, e più ancora faticano a trattarla. Se infatti da un lato esistono lombalgie con cause specifiche e potenzialmente anche gravi (es. tumori, infezioni recenti, fratture vertebrali), nella quasi totalità dei casi la lombalgia è “non specifica”, ossia non è identificabile un fattore causale alla base del dolore. Il motivo? Perché il dolore è un fenomeno percettivo complesso che, purtroppo, negli anni è stato indagato da un approccio meccanicista e riduzionista che ha mirato a definire un’alterazione della struttura anatomica come “la” causa del dolore. Continua sul blog

Cortisolo: gli effetti sulle ossa e sui muscoli in acuto e nella cronicità

In acuto il rilascio di cortisolo ha un ruolo protettivo: aiuta i muscoli e le ossa nel loro rimaneggiamento indotto da stimoli meccanici. Più specificamente, nei muscoli stimola la degradazione di proteine mentre nelle ossa attiva gli osteoclasti. Questo parziale degrado permette l’adattamento a nuovi stimoli, ricostruendo i muscoli e le ossa più forti di prima dopo ogni stress acuto. In una situazione di stress cronico, però, tali sofisticati e benefici sistemi regolatori si “starano”. Continua sul blog

La relazione tra sistema immunitario e fascia in pazienti in fase acuta

Sotto stress, gli ormoni rilasciati dalle surrenali, insieme ai neurotrasmettitori liberati in uno stato di iper-ortosimpaticotonia, hanno come bersaglio le cellule del sistema immunitario. Vediamo adesso come queste cellule modificano la fascia in uno stato di infiammazione acuta. L’eccesso del cortisolo stimola l’iperattivazione del circuito immunitario Th2 (detto anche di tipo 2) e, nello specifico, alcune cellule dell’immunità naturale: i macrofagi, i mastociti ed i neutrofili. Vediamo, uno alla volta, come queste modificano la fascia. Continua sul blog

La relazione tra sistema immunitario e fascia nel paziente cronico

Partiamo da questa considerazione: la fascia è principale terreno di azione del sistema immunitario e l’infiammazione altera la MEC. In una flogosi cronica, l’IL-1, IL-6 e TNF-α rilasciate da fibroblasti, adipociti, mastociti, linfociti e/o cellule vascolari (tutte presenti nel tessuto connettivo) provocano un aumento di MEC e di MMP. Quali sono le conseguenze? Aperture della fascia successivamente riempite da fibre, fibrosi, anche estese, e sostituzione del tessuto epiteliale, muscolare o nervoso originario, con fibre connettivali. Continua sul blog

Noradrenalina, adrenalina, estrogeni: gli effetti sulla fascia nella cronicità

L’eccesso di noradrenalina causa il rilascio di radicali liberi (ROS) che danneggiano il tessuto connettivo, e favorisce l’aumento della produzione di MMP12 (metalloproteinasi) che favorisce il rilascio tissutale di TGF-β1. In questo modo si attiva un binomio estremamente deleterio per la fascia: ROS e TGF-β1, insieme, inducono i fibroblasti a diventare miofibroblasti, cioè cellule dotate di filamenti di α-SMA capaci di rendere il tessuto connettivo contrattile. Va ricordato che tale meccanismo si aggiunge alla stessa stimolazione data della terminazioni nervose del sistema nervoso ortosimpatico. Continua sul blog

Nuove scoperte su drenaggio del sistema glinfatico

La ricerca sul sistema glinfatico, scoperto negli ultimi anni, è in continua evoluzione dato l’importanza clinica della sua funzione. Una recente pubblicazione ha messo in luce come tale sistema di drenaggio cerebrale non avviene all’interno dello spazio para-venoso delle vene cerebrali, come ipotizzato inizialmente, ma lungo le pareti delle arterie cerebrali. Non solo, sembra anche che il motore del drenaggio periarterioso intramurale (IPAD) non sia dato dalle pulsazioni arteriose dal cuore, come si è ritenuto in molti studi, ma dalle cellule muscolari lisce cerebrovascolari (VSMC), i cui cicli di contrazione e rilassamento generano vasomozione. Ne consegue che il drenaggio avviene in direzione opposta alle pulsazioni arteriose. Continua sul blog